<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588</id><updated>2011-12-14T04:53:23.947+01:00</updated><title type='text'>Import export sementi</title><subtitle type='html'>Informazioni sull'import export di sementi e sui volumi di acquisto e vendita online di semi. </subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>97</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-116506625309611063</id><published>2006-12-02T14:28:00.000+01:00</published><updated>2006-12-02T14:35:19.383+01:00</updated><title type='text'>Agricoltura libanese in ginocchio. Carenza di sementi.</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In Libano si fanno ancora i conti per capire quant'è costata la guerra in termini economici. Secondo un &lt;strong&gt;rapporto della Fao &lt;/strong&gt;diffuso oggi, i danni e le &lt;strong&gt;perdite all’agricoltura&lt;/strong&gt;, alla pesca e al settore forestale causati dalle ostilità della scorsa estate ammonterebbero a 280 milioni di dollari. Il conflitto ha colpito il &lt;strong&gt;settore agricolo &lt;/strong&gt;in modo diretto, per via dei bombardamenti che hanno danneggiato o distrutto le coltivazioni, gli allevamenti e le &lt;strong&gt;attrezzature agricole&lt;/strong&gt;. Ma molto più grave, secondo la Fao, è stato l’impatto economico indiretto del conflitto in termini di &lt;strong&gt;perdita dei mercati &lt;/strong&gt;e di posti di lavoro.I bombardamenti hanno avuto come bersaglio principalmente il sud del Libano e i sobborghi sud di Beirut, aree tra le più povere del paese. Nel Libano meridionale, l’agricoltura rappresenta quasi il 70 per cento delle fonti di reddito delle famiglie. Le perdite maggiori sono attribuite all’impossibilità di accedere ai campi durante il conflitto, che ha coinciso con un momento cruciale per il raccolto di alcune coltivazioni destinate all’&lt;strong&gt;esportazione &lt;/strong&gt;(soprattutto &lt;em&gt;frutta e patate&lt;/em&gt;). Secondo il rapporto, buona parte della produzione di quest'anno è rimasta a marcire nei campi. Per di più, molti campi agricoli saranno inutilizzabili fiché non verranno rimosse le bombe inesplose. Questa è la situazione per il 25 per cento della terra coltivata del sud del Libano, dove il totale delle &lt;strong&gt;perdite finanziarie del settore agricolo &lt;/strong&gt;ammonta a circa 232 milioni di dollari. Ingenti danni, per il Libano, si registrano anche nei settori dell'allevamento (22 milioni), della pesca (9,7) e in quello forestale (16). Per sostenere la popolazione libanese, la Fao sta cercando 17 milioni di dollari che serviranno a &lt;strong&gt;distribuire sementi&lt;/strong&gt;, piante e &lt;strong&gt;fertilizzanti &lt;/strong&gt;ai contadini che si erano indebitati contando sul raccolto per ripagare le somme ricevute in prestito. Secondo l’agenzia Onu, queste attività devono però essere svolte in stretto coordinamento con le autorità addette allo sminamento. Altri interventi prevedono la ditribuzione di capi di bestiame, foraggio e prodotti veterinari agli allevatori, la ricostruzione delle strutture per la pesca e la mappatura dei danni forestali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-116506625309611063?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/116506625309611063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=116506625309611063' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116506625309611063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116506625309611063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/12/agricoltura-libanese-in-ginocchio.html' title='Agricoltura libanese in ginocchio. Carenza di sementi.'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-116454841353966144</id><published>2006-11-26T14:36:00.000+01:00</published><updated>2006-11-26T14:40:13.776+01:00</updated><title type='text'>In calo le vendite di sementi di mais</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Le &lt;strong&gt;superfici coltivate a mais &lt;/strong&gt;in Italia, nel 2006, si sono complessivamente attestate tra destinazione a &lt;em&gt;granella &lt;/em&gt;e per &lt;em&gt;insilato &lt;/em&gt;su circa 1.180.000 ettari, con una contrazione di 60-70.000 ettari rispetto alla campagna precedente.  Lo comunica l'AIS - &lt;strong&gt;Associazione italiana sementi&lt;/strong&gt;, rendendo noti i risultati di una indagine condotta tra le &lt;strong&gt;aziende sementiere &lt;/strong&gt;del settore maidicolo. Il dato elaborato dalle &lt;strong&gt;vendite di sementi &lt;/strong&gt;- sottolinea l'AIS - dovrebbe consentire di avere un'idea più precisa sui reali investimenti nazionali e sulle produzioni effettivamente disponibili sul mercato, visto che le statistiche ufficiali e le stime da altre parti diffuse non sono affatto convincenti. L'&lt;strong&gt;indagine AIS sulle sementi di mais &lt;/strong&gt;ha visto quest'anno anche un approfondimento, elaborato su una &lt;strong&gt;quota del mercato delle sementi&lt;/strong&gt;, circa la destinazione della produzione e le classi di maturità.  E' emerso che viene destinato alla produzione di granella il 75% circa della superficie maidicola, mentre alla produzione di insilato il restante 25%. Per quanto riguarda invece il diverso grado di precocità dei materiali coltivati,  il &lt;strong&gt;mercato&lt;/strong&gt; si suddivide tra varietà medio-precoci (classi FAO 200, 300 e 400)  con circa il 19%, varietà medio-tardive (classi FAO 500 e 600)  con il 60%  e  varietà tardive (classe FAO 700)  con il 21%. E' la seconda campagna consecutiva, dopo la &lt;strong&gt;riforma PAC &lt;/strong&gt;avviata nel 2004, che la superficie maidicola in Italia subisce una contrazione.  Ed il  sensibile aumento  con le recenti &lt;strong&gt;semine autunnali&lt;/strong&gt; delle superfici a &lt;em&gt;frumento&lt;/em&gt;,  soprattutto nelle Regioni del Nord,  non lascia grande spazio per un eventuale recupero del mais nella prossima campagna. &lt;/p&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-116454841353966144?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/116454841353966144/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=116454841353966144' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116454841353966144'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116454841353966144'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/11/in-calo-le-vendite-di-sementi-di-mais.html' title='In calo le vendite di sementi di mais'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-116362169225397379</id><published>2006-11-15T21:08:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T21:14:57.393+01:00</updated><title type='text'>Impiego di sementi nell'agricoltura biologica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'agricoltura biologica comporta l'utilizzo di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;ottenute secondo metodi biologici.&lt;br /&gt;Affinché gli agricoltori e le aziende possano più facilmente reperire &lt;strong&gt;sementi prodotte &lt;/strong&gt;secondo metodi biologici, gli Stati membri devono istituire una base dati on line nella quale i &lt;strong&gt;fornitori di sementi &lt;/strong&gt;possano registrare le &lt;em&gt;sementi &lt;/em&gt;e i &lt;em&gt;tuberi-seme di patate&lt;/em&gt;, prodotti secondo il metodo di coltivazione biologico, che intendono immettere sul mercato.&lt;br /&gt;Qualora non siano disponibili &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; della specie che un coltivatore biologico desidera produrre o non siano disponibili varietà adeguate, è possibile chiedere all'organismo di controllo una deroga per poter utilizzare &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di tipo non biologico.&lt;br /&gt;Per le specie per le quali in futuro saranno disponibili &lt;em&gt;quantitativi sufficienti di sementi&lt;/em&gt; ottenute con metodo biologico non dovrebbe essere autorizzata &lt;em&gt;l'utilizzazione di sementi&lt;/em&gt; e di &lt;strong&gt;tuberi-seme di patate&lt;/strong&gt; non ottenuti con il metodo di produzione biologico. Sarà quindi fissato quanto prima possibile un elenco delle specie escluse dal campo di applicazione della deroga.&lt;br /&gt;In attesa che siano adottati criteri adeguati a livello comunitario, le disposizioni applicabili ai materiali di riproduzione vegetativa diversi dai tuberi-seme di patate sono lasciate a discrezione degli Stati membri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-116362169225397379?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/116362169225397379/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=116362169225397379' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116362169225397379'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116362169225397379'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/11/impiego-di-sementi-nellagricoltura.html' title='Impiego di sementi nell&apos;agricoltura biologica'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-116361151701990598</id><published>2006-11-15T18:20:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T18:25:17.210+01:00</updated><title type='text'>Controlli sul riso importato</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.agenfax.it/index.php/content/view/7068/44/"&gt;da AgenFax&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dopo la scoperta di &lt;strong&gt;riso importato&lt;/strong&gt; dagli Usa contenente Ogm non autorizzati, sono scattati in Europa i “contro-test” alle dogane o “punti d’ingresso” su ogni &lt;strong&gt;partita di riso&lt;/strong&gt; "long grain" proveniente dagli Stati Uniti per verificare la veridicità della &lt;em&gt;certificazione OGM&lt;/em&gt; - free rilasciata dalle autorità americane.Lo dispone un &lt;strong&gt;provvedimento comunitario&lt;/strong&gt;, accolto con positività nei commenti di Diego Furia, direttore della Coldiretti di Novara e Vco, il cui territorio costituisce una delle maggiori realtà risicole italiane (foto Novara).&lt;br /&gt;“E’ un provvedimento teso a garantire trasparenza e sicurezza ai consumatori, in grado di dissipare paure latenti che possono solo far male al &lt;strong&gt;mercato&lt;/strong&gt; e, di riflesso, alle nostre imprese” dice Furia.“&lt;strong&gt;Coldiretti &lt;/strong&gt;ha sempre sostenuto la necessità di misure di trasparenza sulle etichette delle &lt;em&gt;confezioni di riso&lt;/em&gt;, e ciò per evidenziare soprattutto la grande qualità del nostro prodotto nazionale, il migliore d’Europa e del mondo: ora, ai consumatori, va rinnovato l’invito a scegliere riso “made in Italy” così da portare in tavola, senza alcun timore, “trasparenza, qualità, rintracciabilità e sicurezza alimentare”… tutto in un semplice chicco di riso”.Ma torniamo ai &lt;strong&gt;controlli comunitari&lt;/strong&gt;: la decisione, già operativa, è stata assunta dal Comitato permanente per la Catena alimentare e la salute degli animali, su proposta della Commissione europea: l’arrivo di riso contaminato in  diversi Stati Europei  (Francia, Svezia, Germania, Austria, Gran Bretagna) ha dimostrato la particolare gravità e dimensione dell'allarme, sul quale va ad innestarsi anche il ritardo con cui le autorità Usa hanno fornito informazioni all'Unione Europea e dalla recente scoperta di false dichiarazioni Ogm-free, rese in America e richieste dalla Commissione Ue per arginare il fenomeno. Situazione complessa, dunque, che gli stessi agricoltori statunitensi hanno riconosciuto con la decisione di citare in giudizio la &lt;strong&gt;società produttrice delle sementi&lt;/strong&gt; contaminate da Ogm: i maggiori danni subiti dai produttori Usa sono imputabili al blocco delle importazioni di riso americano da parte delle autorità giapponesi, che dopo l’insorgere dell’anomalia ha di fatto chiuso i mercati.La speranza di tutti è che possa così finalmente chiudersi una vicenda iniziata da parecchio tempo, ovvero dal 31 luglio scorso quando la società Bayer, produttrice del &lt;strong&gt;riso Ogm LLRICE601&lt;/strong&gt; non autorizzato, ha informato le autorità statunitensi che solo qualche giorno dopo lo hanno comunicato alla Commissione Ue.E’ stata così varata la norma che obbliga alla presentazione di una certificazione che garantisca l'assenza di ogm per tutte le importazioni di riso mentre ora, con i contro-test, ci sarà un elemento di sicurezza in più a garantire i mercati e i consumatori europei.“Ma il vero obiettivo – conclude il direttore Furia – è giungere presto alla definizione dell’Igp “Valle del Po” per il prodotto degli oltre 200 comuni di Piemonte e Lombardia produttori di un riso che sarà certificato e promosso come essenza della qualità e della rintracciabilità italiana.L’Iter sta attraversando ora le necessarie fasi burocratiche, poi davvero si potrà scrivere una nuova, importante pagina nella storia più che secolare della nostra risicoltura”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-116361151701990598?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/116361151701990598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=116361151701990598' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116361151701990598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116361151701990598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/11/controlli-sul-riso-importato.html' title='Controlli sul riso importato'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-116361116165459986</id><published>2006-11-15T18:14:00.000+01:00</published><updated>2006-11-15T18:19:22.093+01:00</updated><title type='text'>Nasce il Manifesto liberi da ogm</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a href="http://www.lanuovaecologia.it/scienza/biotech/6520.php"&gt;La Nuova Ecologia&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;No agli Ogm, difesa delle tradizioni, delle biodiversità, della cultura e del territorio. Sono questi i valori dell'&lt;strong&gt;agricoltura&lt;/strong&gt; e dell'&lt;strong&gt;agroalimentare&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;italiano&lt;/strong&gt; che guarda al futuro fissati nel manifesto promosso dal Consiglio dei Diritti Genetici di Mario Capanna, sottoscritto da 18 organizzazioni, rappresentanti del &lt;em&gt;mondo agricolo&lt;/em&gt;, di quello ambientalista, dell'artigianato, della grande distribuzione, dei consumatori e della scienza, presentato ieri a Roma, e al quale ha aderito oggi il &lt;strong&gt;ministro delle politiche agricole&lt;/strong&gt; Paolo De Castro.«L'obiettivo – ha spiegato Capanna – è quello di riportare l'agroalimentare e l'agricoltura al centro dello sviluppo. È tempo infatti - ha detto - che il settore primario torni a ricoprire un ruolo centrale in Italia con una conseguente rimodulazione degli impegni di spesa e di quelli politici del Governo». La lotta agli Ogm è il capitolo più vicino da affrontare. La prima tappa per il cartello delle 18 organizzazioni è quella di premere sul governo perché si opponga all'emendamento Ue che ammetterebbe una contaminazione ogm anche nelle &lt;strong&gt;coltivazioni biologiche&lt;/strong&gt;. «Proprio questo emendamento fa saltare l'altarino della tanto sbandierata possibilità di coesistenza fra colture ogm e non ogm» attacca Campana. Per le organizzazioni che aderiscono al manifesto, il governo non deve limitarsi a votare contro ma deve trovare alleanze vincenti contro gli Ogm. Oggi la coalizione liberi da Ogm si è autoconvocata al &lt;strong&gt;Ministero delle politiche agricole&lt;/strong&gt;, forestali e alimentari per affrontare i problemi connessi alla normativa comunitaria sugli ogm. E l’incursione ha portato buoni frutti. Tolleranza zero sugli Ogm nel biologico e adesione al manifesto programmatico sugli Ogm. È quanto ha dichiarato il &lt;em&gt;ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali&lt;/em&gt;, Paolo De Castro, intervenendo agli Stati generali della coalizione Liberi da Ogm che si sono riuniti per discutere della proposta di regolamento del Consiglio europeo, relativo alla &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt; e all'etichettatura dei &lt;strong&gt;prodotti biologici&lt;/strong&gt; che dovrebbe sostituire il regolamento esistente, in vigore dal 1991. Fin dalla prima versione, rileva il Consiglio dei diritti genetici, nel regolamento è stato introdotto il principio secondo il quale ai prodotti biologici verrebbero applicate le stesse soglie di contaminazione da Ogm stabilite per i prodotti convenzionali, ovvero lo 0,9%.«Su questo daremo battaglia – ha aggiunto De Castro – anche per quanto riguarda le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e se riusciamo a togliere dal campo i frankenstein-food faremo già dei passi avanti, unire il mondo animale e vegetale è eticamente scorretto e su questo potremo trovare condivisione anche del mondo cattolico, si può ragionare, invece, sugli Ogm si seconda generazione, intraspecie». Ora, l'ampio schieramento di forze che si è messo in moto conta su «impegni e comportamenti del governo italiano - ha commentato Mario Capanna - sia a Roma che a Bruxelles». E proprio in sede comunitaria, il ministro auspica che sarà possibile fare passi avanti, in particolare sotto la presidenza tedesca, dalla quale «riceveremo una mano» come ha spiegato De Castro che ha incontrato ieri il ministro dell'agricoltura tedesco Horst Seehofer.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-116361116165459986?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/116361116165459986/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=116361116165459986' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116361116165459986'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116361116165459986'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/11/nasce-il-manifesto-liberi-da-ogm.html' title='Nasce il Manifesto liberi da ogm'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-116137304428880347</id><published>2006-10-20T21:37:00.000+02:00</published><updated>2006-10-20T21:37:29.263+02:00</updated><title type='text'>Agribosco: l'antica tradizione umbra a tavola</title><content type='html'>da &lt;a href="http://www.greenplanet.net/Articolo17452.html"&gt;GreenPlanet&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questa è Agribosco e tali sono i principi che guidano l'azienda, modellata per garantire ai propri clienti la provenienza delle &lt;strong&gt;materie prime &lt;/strong&gt;utilizzate e l’assoluta professionalità e cura di ogni fase del processo produttivo. &lt;strong&gt;Cereali secchi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;legumi secchi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;farine macinate a pietra&lt;/strong&gt;, confetture e composte di frutta, legumi pronti in vaso di vetro, creme per condimenti, ma soprattutto il farro, un cereale antico e ricco di proprietà: questi i prodotti principali di un'azienda che ha i propri stabilimenti produttivi e di stoccaggio a Sigillo in provincia di Perugia, all’interno del Parco Naturale del Monte Cucco, una delle zone più belle e incontaminate d’Italia, e che opera nell'ambito del &lt;em&gt;Consorzio Agrobiologico Agribosco&lt;/em&gt;, composto da 91 &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;di Umbria, Marche, Toscana, Piemonte e Lombardia. Le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;utilizzate dai coltivatori del Consorzio vengono fornite e garantite dalla Agribosco che cura anche il progetto “&lt;strong&gt;Sementi Antiche&lt;/strong&gt;”, ovvero la cura e la valorizzazione delle sementi originarie dell'Umbria e quindi della sua biodiversità. “Con la collaborazione scientifica di diversi istituti di ricerca di fama internazionale” dice &lt;strong&gt;Marzio Presciutti Cinti&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;direttore generale di Agribosco &lt;/em&gt;“siamo riusciti a portare in purezza più di 700 varietà di Farro Triticum Dicoccum originario delle valli umbre. Successivi studi condotti in collaborazione con l'università di Perugia ci hanno permesso poi, di selezionarne 6 varietà che, grazie all'ausilio di &lt;em&gt;test salutisco-nutrizionali&lt;/em&gt;, hanno rivelato ottimi indici glicemici e di svuotamento gastrico, e quindi un'ottima capacità di favorire l'assobimento di zuccheri e la digestione. Il nostro obiettivo è combattere il sempre più dilagante problema delle intolleranze e delle &lt;strong&gt;allergie alimentari&lt;/strong&gt;, che possono trovare origine proprio nella modificazione della struttura proteica e glutinica del seme”. Questo importante lavoro trova la sua sintesi con la Carta d'Identità del prodotto, posta proprio sul fronte etichetta. Nella Carta d'Identità è riportato il nome del coltivatore socio del Consorzio, il luogo di coltivazione e la quantità realizzata per quel lotto. Inoltre la &lt;em&gt;filiera di produzione &lt;/em&gt;è certificata secondo lo standard UNI 10939-2001, un insieme di regole estremamente dettagliate che garantiscono il consumatore non solo sulla provenienza del prodotto, ma anche su tutte le lavorazioni intermedie che le materie prime subiscono, dal campo fino ad arrivare al prodotto finito. L'ultimo nato in casa Agribosco si chiama &lt;strong&gt;Agri-Bio-Pellet&lt;/strong&gt;, una novità assoluta nel campo delle &lt;em&gt;fonti alternative di ricaldamento&lt;/em&gt;. E' sempre più diffusa infatti, negli ultimi tempi l'utilizzo di caldaie domestiche o condominiali alimentate a pellet. Sotto questo aspetto Agri-Bio-Pellet rappresenta l'unica alternativa biologica del settore. I pellet in questione infatti, sono realizzati esclusivamente con pule, &lt;strong&gt;crusche e cereali &lt;/strong&gt;provenienti da agricoltura biologica. “Questo è solo uno dei tanti momenti del nostro lavoro che si basa essenzialmente sul rispetto assoluto per i cicli della natura e che ci ha condotto a sviluppare l’&lt;strong&gt;agricoltura biologica &lt;/strong&gt;nelle aree più verdi e incontaminate del centro Italia” dice Marzio Presciutti Cinti “lontano dalle grandi aree indistrializzate e di coltivazioni intensiva e convenzionale del terreno. Così facendo cerchiamo di dare il nostro contributo per evitare l’abbandono delle campagne ridando valore ad un prodotto autentico e puro. Tutta la nostra organizzazione è orientata al raggiungimento di due obiettivi primari: la qualità dei prodotti e l'efficienza dei processi, eliminando sprechi e diseconomie che nuocerebbero inevitabilmente al consumatore”.&lt;/div&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-116137304428880347?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/116137304428880347/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=116137304428880347' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116137304428880347'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/116137304428880347'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/10/agribosco-lantica-tradizione-umbra.html' title='Agribosco: l&apos;antica tradizione umbra a tavola'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115841968327006193</id><published>2006-09-16T17:06:00.000+02:00</published><updated>2006-09-16T17:14:43.700+02:00</updated><title type='text'>DuPont e Bunge: collaborazione per produzione delle sementi da applicazioni industriali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Amana, Iowa, USA, 15 settembre 2006 – DuPont e Bunge hanno deciso di estendere la loro collaborazione, nata per i &lt;strong&gt;prodotti alimentari e nutrizionali &lt;/strong&gt;a base di &lt;strong&gt;soia&lt;/strong&gt;, alle applicazioni industriali, ai biocarburanti e non solo.&lt;br /&gt;"Nei tre anni di collaborazione, abbiamo assistito all'incremento esponenziale dell'interesse del mercato per i biocarburanti e i settori industriali e alimentari. Siamo fortemente impegnati a immettere i nostri prodotti sul mercato, cosi da rispondere alla crescente domanda del settore", afferma Erik Fyrwald, group vice president, DuPont Agriculture &amp; Nutrition.&lt;br /&gt;Cosi Carl Hausmann, president e CEO, Bunge North America: "Detta collaborazione unisce il know-how e le risorse dei due leader del mercato estendendole a tutta la catena del valore dell'&lt;strong&gt;industria dei semi di soia&lt;/strong&gt;. Siamo lieti del successo ottenuto dal nostro olio di &lt;strong&gt;semi di soia &lt;/strong&gt;a basso tenore linolenico che soddisfa i clienti del &lt;em&gt;settore alimentare&lt;/em&gt;, alla ricerca di un'alternativa ai grassi trans. Siamo entusiasti del potenziale dei nuovi prodotti a base delle &lt;strong&gt;sementi di soia&lt;/strong&gt; che, forti del successo nel settore alimentare, ci consentiranno di servire meglio anche l'&lt;em&gt;industria del biodiesel &lt;/em&gt;a base di soia, settore in rapida crescita".&lt;br /&gt;DuPont e' impegnato a offrire nuove tecnologie per il crescente &lt;strong&gt;mercato dei biocarburanti&lt;/strong&gt;, fornendo migliori &lt;strong&gt;sementi e soluzioni per la protezione dei raccolti&lt;/strong&gt;; sviluppare nuove tecnologie per consentire la conversione della cellulosa in biocarburanti, e realizzare biocarburanti di nuova generazione, fra cui il biobutanolo. Oltre a sviluppare &lt;strong&gt;sementi ibridi di mais &lt;/strong&gt;per l'etanolo, Pioneer Hi-Bred International, Inc., affiliata di DuPont, ha in atto la caratterizzazione delle &lt;strong&gt;varieta' di semi di soia &lt;/strong&gt;con marchio Pioneer® in base al tenore di olio al fine di determinarne l'impatto sulla produzione di biodiesel.&lt;br /&gt;Il lancio del marchio Treus™Per sancire l'ampliamento della loro collaborazione, DuPont e Bunge intendono lanciare Treus™, il nuovo marchio della famiglia di &lt;em&gt;prodotti a base di soia&lt;/em&gt;, nata da tale partnership, che offre maggiore potere nutritivo, nonche' migliore sostenibilita' e funzionalita'.&lt;br /&gt;L'&lt;strong&gt;olio di semi di soia &lt;/strong&gt;a basso tenore linolenico estratto da varieta' di &lt;strong&gt;semi di soia &lt;/strong&gt;con marchio Pioneer®, precedentemente commercializzato con il nome di Nutrium Low Linolenic Soybean Oil, sara' ora distribuito con il nome Treus™ Low Linolenic Soybean Oil.Valide opportunita' per gli agricoltori&lt;br /&gt;DuPont e Bunge si sono aggiudicate una solida posizione nel mercato in espansione dei &lt;strong&gt;semi di soia &lt;/strong&gt;a basso tenore linolenico. La collaborazione, che sta generando valide opportunita' per gli agricoltori, rappresenta una fonte affidabile di produzione d'olio di alta qualita' per soddisfare la domanda delle aziende alimentari che desiderano ridurre o eliminare i grassi trans dai loro prodotti.&lt;br /&gt;Gli ettari coltivati a &lt;strong&gt;semi di soia &lt;/strong&gt;a basso tenore linolenico Pioneer® sono passati da 14.164 nel 2005 a quasi 80.938 nel 2006; nel 2007, e' previsto un ulteriore deciso aumento delle coltivazioni al fine di soddisfare la crescente domanda della clientela. Da una ristretta zona di coltura nello Iowa creata nel 2005, l'area coltivata si e' estesa di anno in anno e si prevede che per la stagione 2007 coprira' otto stati, ovvero Iowa, Illinois, Indiana, Ohio, Michigan, Missouri, Pennsylvania e Wisconsin.&lt;br /&gt;Inoltre, Pioneer continua a estendere la propria gamma di varieta' di &lt;strong&gt;semi di soia a basso tenore linolenico &lt;/strong&gt;della sua linea di prodotti ad alte prestazioni. Fra le novita' per il 2007 vi sono molte nuove varieta' coltivabili in aree geografiche piu' estese con tempi di maturazione diversi.&lt;br /&gt;Le varieta' di &lt;strong&gt;semi di soia &lt;/strong&gt;con marchio Pioneer fanno parte del programma Pioneer IndustrySelect®, che aiuta gli agricoltori a selezionare gli ibridi o le varieta' specifiche per gli usi finali desiderati.Bunge sostiene attivamente la rapida crescita della domanda di &lt;strong&gt;olio di semi di soia a basso tenore linolenico &lt;/strong&gt;estratto dai &lt;em&gt;semi di soia &lt;/em&gt;a basso tenore linolenico con marchio Pioneer. Nel 2005, la societa' ha infatti soddisfatto gli impegni produttivi nei confronti delle societa' alimentari ed e' attualmente in linea con gli obiettivi prefissati per il 2006. I prodotti in fase di sviluppo.&lt;br /&gt;L'olio di &lt;strong&gt;semi di soia a basso tenore linolenico &lt;/strong&gt;e' stato il primo prodotto lanciato dalle due societa'; in fase di sviluppo vi sono ora alcuni prodotti a base di &lt;em&gt;olio e farina di semi di soia&lt;/em&gt;, fra cui gli oli ad alto tenore oleico e oli ad alto tenore sia oleico che stearico.&lt;br /&gt;I prodotti ad alto tenore oleico e ad alto tenore oleico/stearico offrono notevoli vantaggi alle aziende di trasformazione alimentare e alle industrie. L'olio ad alto tenore oleico/stearico fornira' alle aziende alimentari un ingrediente da forno ad alto tenore di materie solide e a basso contenuto di grassi trans per i cibi confezionati che richiedono maggiore shelf life come biscotti, cracker e cereali.&lt;br /&gt;Inoltre, l'olio ad alto tenore oleico offre a ristoratori e aziende alimentari un prodotto a basso contenuto di grassi trans e migliori proprieta' di frittura. L'olio ad alto tenore oleico presenta caratteristiche funzionali per l'industria che consentono di sviluppare dei prodotti da fonti rinnovabili ed ecocompatibili in alternativa a quelli a base di petrolio.&lt;br /&gt;I ricercatori di Pioneer stanno sviluppando delle varieta' di &lt;strong&gt;semi di soia per la produzione di farine &lt;/strong&gt;a piu' alto contenuto di amminoacidi per una piu' efficiente produzione alimentare. L'incremento della produzione di biodiesel determina una superiore disponibilita' di &lt;em&gt;farine di semi di soia&lt;/em&gt;, cio' che sottolinea l'importanza di migliorare la qualita' delle farine di soia.&lt;br /&gt;La Bunge e DuPont Biotech Alliance e' stata istituita nel 2003. Le societa' hanno inoltre creato The Solae Company, una joint venture volta a migliorare i prodotti a base di soia per quanto riguarda gusto e proprieta' nutrizionali. Solae, con sede a St. Louis, registra ricavi annui superiori a 1 miliardo di dollari (USA).&lt;br /&gt;Bunge North America (www.bungenorthamerica.com), filiale nordamericana di Bunge Limited (NYSE: BG), e' una societa' di ingredienti per alimenti e mangimi che fornisce materie prime agricole e prodotti lavorati, nonche' ingredienti per alimenti speciali a una vasta gamma di aziende operanti nel settore dell'allevamento di bestiame, pollame, trasformazione alimentare, ristorazione e prodotti da forno.&lt;br /&gt;Con sede a St. Louis, Missouri, Bunge North America e le sue filiali dispongono di silos, impianti di lavorazione di semi da olio, raffinerie per oli commestibili e impianti di packaging, nonche' mulini a secco per il mais negli Stati Uniti, in Canada e in Messico.&lt;br /&gt;Pioneer Hi-Bred International, Inc., affiliata di DuPont, e' il maggiore produttore mondiale di soluzioni ad hoc per agricoltori, allevatori e trasformatori di granaglie e semi da olio. Con sede a Des Moines, Iowa, Pioneer offre avanzate soluzioni di fitogenetica e di protezione e qualita' dei raccolti a clienti sparsi in quasi 70 Paesi del mondo.&lt;br /&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115841968327006193?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115841968327006193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115841968327006193' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115841968327006193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115841968327006193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/09/dupont-e-bunge-collaborazione-per.html' title='DuPont e Bunge: collaborazione per produzione delle sementi da applicazioni industriali'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115736737093998537</id><published>2006-09-04T12:44:00.000+02:00</published><updated>2006-09-04T12:56:11.243+02:00</updated><title type='text'>Scambi commerciali di sementi tra Romania e Cina</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il volume degli &lt;strong&gt;scambi commerciali di sementi &lt;/strong&gt;tra Cina e Romania potrebbe superare nel 2006 i due miliardi di dollari; di questi, 250 - 300 milioni potrebbero essere coperti dall'export romeno. Lo afferma Radu Zaharia, capo del direttorato generale per le  Relazioni Bilaterali del Ministero dell'Economia e Commercio (MEC) nell'ambito del forum Romania-Cina.&lt;br /&gt;Nel periodo gennaio-giugno, sono stati registrati &lt;em&gt;scambi commerciali &lt;/em&gt;del valore di 995.1 milioni di dollari; la quota delle &lt;strong&gt;esportazioni romene &lt;/strong&gt;è stata di 102.5 milioni. Il rappresentante del Ministero del Commercio cinese, a Bucarest insieme ad una delegazione di 11 rappresentanti istituzionali e 22 uomini d'affari ha dichiarato che le autorità cinesi sono interessate a diversificare la gamma dei &lt;strong&gt;prodotti sementieri commercializzati&lt;/strong&gt; con la Romania, rendendo il Paese un elemento importante nella promozione delle relazioni della Cina con l'Europa.&lt;br /&gt;Il momento più importante del forum è stata le firma di &lt;em&gt;sette accordi di cooperazione &lt;/em&gt;tra aziende romene e cinesi. il valore totale di questi contratti è stato di 80 milioni di dollari, 53 dei quali rappresentano contratti effettivamente firmati, il resto coperto dal lettere di intenti e accordi preliminari bilaterali. I contratti si focalizzano anche sulla fornitura  dell'acciaio, sui prodotti chimici, sulla cellulosa ed, ovviamente, delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115736737093998537?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115736737093998537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115736737093998537' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115736737093998537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115736737093998537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/09/scambi-commerciali-di-sementi-tra.html' title='Scambi commerciali di sementi tra Romania e Cina'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115711699600408423</id><published>2006-09-01T15:16:00.000+02:00</published><updated>2006-09-01T15:23:20.496+02:00</updated><title type='text'>Sementi per olio</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le differenze tra i vari tipi di &lt;strong&gt;sementi per oli vegetali &lt;/strong&gt;(ricavati soprattutti dai &lt;strong&gt;semi&lt;/strong&gt; e quindi chiamati anche &lt;strong&gt;oli di semi&lt;/strong&gt;) riguarda principalmente la composizione in &lt;em&gt;acidi grassi&lt;/em&gt;. La maggior parte degli oli vegetali contengono in prevalenza grassi mono e polinsaturi, e pochi grassi saturi, fanno eccezione gli "&lt;a href="http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/olio/tipologie.htm#A"&gt;oli tropicali&lt;/a&gt;" che invece contengono una grossa percentuale di grassi saturi.&lt;br /&gt;La composizione in &lt;em&gt;acidi grassi dell'olio di semi&lt;/em&gt; non varia solo da specie a specie, ma dipende anche dalle condizioni climatiche e dal tipo di terreno. Essa può anche essere variata modificando geneticamente i semi delle piante.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a name="ARA"&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di arachide&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Questo olio è estratto dai &lt;strong&gt;semi della pianta Arachis hypogaea &lt;/strong&gt;della famiglia delle leguminose. Ha una composizione in acidi grassi simile a quella dell'olio di oliva, poiché contiene molti acidi monoinsaturi e pochi polinsaturi. Questa caratteristica lo rende piuttosto stabile alle alte temperature, per questo motivo è adatto per friggere.&lt;br /&gt;&lt;a name="GIRA"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di girasole&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dai &lt;strong&gt;semi di Helianthus annuus &lt;/strong&gt;della famiglia delle Composite. La coltivazione del girasole è tipica dell'est europeo, ma negli ultimi anni si è estesa anche in Europa e in Italia. L'&lt;em&gt;olio di semi di girasole &lt;/em&gt;contiene una percentuale molto elevata di grassi polinsaturi, in particolare l'acido linoleico (fino al 75%), e una notevole quantità di vitamina E (68 mg / 100 gr). Va facilmente incontro a irrancidimento a causa dell'elevato grado di insaturazione, quindi non è indicato per cucinare e friggere, e andrebbe conservato in frigorifero in bottiglie opache. Esistono &lt;em&gt;oli di girasole &lt;/em&gt;ottenuti da piante geneticamente modificate che hanno un contenuto di acidi grassi modificato a favore di quelli monoinsaturi: vengono utilizzati per friggere, soprattutto nel Nordamerica, grazie alla maggior stabilità alle alte temperature.&lt;br /&gt;&lt;a name="LINO"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di lino&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dai &lt;strong&gt;semi della pianta Linum usitatissimum&lt;/strong&gt;, molto utilizzata fino a qualche decennio fa per produrre capi di abbigliamento. A differenza degli altri &lt;em&gt;oli vegetali&lt;/em&gt;, ricchi di grassi omega 6, l'olio di lino è molto ricco di acido linolenico, il capostipite dei grassi omega 3. Ne contiene fino al 58%: per soddisfare il fabbisogno giornaliero di grassi omega 3 ne bastano solamente 6 grammi al giorno! L'acido linolenico è il più delicato tra gli acidi grassi: si ossida molto facilmente e di conseguenza il processo di estrazione dell'olio di lino deve essere fatto accuratamente, possibilmente in assenza di aria e a temperatura controllata. Fino a qualche anno fa l'olio di lino spremuto a freddo veniva prodotto esclusivamente con il &lt;strong&gt;metodo Baglioni&lt;/strong&gt;, a temperatura controllata, per lo più da piccole aziende biologiche. Ora che il consumo è aumentato le aziende più grandi hanno adottato metodi molto meno delicati nei confronti del prodotto, che viene portato a temperature molto più alte che possono ossidare l'acido linolenico. Inoltre nessun produttore propone confezioni totalmente opache che proteggano l'olio dalla luce; nessun negoziante lo conserva in frigorifero per proteggerlo dalla temperatura. La probabilità di trovare un prodotto veramente fresco, quindi, è molto bassa. Consigliamo quindi di evitare il consumo di &lt;em&gt;olio di lino&lt;/em&gt;, a meno di non approvvigionarsi direttamente dal produttore, assicurandosi che utilizzi il &lt;em&gt;metodo Baglioni &lt;/em&gt;e che conservi in frigorifero l'olio così prodotto.Il prodotto va conservato in frigorifero in bottiglie scure, e va consumato nel giro di qualche settimana. Ha un sapore caratteristico di noce, leggermente amarognolo. Quando irrancidisce prende un sapore sgradevole di pesce.&lt;br /&gt;&lt;a name="MAIS"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di mais&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dai &lt;strong&gt;germi dei semi di Zea mais&lt;/strong&gt;, una graminacea tipica del Nordamerica, coltivata anche in Italia. Ha una composizione simile a quello di girasole, molto ricco di acido linoleico e vitamina E.&lt;br /&gt;&lt;a name="SOIA"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di soia&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Si ricava dai semi delle numerose varietà di soia, una leguminosa originaria dell'Asia. È un olio più completo poiché contiene entrambi gli acidi essenziali, linoleico (50% circa) e linolenico (8% circa). 20 grammi di olio di soia non raffinato soddisfano il fabbisogno giornaliero di entrambi i grassi essenziali. Anch'esso andrebbe conservato in frigorifero, in bottiglie opache.&lt;br /&gt;&lt;a name="COLZA"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di colza&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Si ricava dai &lt;strong&gt;semi di Brassica napus oleifera &lt;/strong&gt;e di &lt;strong&gt;Brassica campestris&lt;/strong&gt;, della famiglia delle crucifere. L'olio che si ottiene contiene una notevole quantità di acido erucico, una sostanza che viene metabolizzata con difficoltà dal nostro organismo umano e che si accumula nei grassi del muscolo cardiaco, causando alterazioni. La legge impone che nell'&lt;em&gt;olio di semi vari &lt;/em&gt;e nelle margarine non sia presente una quantità maggiore al 5% di acido erucico. Dato che l'acido erucico è di fatto un veleno per il nostro organismo, perché consentirne l'uso anche solo di una piccola percentuale? La risposta è di carattere economico: l'&lt;strong&gt;olio di colza costa poco &lt;/strong&gt;e il suo uso è molto diffuso negli oli e grassi utilizzati dalle industrie alimentari.&lt;br /&gt;&lt;a name="SESAMO"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di semi di sesamo&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dai &lt;strong&gt;semi di Sesamum indicum&lt;/strong&gt;, è caratterizzato da una eguale percentuale di acido oleico e linoleico (40% circa). Ha un odore e un sapore caratteristici, viene utilizzato in molte preparazioni della cucina orientale.&lt;br /&gt;&lt;a name="A"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Oli tropicali&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Sono gli &lt;strong&gt;oli derivati dalla palma da cocco&lt;/strong&gt;. Al contrario degli altri &lt;em&gt;oli vegetali&lt;/em&gt;, tutti molto ricchi di grassi mono e polinsaturi, questi oli sono ricchissimi in grassi saturi, caratteristica peculiare dei grassi di origine animale. Non si trovano in vendita per uso alimentare, ma sono molto utilizzati dall'industria alimentare (sotto la dicitura "&lt;em&gt;oli vegetali&lt;/em&gt;") poiché sono economici e consentono ai prodotti di durare a lungo, proprio grazie alla scarsa presenza di grassi insaturi. Sono molto utilizzati dai ristoranti come olio di frittura, per le ottime caratteristiche di stabilità, di cui spesso si abusa: gli alimenti fritti con l'olio di palma sono accettabili (dal punto di vista organolettico) anche dopo una settimana di utilizzo intensivo!I grassi saturi, come è risaputo, sono più dannosi per la salute del cuore e delle arterie rispetto ai mono e polinsaturi. In realtà solo i grassi saturi a catena lunga alzano in modo sensibile i valori di colesterolo nel sangue, non quelli a catena media: non tutti gli oli tropicali sono dannosi per le arterie!&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di palma&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dal frutto della palma, &lt;strong&gt;Elaeis giuneensis&lt;/strong&gt;, è caratterizzato da un notevole contenuto di grassi saturi a catena lunga, in particolare palmitico, lo stesso contenuto nel burro. &lt;strong&gt;È l'olio vegetale più dannoso per il cuore e le arterie&lt;/strong&gt;, proprio a causa dei grassi saturi a catena lunga.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di palmisti&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dai &lt;strong&gt;semi della palma&lt;/strong&gt;, &lt;em&gt;Elaeis giuneensis&lt;/em&gt;, anch'esso contiene molti grassi saturi ma a differenza dell'olio di palma questi sono a catena corta, soprattutto laurico e miristico, molto meno dannosi per le arterie del palmitico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Olio di cocco&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;È estratto dalla polpa delle noci di cocco, è ricchissimo in acidi grassi a catena media (MCT), e quindi, come l'olio di palmisti, non rappresenta un pericolo per il cuore e le arterie.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115711699600408423?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115711699600408423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115711699600408423' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115711699600408423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115711699600408423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/09/sementi-per-olio.html' title='Sementi per olio'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115676170190888430</id><published>2006-08-28T12:36:00.000+02:00</published><updated>2006-08-28T12:41:42.290+02:00</updated><title type='text'>Pillole di sementi - COME VALUTARE LA SEMENTE (6a parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;CONSIGLI ALL'AGRICOLTORE PER VALUTARE LA SEMENTE&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per valutare la &lt;strong&gt;germinabilità &lt;/strong&gt;e la &lt;strong&gt;purezza della semente &lt;/strong&gt;l'agricoltore può:&lt;br /&gt;1 - Utilizzare germinatoi piuttosto semplici e rudimentali (sabbia o carta da filtro in un contenitore trasparente chiuso), mantenuti a umidità e temperature costanti per alcuni giorni, e verificare l'&lt;em&gt;attitudine germinativa del seme &lt;/em&gt;e la rapidità con cui avviene la nascita delle piantine&lt;br /&gt;2 - Dotarsi di una semplice lente di ingrandimento e di una lampada per:&lt;br /&gt;      2.1 - individuare la presenza nella &lt;strong&gt;massa di semi &lt;/strong&gt;e di materiali estranei;&lt;br /&gt;      2.2 - osservare la &lt;strong&gt;conformazione del seme &lt;/strong&gt;(&lt;em&gt;semi irregolari &lt;/em&gt;o striminziti spesso sono indice di maturazione svoltasi in ambiente avverso, di raccolta troppo anticipata, di cattiva stagionatura);&lt;br /&gt;     2.3 - valutare il colore (deve essere caratteristico della specie e della varietà; le tinte verdi o pallide sono proprie dei &lt;em&gt;semi raccolti immaturi&lt;/em&gt;; l'arrossamento o l'iscurimento dei &lt;strong&gt;semi di leguminose &lt;/strong&gt;denunciano che il &lt;em&gt;seme &lt;/em&gt;è vecchio; la non uniformità nel colore può far sospettare una mescolanza di semi di varia provenienza ed età); &lt;br /&gt;    2.4 - controllare la lucentezza (spesso i semi con l'invecchiamento diventano opachi);&lt;br /&gt;    2.5 -verificare l'&lt;em&gt;integrità del seme &lt;/em&gt;(condizione necessaria perchè esso sia germinabile);&lt;br /&gt;    2.6 - valutare il peso ed il volume (se notevoli indicano abbondanza di materiali di &lt;em&gt;riserva nel seme &lt;/em&gt;e quindi la possibilità di nutrire più a lungo le &lt;em&gt;piantine nascenti&lt;/em&gt;; queste caratteristiche non vanno però sopravvalutate, in quanto anche da semi piccoli si ottengono colture normali). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115676170190888430?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115676170190888430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115676170190888430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115676170190888430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115676170190888430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/pillole-di-sementi-come-valutare-la.html' title='Pillole di sementi - COME VALUTARE LA SEMENTE (6a parte)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115623542234930678</id><published>2006-08-22T10:25:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T10:30:22.456+02:00</updated><title type='text'>Sementi di Juta - La nuova sfida del XXI Secolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dal &lt;strong&gt;settore agro-alimentare&lt;/strong&gt; a quello dell'abbigliamento e dell’accessorio moda, dagli utilizzi a scopo ambientalistico all'oggettistica e all'arredamento d'interni, la &lt;strong&gt;juta &lt;/strong&gt;si propone come materiale estremamente moderno e versatile, con alcune caratteristiche distintive di fondo: l'ecologicità, la naturalità, il &lt;em&gt;rispetto dell'ambiente&lt;/em&gt;. Viviamo un periodo in cui, finalmente, la preoccupazione collettiva per il devastante impatto ambientale che la "società dei consumi" continua ad avere sul pianeta Terra sembrerebbe essere in aumento. Ad accrescere l’apprensione per lo stato di salute del nostro ecosistema è anche il fatto che enormi realtà come &lt;a class="link" href="http://www.advmagazine.net/advnews-24h/index.php?q=%22Cina%22&amp;percento=90&amp;amp;days=27-06-2005" target="_blank"&gt;Cina&lt;/a&gt; e &lt;a class="link" href="http://www.advmagazine.net/advnews%2D24h/index.php?q=India&amp;percento=75&amp;amp;days=22-06-2005" target="_blank"&gt;India&lt;/a&gt; si stiano rapidamente adeguando alle non-sostenibili abitudini occidentali (spesso oltrepassandole), facendo registrare elevatissimi tassi di inquinamento atmosferico, consumo smodato di &lt;em&gt;petrolio&lt;/em&gt; e fonti di &lt;em&gt;energia non rinnovabili&lt;/em&gt;, effetto serra e quant’altro. D'altronde è anche vero che delle soluzioni sostenibili esistono, e che pian piano vanno affacciandosi alla finestra dell'opinione pubblica e dei &lt;strong&gt;mercati globali&lt;/strong&gt;. E talvolta queste soluzioni provengono, per contrasto, proprio dalle millenarie culture di quegli stessi paesi del sud-est asiatico il cui impatto ambientale fa spesso scattare il campanello di allarme globale. Una di queste soluzioni sostenibili a cui accennavamo proviene dalle rive del Gange, il grande fiume Sacro dell’India, dalle cui acque vengono quotidianamente raccolte tonnellate di &lt;strong&gt;Corchorus&lt;/strong&gt;, pianta della &lt;em&gt;famiglia delle tigliacee &lt;/em&gt;meglio conosciuta come &lt;strong&gt;Juta&lt;/strong&gt;, dal cui fusto si ricava quell’antica &lt;em&gt;fibra &lt;/em&gt;i cui &lt;strong&gt;filati e tessuti &lt;/strong&gt;vanno acquisendo nel mondo contemporaneo sempre più importanza proprio grazie alle caratteristiche ecologiche e ambientali che li distinguono. La juta, &lt;strong&gt;materiale al 100% riciclabile &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;biodegradabile&lt;/strong&gt;, si appresta quindi a popolare sempre di più diversi settori della nostra vita quotidiana e del nostro sistema economico, specie per quanto riguarda i &lt;strong&gt;settori agroalimentare e ambientale&lt;/strong&gt;. La "&lt;em&gt;fibra dorata&lt;/em&gt;" ("golden fibre", questo è il nome con cui viene comunemente chiamata) non ha alcun impatto ambientale di nessun genere durante tutto il suo processo di lavorazione e per le sue qualità di robustezza e resistenza si pone come valida alternativa alle inquinanti e non biodegradabili materie e fibre plastiche o sintetiche. Per la sua versatilità la "fibra dorata" trova applicazione nei settori più diversi: Tessile, non tessile, packaging. Mentre riacquistano sempre più importanza i sacchi, di tutte le dimensioni, ad uso &lt;em&gt;agroalimentare&lt;/em&gt;, ultimamente la juta sta prendendo sempre più piede nel &lt;strong&gt;settore geo-tessile &lt;/strong&gt;come alternativa naturale a tutte le fibre sintetiche con le quali gareggia in robustezza ed efficacia, mantenendo come punti di forza caratteristiche naturali come la biodegradabilità. I geotessili di juta sono preziosissimi per stabilizzare il terreno in superficie, proteggere e favorire lo &lt;strong&gt;sviluppo delle sementi&lt;/strong&gt; e delle piantagioni nel quadro di operazioni di rinverdimento. Ma il potenziale ecologico della &lt;em&gt;Golden Fibre &lt;/em&gt;può esprimersi anche attraverso campagne di sensibilizzazione "di massa" rivolte ai singoli consumatori. Quelli citati sono solo alcuni esempi di come la juta stia affrontando con grande slancio la sfida del nuovo millennio, proponendosi come fibra le cui caratteristiche, provenienti da una storia centenaria, ben si sposano con le esigenze di una società attenta alle problematiche ambientali, una società che, finalmente, speriamo stia prendendo forma.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115623542234930678?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115623542234930678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115623542234930678' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115623542234930678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115623542234930678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/sementi-di-juta-la-nuova-sfida-del-xxi.html' title='Sementi di Juta - La nuova sfida del XXI Secolo'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115623502466747560</id><published>2006-08-22T10:18:00.000+02:00</published><updated>2006-08-22T10:23:45.890+02:00</updated><title type='text'>1° Forum Mondiale - Stare fuori dal WTO</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;In Europa, ogni tre minuti scompare un'azienda agricola, negli ultimi 40 anni 7 milioni di superficie sono stati sottratti all'&lt;em&gt;attività agricola&lt;/em&gt; e il numero degli agricoltori si è dimezzato negli ultimi 25 anni. Allo stesso tempo nell'ultimo cinquantennio si è assistito ad un aumento dei &lt;strong&gt;fattori di produzione agricola&lt;/strong&gt;: gli agricoltori dell'Ue usano più del triplo di concimi inorganici rispetto al 1960 e 320000 tonnellate di pesticidi l'anno, vale a dire circa 2 kg per ettaro coltivato. Assistiamo all'intensificazione e concentrazione della &lt;em&gt;produzione agricola&lt;/em&gt;, e gli ulteriori tagli della Politica Agricola Comunitaria, favoriranno un'ulteriore abbandono delle terre cosiddette marginali (collinari e montane che rappresentano l'85% del territorio italiano) verso zone di pianura e verso prodotti a basso valore aggiunto di lavoro, con eccessi di chimica, acqua, per prodotti di scarsa qualità che andranno ad ingrossare le periferie popolari, i discount vicino le sedi di squattrinati universitari, o le mense di lavoratori per un'alimentazione sempre più selettiva.&lt;br /&gt;In Europa i consumi idrici per l'agricoltura sono aumentati in maniera esponenziale, e si aggirano sul 60% totale dei prelievi, in Italia l'acqua usata per l'irrigazione supera i 30 miliardi di metri cubi l'anno.&lt;br /&gt;Le &lt;strong&gt;scelte agricole dell'Ue&lt;/strong&gt; sono sempre più legate ai mercati internazionali, a nuovi fattori dì integralismo monetario come i continui tagli di spesa per la sacra difesa del patto di stabilità. Scelte che sotto dettatura del Wto tendono a privilegiare colture ad alta resa per ettaro fortemente idroesigenti. Le pratiche agricole basate sull'agricoltura iperintensiva impoveriscono il suolo, con tutte le conseguenze che ne derivano: erosione; blocco della naturale ricostituzione delle riserve idriche; perdita di fertilità dei terreni, con ulteriore aumento di fertilizzanti e pesticidi chimici, da cui l'inquinamento delle acque dolci e marine.&lt;br /&gt;La produttività degli ibridi introdotti con la "&lt;strong&gt;rivoluzione verde&lt;/strong&gt;" è avvenuta al prezzo di elevati input energetici esterni e di un notevole consumo di acqua, dell'uso massiccio di macchine a combustibile fossile e di prodotti agrochimici. Tali elementi hanno creato e continuano ad alimentare, da un lato, la dipendenza degli agricoltori dalle &lt;em&gt;multinazionali dell'agrobusiness &lt;/em&gt;e, dall'altro gravi problemi per la biodiversità e per la salute generale dei territori e delle popolazioni. La situazione rischia di peggiorare drammaticamente se l'Ue deciderà sotto le pressioni delle &lt;em&gt;multinazionali agroalimentari &lt;/em&gt;e, degli Stati Uniti di favorire la commercializzazione di &lt;strong&gt;sementi geneticamente modificate&lt;/strong&gt; fortemente idrovore.&lt;br /&gt;Dai movimenti sociali delle zone più remote del mondo arrivano invece chiare indicazioni sul valore di una diversa pratica agricola, di un'agricoltura fuori dalle regole del Wto (il cibo non è una merce), di un diverso ruolo della ricerca pubblica, l'&lt;em&gt;agricoltura contadina &lt;/em&gt;garante della sovranità alimentare, del recupero e della valorizzazione di &lt;em&gt;culture agricole &lt;/em&gt;che arricchiscono il terreno, valorizzino l'uso di varietà locali patrimonio di secoli di conoscenze contadine, varietà spesso dotate di resistenze genetiche a parassiti, stress ambientali e poco idroesigenti.&lt;br /&gt;Le sottrazioni delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e dei brevetti dalle mani delle multinazionali, considerandole invece patrimonio dell'umanità (richiesta fatta dai movimenti contadini a Porto Alegre a l'Unesco) possono essere scelte chiave nel ristabilire un rapporto equilibrato con l'ambiente e nel riportare il controllo delle produzioni agricole e della loro qualità nelle mani delle popolazioni, sottraendole alle multinazionali.&lt;br /&gt;Lotte per l'acqua e lotte per la terra possono saldarsi nella riappropriazione, da parte dei cittadini, del diritto a governare il territorio in cui vivono. Occorre che il principio della sovranità alimentare e il diritto alla buona vita si affermino come valori generali nel regolare le relazioni tra paesi e tra popolazioni.&lt;br /&gt;L'agricoltura nella totalità delle sue valenze rispetto al rapporto uomo-natura è un nodo cruciale per arginare la progressiva invasione delle risorse vitali e, al tempo stesso, promuovere nuovi valori. In questa battaglia per il diritto umano innanzitutto alla vita ma anche alla salute intesa come buona vita ciò che si produce sulla terra, e il come lo si produce, assume un'importanza centrale. E un buon uso dell'acqua è un requisito fondamentale perché possa realizzarsi un'"altragricoltura" per un'altra società. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115623502466747560?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115623502466747560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115623502466747560' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115623502466747560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115623502466747560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/1-forum-mondiale-stare-fuori-dal-wto.html' title='1° Forum Mondiale - Stare fuori dal WTO'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115529371893180727</id><published>2006-08-11T12:52:00.000+02:00</published><updated>2006-08-11T12:55:19.476+02:00</updated><title type='text'>Revocata l'autorizzazione ad un organismo di controllo in USA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;strong&gt;National Organic Program&lt;/strong&gt; (NOP) dell'US &lt;strong&gt;Department of agriculture&lt;/strong&gt; ha revocato l'accreditamento dell'American Food Safety Institute International (AFSII). L'organismo, con sede a Chippewa Falls è stata incolpato di sette gravi violazioni della normativa del NOP. In una dichiarazione, il presidente di AFSII, il dott. Karl Kolb ha contestato "i recenti articoli con errori e interpretazioni scorrette sulla nostra partecipazione ad attività che fanno capo al National Organic Program”. Secondo Kolb "una recente verifica dei NOP ha rilevato alcune non conformità nelle nostre procedure per le quali ci sono state richieste azioni correttive che che abbiamo adottato entro il termine di 30 giorni. Abbiamo presentato per iscritto la nostra risposta con l'elenco delle azioni correttive e la nuova documentazione. Non abbiamo più ricevuto riscontro dall'Usda sulla valutazione della nostra risposta". Ha anche giudicato l'accusa di aver certificato impropriamente un &lt;strong&gt;produttore &lt;/strong&gt;che aveva utilizzato &lt;strong&gt;sementi non biologiche &lt;/strong&gt;come una clamorosa falsità. Secondo quanto previsto nell'atto di revoca dell'autorizzazione, ai principali dirigenti dell'AFSII e alle persone coinvolte nell'attività è vietata ogni direzione e partecipazione all'attività di certificazione dei produttori biologici, delle imprese di trasformazione, degli allevatori e dei raccoglitori di frutti spontanei per tre anni. I produttori e le imprese di trasformazione fin qui certificati dall'AFSII (in tutto circa 30 aziende) non possono più utilizzare il marchio dell'AFSII sui loro prodotti nè possono fare riferimento alla certificazione dell'AFSII sui loro documenti commerciali e nella pubblicità. Il NOP consente 30 giorni di tempo per sostituire etichette e materiale promozionale inserendo i riferimenti al nuovo organismo di controllo. Le aziende sono tuttora considerate certificati fino a revoca, sospensione o rinuncia alla certificazione (l'Usda sta comunque esaminando le pratiche di tutte le imprese certificate da AFSII).Lo Usda ha anche ordinato all'organismo di rimborsare a otto aziende ogni spesa necessaria per la ricertificazione presso un altro &lt;em&gt;organismo di controllo&lt;/em&gt;. Il motivo principale della revoca dell'autorizzazione sta nell'individuazione di conflitti d'interesse: le norme del NOP vietano a un organismo di certificazione di fornire servizi di consulenza a propri clienti per un periodo di almeno 12 mesi prima della certificazione. L'AFSII era stato accreditato in conformità al NOP il 10 febbraio 2003. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115529371893180727?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115529371893180727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115529371893180727' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115529371893180727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115529371893180727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/revocata-lautorizzazione-ad-un.html' title='Revocata l&apos;autorizzazione ad un organismo di controllo in USA'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115494039510873586</id><published>2006-08-07T10:44:00.000+02:00</published><updated>2006-08-07T10:46:35.196+02:00</updated><title type='text'>Pillole di sementi - ALCUNE NORME PER IL COMMERCIANTE (5a parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;- Non è consentito vendere &lt;strong&gt;sementi sfuse&lt;/strong&gt;, ma solo confezionate da ditte munite di licenza e cartellinate conformemente alla norma&lt;br /&gt;- La destinazione di &lt;strong&gt;semi per uso zootecnico&lt;/strong&gt;, detenuti nel locale di vendita, va indicata con un apposito cartello&lt;br /&gt;- Le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;vanno conservate integre ed in luoghi freschi e asciutti; il venditore può rispondere della mancata rispondenza del prodotto alle indicazioni presenti, se le confezioni sono aperte o mal conservate &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115494039510873586?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115494039510873586/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115494039510873586' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115494039510873586'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115494039510873586'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/pillole-di-sementi-alcune-norme-per-il.html' title='Pillole di sementi - ALCUNE NORME PER IL COMMERCIANTE (5a parte)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115494018059403202</id><published>2006-08-07T10:39:00.000+02:00</published><updated>2006-08-07T10:43:04.870+02:00</updated><title type='text'>La CIA realizza un atlante dei produttori che hanno ridato vita a tradizioni e coltivazioni ormai scomparse</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;Confederazione italiana agricoltori &lt;/strong&gt;(Cia) pensa che gli agricoltori siano gli ultimi paladini della biodiversità, i «custodi dei sapori e dei saperi» e raccoglierà nell’«atlante del &lt;strong&gt;seme &lt;/strong&gt;perduto» tutti i produttori agricoli che «hanno ridato vita a tradizioni, a coltivazioni, ad usi e a culture secolari, conservando &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;ormai sconosciuti, allevando animali che rischiano l’estinzione e continuando a preparare e curare produzioni di cui si sta perdendo traccia e che, invece, hanno costituito l’alimentazione delle generazioni passate, arricchendo le tavole e deliziando i palati. Il presidente nazionale della Cia, Giuseppe Politi ha già presentato i contenuti di una proposta al Parlamento per il riconoscimento giuridico di questi agricoltori e per finanziare l’attività di conservazione e di &lt;strong&gt;produzione di colture tradizionali &lt;/strong&gt;e tipiche. «Il nostro obiettivo – ha detto Politi – è quello di valorizzare il sapiente ed oneroso lavoro di tanti agricoltori che da tempo si dedicano alla salvaguardia della &lt;em&gt;biodiversità&lt;/em&gt;, alla tutela di una cultura e di una storia che affonda nei secoli. La realizzazione dell’Atlante non è, quindi, solo una sorta di guida o di ‘vademecum’ ai percorsi &lt;em&gt;agricolo-alimentari&lt;/em&gt; di un tempo legati al territorio, ma deve anche rappresentare il giusto riconoscimento di chi ha scelto di operare per un´agricoltura ricca e variegata, per la preservazione della &lt;strong&gt;biodiversità rurale&lt;/strong&gt;, per dare valore alla nostra civiltà contadina». La difesa della &lt;strong&gt;biodiversità agricola &lt;/strong&gt;è prioritaria per la Cia. Che spiega come «negli ultimi cento anni nel mondo siano scomparsi i tre quarti delle diversità genetiche delle colture agricole». E attualmente più di 1350 sono in pericolo di estinzione. «Solo in Italia alla fine del diciottesimo secolo vi erano più di 8000 varietà di &lt;em&gt;frutta&lt;/em&gt;, mentre oggi si arriva a poco meno di 2000», precisa la Cia. Le mele sono l’esempio più eclatante: «All’inizio del 1900 in Europa se ne conoscevano 5000 varietà. Adesso non superano le 1800. Un dato relativo all’Italia fa comprendere il quadro della situazione: circa l’80 per cento delle mele prodotte appartiene a solo quattro gruppi di cultivar: due americani (le rosse Red delicious e le gialle Golden delicious), uno australiano (le verdi Granny Smith) e uno neo-zelandese (le bicolori Gala)». Non va meglio per le specie di ortaggi: più del 90% delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;delle &lt;strong&gt;varietà commerciali di pomodori&lt;/strong&gt;, cetrioli, peperoni, meloni, cocomeri, sono ibridi brevettati e molte delle delle varietà che ha più di 35 anni (il 3% del totale) rischia di scomparire definitivamente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115494018059403202?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115494018059403202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115494018059403202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115494018059403202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115494018059403202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/la-cia-realizza-un-atlante-dei.html' title='La CIA realizza un atlante dei produttori che hanno ridato vita a tradizioni e coltivazioni ormai scomparse'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115443033612932878</id><published>2006-08-01T13:00:00.000+02:00</published><updated>2006-08-01T13:05:36.566+02:00</updated><title type='text'>Sementi di cotone Bt, quanto mi costate?</title><content type='html'>di &lt;a href="http://www.galileonet.it/Magazine/mag0630/0630_1.html"&gt;Nicola Nosengo&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Chi si oppone all'uso degli &lt;strong&gt;organismi geneticamente modificati &lt;/strong&gt;in agricoltura lo fa, quasi sempre, a partire dalle preoccupazioni sui loro possibili effetti sulla salute e l'ambiente. Ma se ora a questi argomenti si aggiungesse anche il dubbio che in realtà le &lt;em&gt;coltivazioni Gm &lt;/em&gt;siano più costose di quelle tradizionali, la vita diventerebbe davvero dura per i loro sostenitori. Per questo ha fatto rumore la notizia, arrivata in questi giorni, di una ricerca curata dalla statunitense Cornell University sulle &lt;strong&gt;coltivazioni di cotone Gm in Cina&lt;/strong&gt;; da cui risulta che dopo sette anni di applicazione di queste &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, gli agricoltori cinesi vedono sostanzialmente erosi i profitti che all'inizio avevano ricavato dal ridotto uso di pesticidi.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Cina è stato il primo paese a usare estensivamente il cotone Bt&lt;/em&gt;, cioè modificato geneticamente per contenere la tossina prodotta dal &lt;strong&gt;Bacillus thuringiensis&lt;/strong&gt;, che uccide il principale parassita della pianta, la larva nota come “bollworm”. Secondo quanto riportato da Per Pinstrup-Andersen della Cornell al meeting annuale della American Agricultural Economics Association a Long Beach, in California, per i primi tre anni i 481 agricoltori coinvolti nella ricerca avevano ridotto l'uso di pesticidi del 70 per cento rispetto alla coltivazione tradizionale, e avevano aumentato i profitti del 36 per cento. Tuttavia, nei quattro anni successivi si sono trovati a dover utilizzare la stessa quantità di pesticidi dei coltivatori tradizionali, fino a guadagnare l'8 per cento in meno di loro visto che le &lt;strong&gt;sementi Bt &lt;/strong&gt;costano il triplo di quelle tradizionali. Il motivo? La scomparsa del bollworm aveva favorito la moltiplicazione di altre specie di parassiti, contro cui nulla può la tossina prodotta dallo stesso cotone. Per controllare questi parassiti secondari sono ora necessarie fino a 20 applicazioni di pesticidi nel corso di una stagione.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;cotone Bt &lt;/strong&gt;è stato ampiamente utilizzato nei quattro paesi che sono i maggiori &lt;em&gt;produttori mondiali di cotone&lt;/em&gt; (Cina, Stati Uniti, India e Argentina) proprio per le garanzie economiche che sembrava fornire. Oggi rappresenta il 35 per cento delle &lt;strong&gt;coltivazioni di cotone nel mondo&lt;/strong&gt;, ed è ampiamente utilizzato anche in Messico e Sud Africa. In Cina sono ben 5 milioni le &lt;em&gt;aziende agricole &lt;/em&gt;che lo utilizzano.&lt;br /&gt;Secondo Domenico Mariotti, responsabile della sede di Roma dell'Istituto di Biologia e Biotecnologia Agraria del Cnr, questi dati vanno però inquadrati nel particolare contesto dell'agricoltura cinese. “Prima di tutto, va ricordato che la coltivazione di cotone era praticamente scomparsa dalla Cina, ed è stata reintrodotta grazie al cotone Bt. Inoltre, in Cina le coltivazioni transgeniche sono state usate con un approccio troppo aggressivo e 'sfacciato', senza alcuna precauzione. Ci sono alcuni piccoli accorgimenti, usati per esempio dagli &lt;em&gt;agricoltori negli Stati Uniti&lt;/em&gt;, che avrebbero permesso di prevenire questo problema. Per esempio creare delle zone di cotone tradizionale lungo il bordo dei campi coltivati con cotone Bt. In questo modo si mantiene una piccola popolazione di bollworm che continua a competere con altri parassiti mantenendo basso il loro numero. E si evita che lo stesso bollworm sviluppi resistenza alla tossina del Bt”.&lt;br /&gt;Le valutazioni di Mariotti coincidono con quelle degli stessi responsabili dello studio, che invitano ricercatori e agricoltori a mettersi in cerca di soluzioni perché l'uso di cotone Bt non si tramuti in realtà in un uso ancora maggiore di pesticidi rispetto all'agricoltura tradizionale. Dall'introduzione di predatori naturali per tenere sotto controllo gli agenti infestanti, alla previsione obbligatoria di quelle aree rifugio &lt;strong&gt;coltivate con varietà non Ogm&lt;/strong&gt;; fino a sviluppare ulteriori varietà della pianta in grado di tenere lontani anche gli altri predatori. “Che si sia contro o a favore degli Ogm, bisogna accettare il fatto che l'agricoltura è una costante lotta contro i parassiti delle piante" conclude il ricercatore del Cnr. "Più una pianta è resa produttiva, in particolare il cotone che è una pianta molto delicata, più la si priva delle sue difese naturali contro i parassiti, e questo vale anche per la selezione tradizionale fatta con gli incroci”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115443033612932878?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115443033612932878/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115443033612932878' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115443033612932878'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115443033612932878'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/08/sementi-di-cotone-bt-quanto-mi-costate.html' title='Sementi di cotone Bt, quanto mi costate?'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115401577828183033</id><published>2006-07-27T17:38:00.000+02:00</published><updated>2006-07-27T17:56:25.510+02:00</updated><title type='text'>Cina: crolla il vantaggio offerto dal cotone Bt</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.lescienze.it/sixcms/detail.php3?id=12443"&gt;da Le Scienze Spa&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;A sette anni dall’introduzione della coltivazione su vasta scala di &lt;strong&gt;cotone geneticamente modificato&lt;/strong&gt;, i vantaggi economici garantiti ai &lt;em&gt;coltivatori cinesi &lt;/em&gt;dal suo uso sono svaniti. Il motivo – come hanno riferito i ricercatori della &lt;a href="http://www.cornell.edu/" target="host"&gt;Cornell University&lt;/a&gt; alla conferenza annuale della &lt;a href="http://www.aaea.org/" target="host"&gt;American Agricultural Economics Association&lt;/a&gt; (AAEA) in corso in questi giorni a Long Beach, in California – è che nuovi parassiti stanno aggredendo in maniera massiccia le &lt;strong&gt;coltivazioni di cotone Bt&lt;/strong&gt;. Il cotone Bt deve il suo nome al gene mutuato dal Bacillus thuringiensis inserito nel vegetale per fargli produrre una tossina letale per le larve di Helicoverpa armigera, un lepidottero nottuide che rappresenta uno dei più importanti parassiti del cotone. Attualmente il &lt;em&gt;cotone Bt copre il 25 per cento della produzione mondiale &lt;/em&gt;di questa fibra tessile. Dopo sette anni, però, le popolazioni di altri parassiti sono aumentate in misura tale da costringere i coltivatori a irrorare i campi con pesticidi un numero di volte molto maggiore anche rispetto agli standard precedenti all’introduzione del cotone Bt. Lo studio – il primo che ha esaminato l’&lt;strong&gt;impatto economico &lt;/strong&gt;a lungo termine del cotone Bt – ha mostrato che per tre anni a partire dal 2001 i coltivatori che avevano utilizzato il &lt;strong&gt;cotone biotecnologico &lt;/strong&gt;avevano ridotto di oltre il 70 per cento i consumi di pesticidi, conseguendo un guadagno del 36 per cento superiore a quello dei contadini che erano rimasti al cotone classico. A partire dal 2004, tuttavia, erano stati costretti a tornare a un livello di consumo di pesticidi pari a quello delle coltivazioni tradizionali, con un guadagno inferiore dell’8 per cento rispetto ai concorrenti tradizionali, a causa del maggior costo delle &lt;strong&gt;sementi Bt&lt;/strong&gt;. Il problema non è legato allo sviluppo di parassiti resistenti al cotone Bt, come all’inizio si era pensato, ma ad altri parassiti che non sono sensibili alla tossina di B. thuringiensis, e che in precedenza erano tenuti sotto controllo dall’uso dei pesticidi ad ampio spettro d’azione. Secondo i ricercatori l’emergenza di questi parassiti “secondari” potrebbe rappresentare un grave problema per tutti i paesi che utilizzano cotone Bt su larga scala: Cina, India, Argentina e Stati Uniti, anche se in quest’ultimo paese, i produttori che usano cotone Bt sono per contratto vincolati a coltivare un’area ristretta anche a cotone tradizionale, che serva da rifugio per H. armigera e in cui utilizzare pesticidi classici. Una strategia utile a evitare l’insorgenza di mutanti resistenti al Bt, ma anche a ridurre la proliferazione degli altri parassiti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115401577828183033?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115401577828183033/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115401577828183033' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115401577828183033'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115401577828183033'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/07/cina-crolla-il-vantaggio-offerto-dal.html' title='Cina: crolla il vantaggio offerto dal cotone Bt'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115383343935376371</id><published>2006-07-25T15:10:00.000+02:00</published><updated>2006-07-25T15:17:21.130+02:00</updated><title type='text'>La colonizzazione delle sementi transgeniche</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.greenplanet.net/Articolo16377.html"&gt;da GreenPlanet.net&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'hanno definito progetto per la «&lt;em&gt;biosicurezza&lt;/em&gt;» e riguarda alcuni paesi dell'Africa occidentale e dell'America latina. Ma ci sono buoni motivi per dubitare, se non altro perché tra i partners ci sono note organizzazioni legate all'industria biotech. Stiamo parlando dei due progetti promossi dalla Banca mondiale e dal Fondo globale per l'ambiente (Gef nell'acronimo inglese) gestito dalla medesima Banca. Scopo dichiarato è contribuire ad assicurare, in campo agricolo, protezione contro il pericolo di contaminazione tra &lt;strong&gt;semi originari &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;semi geneticamente manipolati &lt;/strong&gt;- in base al protocollo di biosicurezza firmato a Cartagena nel 2000. L'impressione è che in realtà promuovano l'introduzione di &lt;em&gt;coltivazioni ogm&lt;/em&gt;. I partners associati ai due progetti multimilionari sono: il Ciat (&lt;strong&gt;Centro internazionale di agricoltura tropicale&lt;/strong&gt;, con sede in Colombia) e, manco a dirlo, tre note organizzazioni di promozione delle coltivazioni transgeniche legate a industrie biotecnologiche: &lt;strong&gt;Croplife&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;AfricaBio &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;Public Research &lt;/strong&gt;and &lt;strong&gt;Regulation Initiative&lt;/strong&gt;. Sotto la copertura di ricerca scientifica si tenta di legittimare la &lt;strong&gt;contaminazione di sementi &lt;/strong&gt;che sono la base dell'&lt;em&gt;economia contadina &lt;/em&gt;per creare, alla fine, dipendenza dalle varietà controllare dalle industrie. Il West Africa regional biosafety project riguarda Mali, Burkina Faso, Senegal e Togo, mentre obiettivo del Latin American multi-country capacity building in biosafety sono Brasile, Colombia, Costa Rica, Messico e Perù. Il progetto prevede l'introduzione di &lt;strong&gt;semi OGM di mais&lt;/strong&gt;, patate, yucca, cotone e riso: eppure, escluso il riso, si tratta di &lt;em&gt;varietà vegetali &lt;/em&gt;di cui quegli stessi paesi sono centri di origine e biodiversità. Comprensibile quindi l'allarme tra le organizzazioni della società civile locali, consapevoli che la &lt;em&gt;contaminazione transgenica&lt;/em&gt; a cui si espongono le coltivazioni originarie, fondamentali per l'economia delle popolazioni rurali, è un rischio inaccettabile: una vera e propria minaccia alla sovranità alimentare e alla biodiversità di quei paesi.Tra i primi a partire all'attacco, con un'analisi congiunta sui rischi ambientali e sociali che i progetti rappresentano, ci sono: il Centro africano per la biosicurezza (Acb), la Rete per un'America latina libera dal transgenico (Rallt) e le organizzazioni ambientaliste internazionali Grain e Gruppo Etc. I progetti prevedono anche «&lt;strong&gt;corsi di formazione in biosicurezza&lt;/strong&gt;» promossi dal Gef e dalla Banca mondiale. In pratica, ignorando le organizzazioni contadine e indigene contrarie a introdurre sul campo varietà ogm, le stesse vengono «inviate» a imparare i nuovi metodi scientifici studiati per contrastare il &lt;em&gt;rischio contaminazione&lt;/em&gt;: «Una farsa di partecipazione pubblica il cui obiettivo reale è promuovere &lt;strong&gt;leggi di biosicurezza &lt;/strong&gt;che favoriscano le industrie biotecnologiche» denuncia Eva Caranzo del Coordinamento biodiversità di Costa Rica. Nel caso africano si tratta di coltivazioni sperimentali mentre quello latinoamericano prevede appunto corsi di formazione per controllare la contaminazione tra OGM e piante originarie. Vien da chiedersi come faranno per impedire al vento di trasportare i pollini da una coltivazione all'altra; evidentemente, in entrambi i casi, i promotori dei progetti danno per scontato che gli OGM continueranno a essere introdotti, e che la contaminazione sarà inevitabile - i metodi scientifici per contrastarla sono fumo negli occhi. Silvia Ribeiro del Gruppo Etc ricorda la contaminazione transgenica del mais originario in Messico, dove non è stato fatto nulla per evitarla. Anzi, proprio una legge sulla biosicurezza votata dal governo messicano ha permesso di lasciare impunita la Monsanto e le altre imprese responsabili della contaminazione illegale, tanto che è stata ribattezzata «Legge Monsanto». Secondo Grain, i progetti in questione rispondono chiaramente a un processo che non prevede la partecipazione diretta delle nazioni coinvolte, ma che fa parte di una strategia della Bm e del governo Usa per «armonizzare» i regolamenti regionali sull'introduzione di OGM: stabilire regole favorevoli all'introduzione di ogm in paesi chiave e poi usarle come modello da imporre ad altri stati della regione attraverso organismi sovranazionali, così da bypassare qualsiasi dibattito democratico e aprire un grande mercato unico per le &lt;strong&gt;trasnazionali produttrici di sementi &lt;/strong&gt;geneticamente modificate. Il disprezzo per l'opinione delle organizzazioni contadine ed indigene è evidente anche dal fatto che entrambi i progetti circolano solamente in inglese; non in francese, una delle lingue principali del continente africano, né in spagnolo o portoghese nel caso latinoamericano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115383343935376371?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115383343935376371/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115383343935376371' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115383343935376371'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115383343935376371'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/07/la-colonizzazione-delle-sementi.html' title='La colonizzazione delle sementi transgeniche'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115349027196064863</id><published>2006-07-21T15:53:00.000+02:00</published><updated>2006-07-21T15:57:52.110+02:00</updated><title type='text'>Agricoltura mediterranea – Prove di «complementarietà»</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a href="http://www.vglobale.it/NewsRoom/index.php?News=2429"&gt;Villaggio Globale&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'agricoltura dell'area mediterranea sta crescendo velocemente e pone da tempo problemi di mercato. La parola «magica» per affrontare questi nodi ed evitare che diventino tensioni è la «complementarietà». Accolta con non poche perplessità, ormai è ritenuta l'unica soluzione capace di impedire una rovinosa &lt;em&gt;guerra commerciale tra le agricolture &lt;/em&gt;dei Paesi mediterranei. &lt;strong&gt;Frutta &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;ortaggi &lt;/strong&gt;sono i prodotti tipici della regione ed il loro naturale mercato di sbocco sono i Paesi nordeuropei. Ma l'accesso, oltre ad essere reso difficoltoso da un intrico di norme doganali, sanitarie e commerciali, è controllato da &lt;strong&gt;importatori &lt;/strong&gt;la cui &lt;strong&gt;forza contrattuale &lt;/strong&gt;è di gran lunga superiore a quella dei &lt;strong&gt;produttori&lt;/strong&gt;. In condizioni di inferiorità si trovano soprattutto i Paesi nordafricani e mediorientali, costretti sia a farsi concorrenza fra loro, sia a competere con i Paesi della riva europea, in particolare Spagna, Italia e Grecia. Già oggi pesante, la situazione minaccia di diventare esplosiva dal 2010, con l'istituzione della zona di libero scambio (Zls) prevista dalla Conferenza di Barcellona del 1995. In questa prospettiva, la complementarietà appare la sola alternativa alla competizione selvaggia. Realizzarla, però, non è semplice. Occorre organizzare l'&lt;em&gt;attività produttiva&lt;/em&gt; affinché l'arrivo dei &lt;em&gt;prodotti sul mercato &lt;/em&gt;sia scaglionato in tempi corrispondenti all'andamento della domanda, in modo da evitare che l'offerta si concentri nei medesimi periodi e, risultando eccessiva, provochi la caduta dei &lt;strong&gt;prezzi alla produzione&lt;/strong&gt;. Non è sufficiente, però. Occorre anche che i prodotti abbiano caratteristiche corrispondenti agli standard internazionali sia di qualità, sia igienico sanitari, sia di presentazione commerciale. Emerge con evidenza, quindi, la necessità di un profondo ammodernamento dell'attività produttiva nei Paesi Terzi Mediterranei (Ptm), con l'adozione di &lt;strong&gt;metodi agronomici &lt;/strong&gt;che consentano di valorizzare le tipicità, migliorare la qualità e garantire la salubrità dei prodotti grazie all'applicazione di tecniche di produzione integrata, cioè a basso impiego di fitofarmaci ed a basso impatto ambientale. Indispensabili appaiono sia la riorganizzazione dell'approvvigionamento dei mezzi di produzione (piante, &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, concimi, fitofarmaci), sia l'organizzazione della gestione post raccolta (stoccaggio, condizionamento, calibratura, refrigerazione, imballaggio), sia la realizzazione dei marchi commerciali e di etichettature che assicurino la tracciabilità, cioè l'indicazione dei principali passaggi del prodotto, dal campo al banco di vendita. In pratica si tratta di allestire, per ogni prodotto, l'&lt;em&gt;intera filiera&lt;/em&gt;. La collaborazione tra operatori privati è decisiva, ma potrà risultare efficace solo nell'ambito di accordi internazionali tra istituzioni politiche ed organismi associativi. Su questo terreno la Puglia è all'avanguardia, con due importanti progetti di cooperazione con l'Egitto, uno già in corso, l'altro pronto a partire. Nell'ambito del &lt;strong&gt;Corridoio Verde &lt;/strong&gt;italo-egiziano, finanziato con la riconversione dei debito dell'Egitto verso l'Italia, è stato predisposto un progetto sperimentale che ha come protagonisti la Confcooperative di Puglia e l'ente egiziano che sta realizzando il programma di sviluppo rurale della Noubaria occidentale, un'area di 14mila ettari su cui sono stati costruiti 19 villaggi con una popolazione complessiva di 70mila abitanti. A fornire supervisione ed assistenza tecnica al progetto, che ha preso il via nel febbraio scorso e si concluderà entro il prossimo dicembre, sono l'Ambasciata d'Italia al Cairo e l'&lt;strong&gt;Istituto Agronomico Mediterraneo &lt;/strong&gt;di Bari del Ciheam. Finalità del progetto è la produzione in Noubaria di &lt;strong&gt;ortaggi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;frutta &lt;/strong&gt;che la Confcooperative di Puglia importerà in Italia e distribuirà sul mercato europeo. Gli accordi stipulati comprendono anche una stretta collaborazione tra i tecnici locali e quelli delle cooperative pugliesi partner. Il primo prodotto in arrivo è l'&lt;strong&gt;uva &lt;/strong&gt;di varietà apirene (cioè senza &lt;strong&gt;semi&lt;/strong&gt;), che sarà &lt;em&gt;importata &lt;/em&gt;(e venduta in Europa) fino a quando non sarà pronta per il mercato l'uva da tavola italiana. Il secondo progetto è ancora più complesso ed impegnativo ed è stato promosso nell'ambito del Programma di sostegno alla Cooperazione Regionale con i Paesi della riva Sud del Mediterraneo e con quelli dei Balcani occidentali dalla Regione Puglia, che si propone come capofila di un gruppo di Regioni italiane dal Friuli Venezia Giulia alla Calabria, dal Veneto alla Campania, dall'Emilia Romagna alla Basilicata, dal Lazio alla Sicilia, dalla Toscana all'Abruzzo ed alla Sardegna. All'attuazione parteciperanno l'Iam di Bari, l'Università di Bari, l'Università di Foggia e le organizzazioni professionali. Partner egiziani saranno il Ministero dell'Agricoltura, il Ministero del Commercio Estero, l'Unità di implementazione dell'Accordo di Associazione ed i Governatorati dei territori nella zona del Delta del Nilo (Damietta ed Alessandria) scelti per la localizzazione degli interventi. L'attuazione richiederà due anni a partire dal 2007. Oltre all'&lt;strong&gt;importazione degli ortofrutticoli&lt;/strong&gt; egiziani, è previsto il reclutamento in Egitto di manodopera stagionale per i lavori nei campi italiani. Il progetto, che è stato denominato «Attivazione di sistemi produttivi integrati tra l'Italia e l'Egitto», sarà presentato alla stampa italiana dall'assessore al Mediterraneo della Regione Puglia, Silvia Godelli, e dal vice ministro dell'Agricoltura egiziano, Hamdy Emara, che è anche direttore del Programma di sviluppo rurale della Noubaria occidentale. L'appuntamento con i giornalisti è stato fissato per il 29 giugno prossimo, alle ore 12, nella sede dell'Iam di Bari, a Valenzano.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115349027196064863?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115349027196064863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115349027196064863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115349027196064863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115349027196064863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/07/agricoltura-mediterranea-prove-di.html' title='Agricoltura mediterranea – Prove di «complementarietà»'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115348981195761689</id><published>2006-07-21T15:44:00.000+02:00</published><updated>2006-07-21T15:50:12.250+02:00</updated><title type='text'>Ogm Assobiotech chiede la coesistenza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Roberto Della Seta, presidente nazionale di Legambiente, risponde duramente alle dichiarazioni di Roberto Gradnik, presidente dell’Assobiotech (aderiente a Federchimica) che polemizzava sulle richieste di &lt;em&gt;coltivatori ed ambientalisti italiani &lt;/em&gt;per aree &lt;strong&gt;Ogm free &lt;/strong&gt;e difendeva la coesistenza tra agricoltura biotech e tradizionale che la Ue sembrerebbe voler avallare. «Il principio di precauzione e il riconoscimento dei &lt;strong&gt;diritti degli agricoltori &lt;/strong&gt;che chiedono di continuare a praticare l’&lt;em&gt;agricoltura di qualità &lt;/em&gt;e non contaminata non sono scappatoie – dice Della Seta – avallare la coesistenza a tutti i costi è una politica suicida, alla quale il nuovo governo deve opporsi. La posizione comunitaria sulla coesistenza rischia di favorire la &lt;em&gt;contaminazione transgenica&lt;/em&gt;, compromettendo definitivamente il futuro dell´&lt;strong&gt;agricoltura europea e italiana &lt;/strong&gt;fondato sulla qualità, che oggi rappresenta un patrimonio economico e di biodiversità inestimabile. Ricorrere poi al cavallo di Troia della bioenergia per aprire alle colture geneticamente modificate nel nostro Paese sarebbe un grave errore». 15 regioni e oltre 2300 i comuni italiani sono già Ogm free per difendere 153 prodotti a marchio Dop e Igp e 353 Doc e Docg. L’Italia è anche al primo posto in Europa per produzioni tipiche (4.100 i &lt;strong&gt;prodotti agroalimentari tradizionali&lt;/strong&gt;), e per le produzioni biologiche con 1.162.212 ettari, il 7% della superficie agricola. «E’ assolutamente necessario – conclude Della Seta – che il nostro governo assuma invece un ruolo di primo piano per spronare la Commissione europea a introdurre una soglia di “contaminazione accidentale” dello 0,1%, cioè pari al livello di rilevabilità, sia per tutte le sementi, sia per le produzioni biologiche».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115348981195761689?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115348981195761689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115348981195761689' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115348981195761689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115348981195761689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/07/ogm-assobiotech-chiede-la-coesistenza.html' title='Ogm Assobiotech chiede la coesistenza'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115348889600694564</id><published>2006-07-21T15:29:00.000+02:00</published><updated>2006-07-21T15:34:58.193+02:00</updated><title type='text'>Pillole di sementi - LA GERMINABILITA' (4a parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;germinabilità della semente&lt;/strong&gt; è variabile in funzione della specie e del tipo di imballaggio utilizzato:&lt;br /&gt;- per imballaggi non a tenuta di umidità (sacchi in iuta, cotone, carta ecc.): 12 mesi (9 mesi per i &lt;em&gt;cereali&lt;/em&gt; e i &lt;em&gt;legumi&lt;/em&gt;; 6 mesi per le ortive);&lt;br /&gt;- per imballaggi a tenuta di umidità (recipienti metallici, buste a chiusura ermetica ecc.): 30 mesi.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il termine va calcolato dalla data riportata sul cartellino. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L' &lt;strong&gt;ENSE&lt;/strong&gt; garantisce la qualità del materiale di cui verifica produzione e confezionamento&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'&lt;strong&gt;Ispettorato Centrale Repressione Frodi &lt;/strong&gt;esegue controlli e prelievi presso le ditte selezionatrici, i commercianti all'ingrosso e al dettaglio, e presso gli agricoltori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115348889600694564?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115348889600694564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115348889600694564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115348889600694564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115348889600694564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/07/pillole-di-sementi-la-germinabilita-4a.html' title='Pillole di sementi - LA GERMINABILITA&apos; (4a parte)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115107112863476906</id><published>2006-06-23T15:57:00.000+02:00</published><updated>2006-06-23T15:58:48.926+02:00</updated><title type='text'>De Castro: niente protezionismi, ma barriere anti-concorrenza sleale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a href="http://www.greenplanet.net/Articolo15600.html"&gt;GreenPlanet&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«Per facilitare il &lt;em&gt;consumo dei prodotti italiani &lt;/em&gt;è necessario il rispetto delle regole e norme che evitino le distorsioni di concorrenza». Il ministro per le Politiche agricole, Paolo De Castro, traccia la linea su cui cercherà di stringere &lt;em&gt;alleanze all’interno dell’Unione Europea&lt;/em&gt;. Il primo banco di prova è arrivato dal consiglio dei ministri dell’Agricoltura che ha affrontato il problema del &lt;strong&gt;rapporto tra colture biologiche e OGm&lt;/strong&gt;. Spiega il ministro: «I vecchi strumenti di aiuto all’agricoltura, piccole sovvenzioni sparpagliate, non servono più. Occorre una &lt;strong&gt;politica agraria &lt;/strong&gt;nuova, non protezionistica, con un’attenzione particolare alla &lt;em&gt;grande distribuzione&lt;/em&gt;». Anche perché gli aiuti sono un semplice palliativo visto che «è inutile produrre a Niscemi carciofi senza anticrittogamici se poi nel mercato troviamo gli ortaggi egiziani coltivati con prodotti da noi considerati nocivi». Ecco perché «è necessario far rispettare le regole Ue agli altri Paesi» e per farlo «serve una presenza europea che crei un sistema di regole che eviti &lt;em&gt;la distorsione della concorrenza&lt;/em&gt;».In questo quadro, allora, è possibile puntare al mercato mondiale. Spiega il ministro: «Le nostre imprese per crescere devono uscire dal mercato nazionale ormai saturo e diventare più forti nei mercati esteri ed in questo può diventare importante e &lt;strong&gt;strategica la grande distribuzione&lt;/strong&gt;». De Castro prende come modello la Francia e l’esperienza che ha legato i &lt;em&gt;produttori agricoli transalpini &lt;/em&gt;con Carrefour: «Dovremo trovare il modo per riuscire ad avere anche in Italia un'alleanza strategica che porti i nostri prodotti non solo negli scaffali della distribuzione nazionale ma anche in quella degli altri Paesi». Torniamo al biologico, alla necessità di dare un quadro giuridico di questa produzione in Europa. La posizione dell’Italia è chiara: «Nel &lt;strong&gt;settore del biologico&lt;/strong&gt; pretendiamo una soglia delle &lt;strong&gt;sementi Ogm free &lt;/strong&gt;che sia molto al di sotto dello 0,9% previsto per le colture convenzionali», spiega il ministro. Solo lo zero strumentale, infatti, «ci dà la massima garanzia. La questione riguarda le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;destinate alla &lt;em&gt;produzione biologica certificata&lt;/em&gt; Ogm free, quindi non possiamo avere la stessa soglia di tolleranza prevista per le &lt;strong&gt;sementi tradizionali&lt;/strong&gt;». La Commissaria europea all’agricoltura Mariann Fischer Boel sostiene invece l’applicazione anche al biologico della stessa soglia di tolleranza sulla presenza fortuita di Ogm applicata alle produzioni tradizionali. In caso contrario, la commissaria ritiene che i &lt;em&gt;costi di produzione &lt;/em&gt;sarebbero molto elevati per il biologico. Il confronto, dunque si annuncia serrato anche se la linea dell’Italia che punta alla riduzione dell'attuale tasso di tolleranza potrebbe trovare l’appoggio di Austria, Belgio, Polonia, Grecia, Lituania, Lettonia, Slovenia e Cipro. Il fronte, però, potrebbe allargarsi anche a Francia e Spagna. De Castro è stato invitato a recarsi nelle prossime settimane a Parigi dal collega francese, Dominique Bussereau. Il ministro italiano incontrerà poi a fine giugno la collega spagnola, Elena Espinosa, in occasione del vertice Ufficio internazionale del vino e della vite (Oiv). In quell’occasione De Castro dovrebbe affrontare anche la problematica della presenza di trucioli nel vino. Sul fronte interno il ministro, nel corso di un comizio a Palermo, ha annunciato la possibilità di allungare i tempi per il pagamento rateizzato del contributo unificato. Secondo De Castro «non ci sarà nessun condono tombale per le migliaia di agricoltori italiani che dovranno pagare i contributi agricoli unificati. Pagheranno, ma pagheranno il giusto e con una rateizzazione la più lunga possibile, invece dei 15 anni proposti dal ministro Alemanno, si può arrivare a 20 anni».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115107112863476906?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115107112863476906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115107112863476906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115107112863476906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115107112863476906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/de-castro-niente-protezionismi-ma.html' title='De Castro: niente protezionismi, ma barriere anti-concorrenza sleale'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115106686717444361</id><published>2006-06-23T14:46:00.000+02:00</published><updated>2006-06-23T14:47:47.300+02:00</updated><title type='text'>Lussemburgo: vuole diventare area "Ogm free"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Lussemburgo non vuole che gli &lt;strong&gt;organismi geneticamente modificati&lt;/strong&gt; (Ogm) vengano utilizzati sul suo territorio. "Noi vogliamo diventare una zona libera da Ogm", ha spiegato ai giornalisti il ministro per l'agricoltura lussemburghese Fernand Boden, in margine alla riunione informale dei ministri dell'agricoltura dell'Ue in corso a Krems, nel nord dell'Austria."Ritengo che in Lussemburgo sia più ragionevole che tutti gli agricoltori si raggruppino per dire in una carta volontaria: &lt;em&gt;non vogliamo gli Ogm&lt;/em&gt;", ha dichiarato. Del resto, ha proseguito, "la nostra agricoltura è molto parcellizzata ed è difficile assicurare la coesistenza". Boden ha anche spiegato che il governo del Granducato ha "elaborato un progetto di legge, già inviato alla Commissione europea, in cui si dice che vogliamo diventare una zona libera di Ogm". Per il ministro lussemburghese sono due le decisioni che deve prendere la Commissione Ue. In primo luogo "è necessaria una normativa quadro comunitaria altrimenti - ha detto - non troveremo una soluzione, in quanto ora tutti fanno quello che vogliono". Inoltre, "la Commissione europea dovrebbe definire e proporre le &lt;strong&gt;soglie di tolleranza per le sementi&lt;/strong&gt;, a partire dalle quali sono calcolati le distanze per garantire la coesistenza tra colture Ogm e Ogm free". Personalmente - ha concluso Boden - "ritengo comprensibile che alcuni regioni europee possano dichiararsi Ogm free ed in altre siano invece autorizzati. Si parla molto di sussidiarietà e nell'ambito di un quadro determinato si potrebbe dare loro questa possibilità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115106686717444361?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115106686717444361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115106686717444361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115106686717444361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115106686717444361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/lussemburgo-vuole-diventare-area-ogm.html' title='Lussemburgo: vuole diventare area &quot;Ogm free&quot;'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115106643019175494</id><published>2006-06-23T14:37:00.000+02:00</published><updated>2006-06-23T14:40:30.290+02:00</updated><title type='text'>OGM. Eurobarometro: il 58% degli europei è contrario. Il commento di Coldiretti</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a href="http://www.helpconsumatori.it/news.php?id=8365"&gt;HelpConsumatori&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;21/06/2006 - Coldiretti commenta i risultati dello studio sul biotech di Eurobarometro. Secondo la confederazione "I risultati che emergono dal sondaggio rappresentano il giudizio più importante che le autorità Europee devono seguire nel compiere le prossime scelte".&lt;br /&gt;Oltre il 50% dei cittadini europei è favorevole all'uso del biotech in campo medico, mentre 58 europei su 100 si dicono invece contrari allo sviluppo degli &lt;strong&gt;Ogm in agricoltura &lt;/strong&gt;e nei &lt;em&gt;settori alimentari&lt;/em&gt;. Lo rileva uno studio di Eurobarometro sulla bioetica. "Il fatto che la grande maggioranza dei cittadini europei - ha commentato Coldiretti - ritiene che non bisogna incoraggiare lo sviluppo degli &lt;em&gt;Ogm nell'agricoltura &lt;/em&gt;e nelle derrate alimentari dimostra la necessità di rispettare il principio di precauzione e di investire nella ricerca per evitare di aprire la strada al rischio di contaminare irreversibilmente l'ambiente e di danneggiare la salute dei cittadini".&lt;br /&gt;I risultati che emergono dal sondaggio rappresentano - sostiene la confederazione - il giudizio più importante che le autorità Europee devono seguire nel compiere le prossime scelte, anche in riferimento alla proposta di introdurre inaccettabili soglie di contaminazione per le &lt;strong&gt;sementi agricole&lt;/strong&gt;. In Italia - precisa la &lt;a title="esci dal portale e vai al sito di Coldiretti" href="http://www.coldiretti.it/"&gt;Coldiretti&lt;/a&gt; - 11 regioni, 2355 comuni, 41 province e 50 comunità montane hanno già aderito alla campagna "liberi da Ogm" sostenuta dalla &lt;strong&gt;Coldiretti &lt;/strong&gt;per impedire la contaminazione da biotech del proprio territorio e per conservare il proprio patrimonio ambientale e alimentare. L'Italia - conclude la Coldiretti - con il primato europeo nella qualità alimentare, ottenuto proprio grazie al divieto di coltivazioni Ogm nei campi nazionali e alla leadership nei &lt;strong&gt;prodotti tipici e biologici&lt;/strong&gt;, è tra i paesi in Europa maggiormente interessati al rispetto del principio di precauzione per evitare scelte irreversibili a danno delle imprese e dei consumatori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115106643019175494?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115106643019175494/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115106643019175494' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115106643019175494'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115106643019175494'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/ogm-eurobarometro-il-58-degli-europei.html' title='OGM. Eurobarometro: il 58% degli europei è contrario. Il commento di Coldiretti'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115106610248772118</id><published>2006-06-23T14:31:00.000+02:00</published><updated>2006-06-23T14:35:03.016+02:00</updated><title type='text'>Due seminari di agricoltura biologica sui sementi</title><content type='html'>“&lt;strong&gt;Sementi e materiali di propagazione&lt;/strong&gt;” e “&lt;strong&gt;L'assenza di OGM nei mangimi&lt;/strong&gt;” il 5 luglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra le varie problematiche che   il &lt;em&gt;produttore biologico &lt;/em&gt;si trova ad affrontare assumono particolare rilievo la scarsa disponibilità di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e materiali di propagazione da &lt;em&gt;produzione biologica &lt;/em&gt;e il rischio di contaminazione da OGM dei mangimi zootecnici. Questi temi sono stati considerati prioritari per l’agricoltura biologica dai &lt;strong&gt;Gruppi Temporanei di Competenza &lt;/strong&gt;(GTC) “Orticoltura biologica” e “Zootecnia Biologica” che si sono costituiti nell’ambito del Progetto PrISMA. I GTC sono composti da consulenti agricoli chiamati da Veneto Agricoltura a fare da promotori e animatori della futura Comunità professionale dei consulenti in agricoltura biologica. Sarà questo il luogo in cui i consulenti troveranno informazioni, servizi divulgativi e occasioni di incontro, crescita e condivisione della propria professionalità. La crescita della Comunità professionale dei &lt;em&gt;consulenti in agricoltura biologica &lt;/em&gt;potrà rafforzare l’intero settore biologico del Veneto: le &lt;strong&gt;aziende agricole &lt;/strong&gt;e di trasformazione potranno così acquisire nuove conoscenze, servizi informativi e formativi, sviluppare relazioni tra i diversi soggetti della filiera. A breve sarà disponibile, sul sito di Veneto Agricoltura, lo sportello BioInforma, da cui sarà possibile accedere a banche dati, forum di discussione, corsi di formazione e-learning ed altri servizi dedicati a tutto il settore dell’agricoltura biologica. La prima sessione del seminario mira ad esaminare la &lt;strong&gt;disponibilità di sementi biologiche&lt;/strong&gt;, con particolare riferimento all’orticoltura; è previsto l’intervento dei diversi rappresentanti del settore: agricoltori, &lt;strong&gt;produttori di sementi&lt;/strong&gt;, responsabili della certificazione bio, distributori. Nella seconda sessione si cercherà di dare alcune risposte ai dubbi dei produttori sul rischio OGM nell’azienda biologica. Verrà affrontato così il rischio di contaminazione e sarà illustrato come attivare la certificazione “no OGM” a livello aziendale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;INFORMAZIONI: Segreteria organizzativa di Veneto Agricoltura - Settore Divulgazione Tecnica e Formazione Professionale - via Roma 34 - 35020 Legnaro (PD). Tel. 049/8293920 Fax 049/8293909 e-mail: &lt;a href="mailto:divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org"&gt;divulgazione.formazione@venetoagricoltura.org&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115106610248772118?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115106610248772118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115106610248772118' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115106610248772118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115106610248772118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/due-seminari-di-agricoltura-biologica.html' title='Due seminari di agricoltura biologica sui sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-115045513699843188</id><published>2006-06-16T12:49:00.000+02:00</published><updated>2006-06-16T12:52:20.883+02:00</updated><title type='text'>Un incontro sulla biodiversità rurale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Venerdì 23 giugno, alle 21, presso il palazzo Mediceo di San Leo, Michel Fanton, fondatore di una delle più grandi reti mondiali di &lt;em&gt;Seed Savers&lt;/em&gt; (&lt;strong&gt;Custodi di semi&lt;/strong&gt;) e autore del manuale “&lt;em&gt;Salvare i semi&lt;/em&gt;”, terrà un incontro pubblico sulla rete mondiale dei Seed Savers.&lt;br /&gt;Sarà questa un’interessante occasione per confrontarsi direttamente con un importante personaggio mondiale della salvaguardia dei &lt;strong&gt;semi antichi &lt;/strong&gt;e della &lt;strong&gt;biodiversità&lt;/strong&gt;, un pioniere che attualmente è a capo della rete si &lt;em&gt;Seed Savers di Australia &lt;/em&gt;e Oceania. In questa occasione Michel Fanton presenterà un video per illustrare come si stanno muovendo i &lt;em&gt;seed savers &lt;/em&gt;da lui coordinati. Sarà garantito il servizio di traduzione simultanea. In Val Marecchia già da qualche tempo per la presenza a San Leo di Alberto Olivucci, presidente di Civiltà Contadina, &lt;strong&gt;associazione nazionale dei custodi di semi italiani&lt;/strong&gt;, si stanno raccogliendo le testimonianze del passato relativamente a sementi antiche autoctone. L’incontro sarà preceduto, alle ore 18.30 da un momento conviviale in cui sarà possibile scambiare informazioni, consigli, idee e progetti sull’argomento. Presso la Fattoria “Ca’ del Santo” (località Collina, comune di San Leo), è stata organizzata infatti una cena condivisa a cui parteciperà anche Michel Fanton. Ognuno parteciperà portando una propria specialità o un prodotto tipico della propria zona, che sarà condiviso tra i presenti. Per una miglior organizzazione logistica si prega di contattare telefonicamente il numero 0541 924036, sia per prenotare un posto a tavola sia per ottenere suggerimenti su quali cibi portare.Per informazioni: cell. 349 2996042 - tel. 0541 924036. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-115045513699843188?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/115045513699843188/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=115045513699843188' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115045513699843188'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/115045513699843188'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/un-incontro-sulla-biodiversit-rurale.html' title='Un incontro sulla biodiversità rurale'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114986576999089764</id><published>2006-06-09T17:04:00.000+02:00</published><updated>2006-06-09T17:09:33.130+02:00</updated><title type='text'>Un corso sulla salvaguardia dei semi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;da &lt;a href="http://www.lifegate.it/alimentazione/articolo.php?id_articolo=1509"&gt;LifeGate&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Civiltà Contadina&lt;/em&gt;, Associazione per la valorizzazione della biodiversità, organizza un &lt;strong&gt;corso sulla salvaguardia dei semi&lt;/strong&gt; dal 17 al 20 giugno. L'insegnante è Alberto Olivucci.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Circa 30 anni fa nascevano i primi embrioni dei &lt;strong&gt;movimenti di seed savers&lt;/strong&gt; e, assieme a loro, una rete di &lt;em&gt;banche genetiche mondiali &lt;/em&gt;per rispondere all'esigenza di  conservare i &lt;strong&gt;semi delle varietà più antiche &lt;/strong&gt;di &lt;em&gt;piante alimentari&lt;/em&gt;, quali ortaggi, cereali e leguminose di cui in quegli anni, con l'avvento della cosiddetta rivoluzione verde, stavano cominciando a scomparire. Purtroppo a distanza di tre decenni il problema di porre sotto conservazione l'ampio spettro della &lt;em&gt;biodiversità rurale &lt;/em&gt;diffusa nel pianeta è ancora lontano dal realizzarsi, soprattutto in Italia, che ha avuto in passato una florida civiltà contadina. Sono ancora tante e innumerevoli le varietà di &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;in attesa di essere riscoperte, catalogate e messe in stato di conservazione. Purtroppo anche il gesto stesso di raccogliere i &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;dalle proprie &lt;em&gt;coltivazioni &lt;/em&gt;e preservarli di anno in anno è stato dimenticato e i nuovi appassionati di orto familiare dipendono sempre più dalle &lt;strong&gt;sementi in busta &lt;/strong&gt;che si acquistano nei supermercati o nei garden center, &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;spesso ibride che non si possono nemmeno riseminare. In questo corso verranno esaminate tutte le tecniche di moltiplicazione dei &lt;strong&gt;semi più comuni&lt;/strong&gt;, le distanze di isolamento, la loro pulizia, le tecniche di stoccaggio ed essicazione e come ricercarli sul proprio territorio. Si parlerà anche della loro coltivazione tramite tecniche di &lt;em&gt;agricoltura biologica&lt;/em&gt;, di come costruire un archivio vivente casalingo e di come questo impegno possa essere trasformato in una attività capace di dare soddisfazioni e autofinanziamento.Temi affrontati nel corso: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;- Perché le varietà locali richiedono conservazione&lt;br /&gt;- Produzione familiare di &lt;strong&gt;semi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- Selezione e lavorazione del &lt;strong&gt;raccolto di semi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- Creare la propria &lt;strong&gt;banca di semi &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- La ricerca e individuazione di &lt;strong&gt;semi locali &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- Le opportunità di lavoro&lt;br /&gt;- Esercizi pratici nell'orto&lt;br /&gt;- Giorni di svolgimento: Arrivo sabato 17 giugno entro l'ora di cena; termine martedì 20 tardo pomeriggio&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114986576999089764?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114986576999089764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114986576999089764' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114986576999089764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114986576999089764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/un-corso-sulla-salvaguardia-dei-semi.html' title='Un corso sulla salvaguardia dei semi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114960924262069171</id><published>2006-06-06T17:49:00.000+02:00</published><updated>2006-06-06T17:54:03.100+02:00</updated><title type='text'>Pillole di sementi - LA COMMERCIALIZZAZIONE (3a parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I &lt;strong&gt;prodotti sementieri&lt;/strong&gt; possono essere immessi al commercio solo se:&lt;br /&gt;- confezionati in involucri o imballaggi chiusi;&lt;br /&gt;- muniti all'esterno del CARTELLINO DEL PRODUTTORE e, nei casi previsti, del CARTELLINO ENSE.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il CARTELLINO ENSE certifica l'avvenuto controllo da parte dell'&lt;strong&gt;Ente Nazionale Sementi Elette &lt;/strong&gt;e la conformità del prodotto alle norme.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il cartellino assume i seguenti COLORI:&lt;br /&gt;- BIANCO, per la categoria di base&lt;br /&gt;- AZZURRO, per la categoria certificata di I riproduzione&lt;br /&gt;- ROSSO, per la categoria certificata di II riproduzione&lt;br /&gt;- BRUNO, per la &lt;em&gt;categoria commerciale &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- VERDE, per i miscugli&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;e riporta varie INDICAZIONI, tra cui:&lt;br /&gt;- Servizio certificatore e sigla dello Stato membro&lt;br /&gt;- Numero di riferimento del lotto&lt;br /&gt;- Specie, indicata almeno con la sua &lt;em&gt;denominazione botanica&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;- Varietà, indicata almeno in caratteri latini, o linea inbred&lt;br /&gt;- Categoria&lt;br /&gt;- Paese di produzione&lt;br /&gt;- Peso netto o lordo o numero di &lt;strong&gt;semi&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;- Mese ed anno di chiusura ("chiuso ...")&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il CARTELLINO DEL PRODUTTORE riporta varie INDICAZIONI, tra cui:&lt;br /&gt;- Specie e varietà o ecotipo o tipo&lt;br /&gt;- Anno di produzione&lt;br /&gt;- Purezza specifica&lt;br /&gt;- &lt;strong&gt;Germinabilità&lt;/strong&gt; con relativa data di determinazione&lt;br /&gt;- Eventuali trattamenti chimici &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114960924262069171?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114960924262069171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114960924262069171' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114960924262069171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114960924262069171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/06/pillole-di-sementi-la.html' title='Pillole di sementi - LA COMMERCIALIZZAZIONE (3a parte)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114900275999126016</id><published>2006-05-30T17:20:00.000+02:00</published><updated>2006-05-30T17:26:00.573+02:00</updated><title type='text'>L’allarme in occasione della giornata mondiale della biodiversità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.italiaestera.net/modules.php?name=News&amp;file=brevi&amp;amp;sid=2218"&gt;da Italiasera.net&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I buoni sapori italiani? Rischiano di diventare un ricordo. Pomodori San Marzano, &lt;strong&gt;farro&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;zucca mantovana&lt;/strong&gt;, mele cotogne, &lt;strong&gt;ciliegie visciolone&lt;/strong&gt;, uva spina, manna delle Madonie sono soltanto alcune delle &lt;strong&gt;varietà vegetali &lt;/strong&gt;che stanno gradualmente scomparendo, portando con loro sapori e odori legati a territorio, conoscenze locali e tradizionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A lanciare l' allarme sono stati oggi la Cia-&lt;em&gt;Confederazione italiana agricoltori&lt;/em&gt;, i Vas (Verdi Ambiente e Società), l' Aiab (&lt;em&gt;Associazione per l' agricoltura biologica&lt;/em&gt;) e la Federconsumatori. Le quattro organizzazioni hanno deciso di promuovere per  domani, domenica 21 maggio, in occasione della giornata mondiale della biodiversità, la campagna nazionale 'Mangiasano' "&lt;br /&gt;Proprio per questo Cia, Vas, Aiab e Federconsumatori chiedono alle istituzioni europee di "liberarsi dalle maglie degli interessi lobbistici industriali e di adempiere agli impegni assunti nei confronti dei cittadini quando è stata sottoscritta la &lt;strong&gt;Convenzione della Biodiversità&lt;/strong&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiedono, inoltre, al nuovo governo italiano di "difendere con fermezza la nostra &lt;em&gt;agricoltura &lt;/em&gt;e la sua ricchezza genetica, mantenendo il divieto di &lt;strong&gt;coltivare Ogm &lt;/strong&gt;e consentendo alle comunità locali il controllo sulle proprie risorse e conoscenze".  Per questo è stata presentata una petizione per salvare i &lt;strong&gt;semi contadini &lt;/strong&gt;dalla scomparsa. "Oggi più del 90% delle &lt;strong&gt;sementi delle varietà commerciali &lt;/strong&gt;di &lt;em&gt;ortaggi &lt;/em&gt;di molte specie, come pomodori, cetrioli, peperoni, meloni, cocomeri - ha spiegato il presidente di Federconsumatori, Rosario Trefiletti - è infatti costituita da ibridi brevettati e meno del 3% delle varietà ha più di 35 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Nell' ultimo secolo nel mondo sono scomparsi i tre quarti delle diversità genetiche delle &lt;em&gt;colture agricole &lt;/em&gt;- ha affermato il presidente dei Vas, Guido Pollice - e attualmente più di 1.400 sono in pericolo di estinzione".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Italia, ad esempio, alla fine del 1800 vi erano 8.000 &lt;strong&gt;varietà di frutta&lt;/strong&gt;, mentre oggi si arriva a poco meno di 2.000. Caso emblematico è la mela: all'inizio del '900, in Europa se ne conoscevano 5.000 varieta', mentre adesso non superano le 1.800. In Italia, inoltre, circa l' 80% delle mele prodotte appartiene a solo quattro gruppi di cultivar: due americani (le rosse Red delicious e le gialle Golden delicious), uno australiano (le verdi Granny Smith) e uno neo-zelandese (le bicolori Gala).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; "Ci troviamo davanti a una situazione paradossale - ha affermato il vice presidente della Cia, Enzo Pierangioli - l'&lt;strong&gt;agrobiodiversità &lt;/strong&gt;è in pericolo non perché c'é un disinteresse nei suoi confronti, ma perché ce n'é troppo: il 'nuovo oro verde', in competizione o complementare all'onnipresente, ma ormai in crisi 'oro nero', è diventato un 'boccone' ambito dai colossi industriali". Già adesso, è stato sottolineato, undici grandi multinazionali controllano un terzo del valore del &lt;strong&gt;mercato sementiero mondiale &lt;/strong&gt;e le stesse hanno interessi anche nel settore chimico e biotecnologico con un giro d' affari di miliardi di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi controlla la &lt;strong&gt;biodiversità &lt;/strong&gt;ha, quindi, il monopolio anche della vendita di pesticidi e Ogm e può influenzare, grazie al suo peso economico e le potenti lobby di cui si serve, le &lt;strong&gt;politiche agricole e alimentari&lt;/strong&gt;, la direzione della ricerca scientifica e lo sviluppo dei paesi del Sud del mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114900275999126016?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114900275999126016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114900275999126016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114900275999126016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114900275999126016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/lallarme-in-occasione-della-giornata.html' title='L’allarme in occasione della giornata mondiale della biodiversità'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114838080785024162</id><published>2006-05-23T12:36:00.000+02:00</published><updated>2006-05-23T12:40:08.186+02:00</updated><title type='text'>Ogm: la Ue approva il divieto imposto dalla Polonia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Commissione europea ha approvato un divieto imposto della Polonia alla coltivazione su tutto il territorio nazionale di 16 diverse &lt;strong&gt;varietà di sementi di mais&lt;/strong&gt; geneticamente modificato e di circa 700 di &lt;em&gt;mais non transgenico&lt;/em&gt;. E' la prima volta in assoluto, da quando sono state autorizzate le prime &lt;em&gt;piante transgeniche &lt;/em&gt;nell'Ue (gennaio 1997), che la Commissione dà il suo via libera a un divieto nazionale di coltivazione di Ogm già approvati a livello comunitario. In tutti gli altri casi, l'Esecutivo Ue ha sempre spinto per un annullamento delle proibizioni nazionali, senza riuscire mai ad avere, tuttavia, l'appoggio della maggioranza qualificata degli Stati membri. Le &lt;strong&gt;sementi di mais &lt;/strong&gt;proibite in Polonia sono inserite nel Catalogo comune Ue delle varietà e delle specie di &lt;em&gt;piante agricole&lt;/em&gt;, ciò che le rende commercalizzabili in tutta l'Unione. La Polonia aveva però chiesto alla Commissione di poter imporre un divieto nazionale sul loro uso in agricoltura, applicando l'art.16 della direttiva Cee 53/2002. Quest'articolo prevede che uno Stato membro può vietare l'uso di una varietà elencata nel catalogo comune nel caso in cui sia inidonea alla coltivazione in una qualunque parte del suo territorio. Secondo le autorità di Varsavia, le condizioni climatiche della Polonia non consentono la &lt;strong&gt;coltivazione delle varietà di mais &lt;/strong&gt;in questione, caratterizzate da un lungo ciclo di crescita e di maturazione, che non sarebbe completo al momento del raccolto. La particolarità del caso polacco sta proprio nel fatto che il governo non ha chiesto di proibire la coltivazione del &lt;em&gt;mais Ogm &lt;/em&gt;in quanto tale, né per ragioni di tutela sanitaria o ambientale, né per ragioni economiche specifiche alle &lt;em&gt;piante transgeniche &lt;/em&gt;(il rischio di contaminazioone delle altre colture). Le motivazioni invocate da Varsavia sono invece puramente &lt;em&gt;agronomiche&lt;/em&gt;, e si applicano praticamente a tutte le &lt;strong&gt;specie e varietà di mais&lt;/strong&gt;, indipendemente dal fatto che siano o non siano state &lt;em&gt;geneticamente modificate&lt;/em&gt;. Gli esperti degli Stati membri, all'unanimità, avevano già votato a favore del divieto polacco durante una riunione del &lt;strong&gt;comitato permenente Ue sulle sementi &lt;/strong&gt;e gli altri materiali di propagazione vegetale, lo scorso 9 marzo. Con la decisione odierna della Commissione europea, la Polonia può applicare immediatamente il divieto, che potrà restare in vigore a tempo indeterminato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114838080785024162?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114838080785024162/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114838080785024162' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114838080785024162'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114838080785024162'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/ogm-la-ue-approva-il-divieto-imposto.html' title='Ogm: la Ue approva il divieto imposto dalla Polonia'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114802501722384463</id><published>2006-05-19T09:42:00.000+02:00</published><updated>2006-05-19T09:50:17.316+02:00</updated><title type='text'>Vertice di Vienna, un'occasione persa 15/5/06</title><content type='html'>di &lt;a href="http://www.lettera22.it/showart.php?id=4873&amp;rubrica=125"&gt;Adalberto Belfiore&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Le relazioni tra Ue e America latina fanno pochi passi in avanti. Soprattutto dal punto di vista commerciale, dove l'Europa continua a sostenere un libero scambio incompatibile con la politiche della nuova sinistra latinoamericana&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il vertice tra Unione europea, America latina e Caraibi si è concluso sabato a Vienna con risultati molto modesti, se si prescinde dalle solite dichiarazioni di principio e dall’accordo su temi non economici come la lotta alla droga e al terrorismo. Se l’obbiettivo dichiarato del era la costruzione di &lt;strong&gt;relazioni commerciali e politiche&lt;/strong&gt; più solide, di concreto si registra solo l’inizio di un processo di negoziazione con i piccoli stati centroamericani, in vista di un possibile ma ancora lontano trattato di associazione, e un documento finale che avvalla i preliminari di un possibile &lt;em&gt;accordo commerciale&lt;/em&gt; con la Comunità andina (Can). Prospettiva, questa, resa possibile dall’uscita dalla Can del Venezuela di Hugo Chavez in polemica con i trattati bilaterali firmati da Perù e Colombia con gli Stati uniti. E al tempo stesso soggetta all’incertezza sulle decisioni della Bolivia di Evo Morales, che pur avendo sottoscritto il documento, potrebbe anche decidere di seguire i passi dell’amico venezuelano e determinare il definitivo collasso dell’organizzazione andina. Non è molto per un vertice giunto alla sua quarta edizione, dopo quelle di Rio (1999), Madrid (2002) e Guadalajara (2004). Specialmente se si considera anche lo stallo dei negoziati con il Mercosur, il &lt;strong&gt;principale blocco economico latinoamericano&lt;/strong&gt;. Iniziati nel 1999 con l’obbiettivo di arrivare ad un trattato di associazione con l’Unione, i negoziati non hanno registrato nessun progresso neppure a Vienna, anche per le contraddizioni interne allo stesso Mercosur tra i piccoli, Uruguay e Paraguay, e i grandi, Brasile ed Argentina. Contraddizioni che hanno raggiunto l’apice con lo scontro tra Buenos Aires e Montevideo sulla questione delle cartiere costruite da due multinazionali europee, Botnia e Ence, sul fiume Uruguay. Una controversia che i due presidenti Kirchner e Tabaré Vasquez, entrambi di orientamento progressista, non hanno saputo dirimere e che ora l’Argentina ha portato davanti alla Corte internazionale di giustizia dell’Aia. Il vertice, dunque, ha probabilmente rappresentato più che altro un’occasione perduta. L’Unione europea stanzia fondi consistenti, 500 milioni di euro all’anno, per appoggiare lo sviluppo e i processi di integrazione in Sudamerica, cosa che la potrebbe differenziare in modo decisivo sia dalla politica egemonica di Washington che dalla penetrazione commerciale della Cina. E rafforzare il grande prestigio di cui ancora gode sia per i singoli stati nazionali che come entità soprannazionale. Ufficialmente, le priorità della &lt;em&gt;politica di cooperazione dell’Ue &lt;/em&gt;sono proprio “la coesione sociale e l’integrazione regionale”, come ricorda Ramòn Cardeza, direttore della Cooperazione con l’America latina della Commissione Europea. L’Ue potrebbe dunque essere un punto di riferimento insostituibile per i processi, ancora deboli e contraddittori, che vanno verso la costruzione di una possibile unità politica del subcontinente, dal cui rafforzamento, con la maggiore stabilità e sviluppo che comporterebbero, avrebbe molto da guadagnare anche in termini di una più decisa autonomia da Washington. Ma a dispetto delle dichiarazioni di principio sulla pace e lo &lt;em&gt;sviluppo equo e sostenibile per i paesi del Sud&lt;/em&gt;, sul piano strategico l’Ue resta all’interno della tradizionale impostazione riferibile alle teorie e alle pratiche del neoliberismo. Molti sostengono, come afferma il politologo tedesco Stephen Schmalz dell’Università di Marburgo, che “&lt;strong&gt;la strategia globale dell’Unione europea per l’America latina &lt;/strong&gt;consiste nel forzare con le varie regioni del continente numerosi accordi di &lt;em&gt;libero commercio&lt;/em&gt; favorevoli alle multinazionali europee e questi accordi, ricalcati su quelli del &lt;strong&gt;Trattato di libero commercio tra Canada, Usa e Messico (Nafta)&lt;/strong&gt;, impongono agli stati limitazioni a legiferare in materia di tutela ambientale e diritti dei lavoratori”. Il ruolo centrale assegnato dalla Ue alle compagnie transnazionali si è palesato nel Forum economico organizzato a latere dal ministero dell’Economia e dalla Camera di commercio austriaci, dove più di 300 alti funzionari e dirigenti di grandi compagnie, in larga prevalenza europee, hanno discusso le &lt;strong&gt;opportunità di sviluppo in America latina &lt;/strong&gt;e invitato i governi ad avanzare rapidamente sulla via degli accordi di libero scambio. Dimenticando forse che il principale ostacolo su questa via è proprio il rifiuto dell’Europa di fare concessioni sull’accesso ai mercati europei dei prodotti agricoli eindustriali, dei paesi in via di sviluppo. Rifiuto sostanzialmente ribadito durante la sessione di Hong Kong dello scorso dicembre dell’&lt;em&gt;Organizzazione mondiale del commercio&lt;/em&gt;. Ed è proprio questa strategia che secondo i rappresentanti delle centinaia di movimenti e organizzazioni riunite a Vienna nel controvertice “Intrecciando alternative 2” vanifica i contenuti sociali e di sviluppo sostenibile della politica europea. Posizione sostenuta con forza da Pedro Stedile del movimento brasiliano dei Sem Terra e membro del Tribunale permanente dei popoli: “I nostri 15 anni di esperienza delle politiche neoliberali del libero mercato ci hanno insegnato che il capitale multinazionale assume a suo vantaggio il controllo delle nostre risorse naturali, acqua terra, alberi e perfino delle nostre &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;”. Durante il controvertice il Tribunale dei popoli, composto da personalità indipendenti sul modello del Tribunale Russel che negli anni ‘70 giudicava in modo informale i crimini di guerra in Vietnam, ha analizzato l’operato di varie multinazionali europee tra cui la Aracruz (cellulosa), la Vion (alimentari), la Suez (acqua ed elettricità), la Andriz AG (cartiere), la Union Fenosa (elettricità), la Bp e la Repsol-Ypf (petrolio e gas) accusandole di gravissimi crimini contro l’ambiente e i diritti dei lavoratori. Al centro dell’attenzione sia del vertice ufficiale che di quello alternativo sono stati senza dubbio i due presidenti “radicali” Hugo Chavez ed Evo Morales, che incarnano in America latina la tendenza ad un maggior &lt;em&gt;controllo statale sull’economia e sulle risorse energetiche&lt;/em&gt;, in aperto contrasto con le posizioni di altri stati tra cui il &lt;strong&gt;Messico di Vicente Fox&lt;/strong&gt;, il Perù de presidente uscente Alejandro Toledo e anche il Cile di Micelle Bachelet, che perseguono apertamente la politica dei trattati bilaterali, sostenendo che non sono incompatibili con l’integrazione continentale. Proprio l’impostazione più statalista di Venezuela e Bolivia, e in particolare il tema della nazionalizzazione del gas decretata il primo maggio scorso da Morales, è stata oggetto durante il vertice di critiche ed ammonimenti più o meno espliciti da parte dei leader europei. Tony Blair ha invocato un “uso responsabile delle risorse energetiche”, mentre il cancelliere austriaco Wolfgang Schuessel ha affermato che “l’esperienza dimostra che le società con mercati liberi ottengono migliori risultati”. Affermazioni condivise da Martin Bartenstein, ministro austriaco dell’economia e attuale presidente del Consigli dei ministri dell’economia dell’Ue, che ha indicato come “modello da seguire i trattati di associazione economica, concertazione politica e cooperazione sottoscritti nel 2000 tra Ue e Messico e Cile”. Nulla di più lontano da quanto sostengono Chavez e Morales, che dalla tribuna del controvertice hanno proposto “un modello alternativo di commercio tra i popoli basato su reti di solidarietà che faccia a meno dei prestiti di Stati uniti ed Europa”. In piena sintonia con il documento finale dell’assise alternativa, che respinge la privatizzazione dei servizi e delle risorse naturali a favore delle multinazionali. Lo stesso presidente della Commissione europea Manuel Barroso si è sentito in dovere di accusare di populismo queste posizioni, seppur senza nominare i due presidenti. “Il populismo è una minaccia ai nostri valori” ha detto Barroso “ una semplificazione abusiva di problemi complessi, un appello a sentimenti negativi contrari allo stato di diritto e ai valori democratici”.Può anche essere che Barroso abbia ragione, ma le sue parole forse sono difficili da capire per milioni di latinoamericani che, anche se seduti sopra immense risorse naturali, vivono ancora oggi in condizioni di estrema povertà che la rilevante presenza europea non ha contribuito molto ad alleviare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114802501722384463?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114802501722384463/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114802501722384463' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114802501722384463'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114802501722384463'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/vertice-di-vienna-unoccasione-persa.html' title='Vertice di Vienna, un&apos;occasione persa 15/5/06'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114802427309528934</id><published>2006-05-19T09:33:00.000+02:00</published><updated>2006-05-19T09:37:53.556+02:00</updated><title type='text'>Tre centri per lo studio e la conservazione della Biodiversità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono tre i Centri per lo Studio e Conservazione della Biodiversità Forestale del &lt;em&gt;Corpo Forestale dello Stato &lt;/em&gt;che si occupano della tutela e valorizzazione della &lt;strong&gt;biodiversità&lt;/strong&gt;, in campo e in laboratorio, attraverso programmi specifici. In particolare i Centri di Pieve Santo Stefano (Arezzo) e Peri (Verona), in attività rispettivamente dal 1961 e dal 1974 sono specializzati nella &lt;em&gt;conservazione del genoma forestale &lt;/em&gt;e contribuiscono alla salvaguardia di oltre 200 specie arboree ed arbustive presenti nei vari habitat del territorio nazionale, anche ai fini di interventi di recupero ambientale rispettosi dei criteri di salvaguardia della diversità genetica locale. In questi Centri sono attivi inoltre laboratori di &lt;strong&gt;analisi della qualità dei semi&lt;/strong&gt;, micropropagazione e di biologia molecolare abilitati alle certificazioni del materiale forestale di propagazione previste dalla normativa vigente. A livello geografico l'attività del Centro di Peri rivolta principalmente alla conservazione di specie rappresentative degli ambienti dell'Italia centro settentrionale (Ecoregione Alpi), mentre quella di Pieve Santo Stefano assicura la raccolta e conservazione di materiale genetico forestale dell'Italia centro meridionale (Ecoregione Mediterraneo centrale). Le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;prodotte, ove non vengano subito diffuse, sono destinate alla conservazione per coprire le richieste nelle annate con scarsa fruttificazione. A tal fine gli stabilimenti sono provvisti di 7 celle termoregolate, ove le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;vengono mantenute vitali per periodi più o meno lunghi (1-10 anni). Lo stabilimento di Peri produce una media annua, riferita all'ultimo quinquennio, di 1.100 Kg di &lt;strong&gt;seme di Conifere &lt;/strong&gt;e 7.000 Kg di &lt;strong&gt;seme di Latifoglie &lt;/strong&gt;mentre Pieve, sempre nello stesso periodo, ha realizzato una media di 4.000 Kg di &lt;strong&gt;seme di Conifere&lt;/strong&gt; e di 19.000 Kg di &lt;strong&gt;seme di Latifoglie&lt;/strong&gt;. Il Centro di Bosco della Fontana (Verona) è specializzato in attività di monitoraggio degli invertebrati e degli &lt;em&gt;organismi saproxilici &lt;/em&gt;(demolitori del legno) utilizzati come bioindicatori dei livelli di &lt;strong&gt;biodiversità &lt;/strong&gt;e delle variazioni climatiche. Nel campo della conservazione il Centro effettua il monitoraggio scientifico degli interventi di incremento del «legno morto» negli &lt;em&gt;ecosistemi forestali&lt;/em&gt;, ritenuti di grande importanza per mantenere una elevata &lt;strong&gt;biodiversità&lt;/strong&gt;, per favorire la regolare evoluzione degli humus e per consentire un accumulo di carbonio che viene rilasciato molto lentamente nell'atmosfera. La sua operatività è assicurata, oltre che dalla struttura del Corpo Forestale dello Stato, anche da una rete di collaborazioni a livello internazionale con circa 100 tassonomi specialisti nel riconoscimento degli insetti, sviluppatasi grazie al costante rapporto scientifico con Università ed i &lt;strong&gt;Musei naturalistici nazionali &lt;/strong&gt;ed europei.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114802427309528934?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114802427309528934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114802427309528934' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114802427309528934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114802427309528934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/tre-centri-per-lo-studio-e-la.html' title='Tre centri per lo studio e la conservazione della Biodiversità'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114786831802984481</id><published>2006-05-17T14:18:00.000+02:00</published><updated>2006-05-17T14:21:10.760+02:00</updated><title type='text'>OGM, primo ok UE ad un divieto nazionale di coltivazione mais</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bruxelles, 8 mag. (Apcom) - La &lt;strong&gt;Commissione europea&lt;/strong&gt; ha approvato, oggi a Bruxelles, a un divieto imposto della Polonia alla coltivazione su tutto il territorio nazionale di 16 diverse varietà di &lt;strong&gt;sementi di mais &lt;/strong&gt;geneticamente modificato e di circa 700 di &lt;strong&gt;mais non transgenico&lt;/strong&gt;. E' la prima volta in assoluto, da quando sono state autorizzate le prime &lt;em&gt;piante transgeniche &lt;/em&gt;nell'Ue (gennaio 1997), che la Commissione dà il suo via libera a un divieto nazionale di &lt;em&gt;coltivazione di Ogm &lt;/em&gt;già approvati a livello comunitario. In tutti gli altri casi, l'Esecutivo Ue ha sempre spinto per un annullamento delle proibizioni nazionali, senza riuscire mai ad avere, tuttavia, l'appoggio della maggioranza qualificata degli Stati membri. Le &lt;strong&gt;sementi di mais &lt;/strong&gt;proibite in Polonia sono inserite nel Catalogo comune Ue delle varietà e delle specie di piante agricole, ciò che le rende commercalizzabili in tutta l'Unione. La Polonia aveva però chiesto alla Commissione di poter imporre un divieto nazionale sul loro uso in agricoltura, applicando l'art.16 della direttiva Cee 53/2002. Quest'articolo prevede che uno Stato membro può vietare l'uso di una varietà elencata nel catalogo comune nel caso in cui sia inidonea alla &lt;em&gt;coltivazione &lt;/em&gt;in una qualunque parte del suo territorio. Secondo le autorità di Varsavia, le condizioni climatiche della Polonia non consentono la coltivazione delle &lt;em&gt;varietà di mais &lt;/em&gt;in questione, caratterizzate da un lungo ciclo di crescita e di maturazione, che non sarebbe completo al momento del raccolto. La particolarità del caso polacco sta proprio nel fatto che il governo non ha chiesto di proibire la &lt;em&gt;coltivazione del mais &lt;/em&gt;Ogm in quanto tale, né per ragioni di tutela sanitaria o ambientale, né per ragioni economiche specifiche alle &lt;strong&gt;piante transgeniche &lt;/strong&gt;(il rischio di contaminazioone delle altre colture). Le motivazioni invocate da Varsavia sono invece puramente agronomiche, e si applicano praticamente a tutte le specie e varietà di mais, indipendemente dal fatto che siano o non siano state geneticamente modificate. Gli esperti degli Stati membri, all'unanimità, avevano già votato a favore del divieto polacco durante una riunione del comitato permenente Ue sulle sementi e gli altri materiali di &lt;strong&gt;propagazione vegetale&lt;/strong&gt;, lo scorso 9 marzo. Con la decisione odierna della Commissione europea, la Polonia può applicare immediatamente il divieto, che potrà restare in vigore a tempo indeterminato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114786831802984481?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114786831802984481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114786831802984481' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114786831802984481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114786831802984481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/ogm-primo-ok-ue-ad-un-divieto.html' title='OGM, primo ok UE ad un divieto nazionale di coltivazione mais'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114734084093258009</id><published>2006-05-11T11:44:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T11:47:23.570+02:00</updated><title type='text'>Pillole di sementi - LA CLASSIFICAZIONE (2a parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; per le &lt;em&gt;colture erbacee &lt;/em&gt;da pieno campo, le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;per le &lt;em&gt;colture erbacee ortive &lt;/em&gt;ed i materiali di propagazione si suddividono in tre categorie, le cui caratteristiche agronomiche e genetiche (&lt;em&gt;purezza specifica &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;germinabilità&lt;/em&gt;; &lt;em&gt;identità &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;purezza varietale&lt;/em&gt;) sono decrescenti:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;I categoria: DI BASE ("ELITE") prodotte dal costitutore&lt;/strong&gt;;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- conservate in purezza varietale;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- ufficialmente controllate e certificate dall'ENSE (&lt;em&gt;Ente Nazionale Sementi Elette&lt;/em&gt;);&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;II categoria: CERTIFICATA&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- derivante, in prima o seconda riproduzione, dalla categoria di base;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- ufficialmente controllate e certificate dall'ENSE;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;III categoria: COMMERCIALE o STANDARD (ORTIVE)&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- diverse dalle altre due, ma con sufficiente identità e purezza varietale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per la maggior parte delle specie di un certo interesse economico in Italia (&lt;em&gt;cereali&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;mais&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;girasole&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;soia&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;foraggere&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;barbabietole&lt;/em&gt;) possono essere commercializzate solo &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;della categoria di base o della categoria certificata (di I o II riproduzione), appartenenti a varietà iscritte nei Registri delle Varietà o nel Catalogo Comune europeo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114734084093258009?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114734084093258009/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114734084093258009' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114734084093258009'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114734084093258009'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/pillole-di-sementi-la-classificazione.html' title='Pillole di sementi - LA CLASSIFICAZIONE (2a parte)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114726555207827107</id><published>2006-05-10T14:46:00.000+02:00</published><updated>2006-05-10T14:52:32.176+02:00</updated><title type='text'>Castello di Masino: 15^ Edizione della tre giorni per il giardino</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’appuntamento al Castello di Masino (foto), di proprietà del FAI, a Caravino (TO) per la “&lt;em&gt;Tre giorni per il giardino&lt;/em&gt;”, la più importante &lt;strong&gt;manifestazione floro-vivaistica nazionale &lt;/strong&gt;per giardini e terrazzi, si è tenuta i giorni 5, 6 e 7 maggio 2006, alle 10 alle 18. Quest’anno sono stati presenti oltre 125 espositori che hanno presentato il meglio della loro produzione. Molte le categorie presenti: piante annuali, biennali, perenni fiorite, piante decorative per la foglia, alberi e arbusti; piante aromatiche e officinali; piante da frutta e da orto, piante acquatiche e piante grasse, &lt;strong&gt;sementi rare&lt;/strong&gt;; prodotti biologici; attrezzi da giardino; riviste specializzate; arredi, vasi e cesteria, animali da cortile e tanto altro ancora.&lt;br /&gt;Organizzata come sempre dall’ architetto Paolo Pejrone, fondatore e Presidente dell’&lt;em&gt;Accademia Piemontese del Giardino&lt;/em&gt;, è giunta alla quindicesima edizione che si festeggerà con una creazione del vivaio Rose Barni di Pistoia, la “&lt;strong&gt;Rosa Accademia&lt;/strong&gt;”, un riconoscimento floreale dedicato all’importante attività botanica svolta dall’Accademia Piemontese del Giardino e dal suo fondatore. La Rosa Accademia è una arbustiva dai fiori doppi, molto profumati di colore rosa Magenta e verrà presentata nel corso della manifestazione con un suo “ritratto” eseguito dalla nota acquerellista francese madame Farvaques. Ospite d’onore della manifestazione è stato l’inglese James Mallet della &lt;strong&gt;Mallet Court Nursery&lt;/strong&gt;, il più importante produttore europeo di querce, aceri e grandi alberi da parco in varietà insolite e rarissime, che è stato a disposizione del pubblico per consulenze e domande. E' stato inoltre allestito un Padiglione FAI per la distribuzione di materiale informativo sulle proprietà FAI e sulle prossime iniziative organizzate dalla Fondazione. In particolare, è stata predisposta un’interessante presentazione del Giardino della Kolumbetra, con pannelli fotografici e descrittivi a cura di Giuseppe Barbera dell’Università di Palermo. Sono state vendute arance e limoni provenienti direttamente dalla Sicilia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114726555207827107?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114726555207827107/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114726555207827107' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114726555207827107'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114726555207827107'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/castello-di-masino-15-edizione-della.html' title='Castello di Masino: 15^ Edizione della tre giorni per il giardino'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114726504233222415</id><published>2006-05-10T14:39:00.000+02:00</published><updated>2006-05-10T14:44:02.643+02:00</updated><title type='text'>Il Macrfrut di Cesena parla lucano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Le &lt;strong&gt;produzioni ortofrutticole&lt;/strong&gt; di qualità della Basilicata sono state presentate alla 23esima edizione del Macfrut di Cesena - &lt;strong&gt;Salone internazionale dell’ortofrutta &lt;/strong&gt;- tenutosi dal 4 al 6 maggio nel quartiere fieristico di Pievesestina. Alla fiera hanno partecipato varie Op (&lt;em&gt;Organizzazioni di produttori&lt;/em&gt;) lucane, organizzate in una collettiva realizzata dal &lt;strong&gt;Dipartimento regionale Agricoltura&lt;/strong&gt;, che hanno esposto &lt;em&gt;prodotti pregiati biologici &lt;/em&gt;e di agricoltura integrata destinati al consumo fresco. L’evento oltre ad essere una fondamentale tappa in Italia per il comparto, dal punto di vista espositivo, è un momento di aggiornamento sotto l’aspetto tecnico per i produttori e di discussione per i vari rappresentanti della &lt;em&gt;filiera ortofrutticola&lt;/em&gt;. La manifestazione si è tenuta su una superficie di oltre 30mila metri quadrati, con circa 600 espositori suddivisi nei diversi Saloni a partire proprio dal &lt;strong&gt;Macfrut &lt;/strong&gt;dove oltre agli stand era in mostra il quadro completo del settore dagli impianti, alle tecnologie, alle attrezzature, alle linee di lavorazione; il Trans World destinato al &lt;em&gt;trasporto agroalimentare&lt;/em&gt;; e l’&lt;strong&gt;Agro Bio Frut&lt;/strong&gt;, Salone delle più moderne tecnologie relative alle &lt;strong&gt;produzioni delle sementi &lt;/strong&gt;e delle &lt;strong&gt;produzioni biologiche mediterranee&lt;/strong&gt;. Nel programma sono stati previsti oltre 200 incontri tesi a promuovere &lt;em&gt;rapporti commerciali &lt;/em&gt;tra gli addetti delle imprese espositrici italiane e le delegazioni straniere. Inoltre, il programma prevedeva una serie di appuntamenti tematici, seminari e tavole rotonde sulle &lt;em&gt;strategie commerciali&lt;/em&gt;, la ricerca, la rintracciabilità, i miglioramenti qualitativi, la logistica e convegni con i massimi esperti tesi ad inquadrare la situazione ed illustrare i problemi e le prospettive del comparto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114726504233222415?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114726504233222415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114726504233222415' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114726504233222415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114726504233222415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/il-macrfrut-di-cesena-parla-lucano.html' title='Il Macrfrut di Cesena parla lucano'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114710405245701247</id><published>2006-05-08T17:56:00.000+02:00</published><updated>2006-05-11T11:48:38.636+02:00</updated><title type='text'>Pillole di sementi - LA DEFINIZIONE (1a parte)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Quando un agricoltore ha scelto una &lt;strong&gt;varietà di sementi&lt;/strong&gt; come la più adatta alle sue esigenze ed alle particolari &lt;strong&gt;condizioni di coltura &lt;/strong&gt;in cui opera, è importante che la &lt;strong&gt;semente &lt;/strong&gt;che utilizza sia di buona qualità, cioè possegga, in maniera elevata, i seguenti requisiti:&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;- &lt;em&gt;Purezza&lt;/em&gt; &lt;em&gt;specifica&lt;/em&gt; (quanta parte della &lt;strong&gt;massa della semente &lt;/strong&gt;è costituita da &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;della specie indicata)&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Germinabilità &lt;/em&gt;(&lt;strong&gt;attitudine del seme&lt;/strong&gt;, posto in adatte condizioni di ambiente, a dare origine ad una pianta di normale costituzione)&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Purezza varietale&lt;/em&gt; (quanta parte della &lt;strong&gt;massa della semente &lt;/strong&gt;è costituita da &lt;strong&gt;semi della varietà indicata&lt;/strong&gt;)&lt;br /&gt;- &lt;em&gt;Identità varietale&lt;/em&gt; (quante sono le piante ottenute dotate in maniera uniforme ed in massima misura delle caratteristiche di pregio tipiche della varietà).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per le specie più importanti coltivate in Italia è stato istituito un &lt;strong&gt;Registro nazionale delle Varietà&lt;/strong&gt;, dove vengono iscritte solo le varietà adatte alle condizioni ambientali del nostro Paese e che abbiano dimostrato caratteristiche di pregio in scrupolose prove eseguite in più anni in particolari centri di sperimentazione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114710405245701247?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114710405245701247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114710405245701247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114710405245701247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114710405245701247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/05/pillole-di-sementi-la-definizione-1a.html' title='Pillole di sementi - LA DEFINIZIONE (1a parte)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114621706835468907</id><published>2006-04-28T11:36:00.000+02:00</published><updated>2006-04-28T11:59:35.633+02:00</updated><title type='text'>Il ruolo delle imprese agroalimentari nell'agricoltura</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Tratto da &lt;a href="http://www.transnationale.org"&gt;www.transnationale.org&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per vivere occorre mangiare. Si tratta di una affermazione che può apparire banale, tanto è ovvia. Ma è un punto di partenza fondamentale per ogni discorso sull'agricoltura. Se ogni essere umano ha il diritto di vivere, dobbiamo difendere il &lt;em&gt;diritto al cibo &lt;/em&gt;e per farlo dobbiamo dire che non è possibile implementare il &lt;strong&gt;libero mercato in agricoltura&lt;/strong&gt; perché devono poter mangiare anche coloro che non avendo denaro, sono fuori dal mercato. Inoltre la &lt;strong&gt;produzione agricola &lt;/strong&gt;non è così prevedibile come quella dei &lt;em&gt;prodotti industriali&lt;/em&gt;. La situazione metereologica, le malattie che colpiscono le coltivazioni e gli allevamenti influiscono in maniera imprevedibile sulla produzione; non si può produrre all' ordine, o come si dice "&lt;em&gt;just in time&lt;/em&gt;". I prezzi cambiano velocemente sul mercato, ma non si possono cambiare &lt;em&gt;patate&lt;/em&gt; in &lt;em&gt;pomodori&lt;/em&gt; ed il numero dei raccolti annuali non è modificabile a seconda della richiesta, anche se è il sogno di molti. Tutto questo chiarisce che la "&lt;em&gt;mano invisibile&lt;/em&gt;" appare visibilmente inefficace per instaurare "un sistema di scambi agricoli equo", tanto per citare uno degli obiettivi dell'&lt;strong&gt;Accordo sull' agricoltura WTO&lt;/strong&gt;. Nell' analisi di questo accordo si parla sempre diati e di &lt;em&gt;agricoltori&lt;/em&gt;. In questa breve analisi, svolta in riferimento al &lt;strong&gt;Vertice FAO &lt;/strong&gt;del giugno 2002, ci soffermiamo su un terzo protagonista, quasi sempre trascurato: &lt;strong&gt;le imprese agroalimentari&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Il commercio dei prodotti agricoli&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il legame fra &lt;em&gt;commercio &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;sicurezza alimentare &lt;/em&gt;è complesso. Banalmente il commercio dovrebbe servire ai paesi ad importare il cibo di cui non dispongono. Ma assume rilevanza perché il &lt;strong&gt;prezzo dei prodotti agricoli &lt;/strong&gt;determinato dal mercato è quello che i &lt;em&gt;coltivatori &lt;/em&gt;"subiscono" anche se non corrisponde ai loro &lt;em&gt;costi produttivi &lt;/em&gt;e perché mentre i paesi del Nord sono &lt;strong&gt;paesi esportatori&lt;/strong&gt;, quelli del Sud, sono i maggiori &lt;strong&gt;importatori&lt;/strong&gt;, in particolare i Paesi meno sviluppati &lt;em&gt;importano quasi il 30% del cibo che consumano&lt;/em&gt;. Inoltre l' &lt;strong&gt;accordo agricolo &lt;/strong&gt;(in sede WTO) mira a garantire un maggiore accesso al mercato, stabilendo una percentuale minima di &lt;strong&gt;import per ogni prodotto agricolo&lt;/strong&gt;, e ad agire sulle politiche nazionali di sostegno. Occorre considerare che da questo accordo ci si attendeva un &lt;em&gt;aumento dei prezzi &lt;/em&gt;dei prodotti agricoli di base, le cosiddette commodities, ed un riequilibrio del mercato. Ma ciò non è accaduto, i rapporti di forza sono rimasti inalterati ed i Paesi in via di sviluppo (PVS) non hanno visto &lt;strong&gt;aumentare la loro quota di esportazioni&lt;/strong&gt;. Leggendo l' AoA si è sempre soliti parlare di &lt;em&gt;esportazioni americane&lt;/em&gt; e di vendite sottocosto Europee. Ma gli Stati sono direttamente coinvolti sul fronte del commercio solo se possiedono società che hanno il &lt;em&gt;monopolio del commercio &lt;/em&gt;di determinate derrate, le cosiddette &lt;strong&gt;state-trading enterprises&lt;/strong&gt;. Sfugge al dibattito che a comprare dagli agricoltori e commerciare sono società come Nestlé, Cargill e Carrefour. Gli Stati non competono fra loro, al massimo competono per ricevere gli investimenti di queste società. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;I protagonisti del mercato sementiero&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I problemi di reddito degli agricoltori sono sempre stati visti come una conseguenza del cronico sbilanciamento fra domanda ed offerta, come se il nocciolo del problema fosse costituito dalle ridotte dimensioni della torta da spartire fra gli agricoltori. Le politiche hanno ipotizzato varie soluzioni per aumentare il loro reddito: hanno tentato di ingrandire la torta attraverso i sussidi, di ridurre i contadini seduti al tavolo o di far si che i contadini potessero mangiare sulle tavole di altri Paesi (&lt;strong&gt;sussidi all' esportazione&lt;/strong&gt;). Ma la situazione reale è che al tavolo non siedono solo i contadini, ci sono almeno tre sedie, una per loro, una per chi fornisce loro &lt;strong&gt;fertilizzanti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;antiparassitari&lt;/strong&gt; ecc. e una per chi compra i loro prodotti, li elabora e li fa arrivare sui banchi di vendita al dettaglio. Il problema è che le tre forchette per mangiare la torta non sono della stessa dimensione. Proviamo ad analizzare meglio questa affermazione. L' agricoltura non è solo campagne e fattorie dove gli agricoltori lavorano con i loro trattori. Essi comprano le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;che piantano, talvolta lavorano terre in affitto, acquistano tutti i &lt;em&gt;prodotti chimici &lt;/em&gt;necessari e tutte le apparecchiature per coltivare ed allevare bestiame. Vendono poi i loro raccolti e gli animali allevati a chi li commercia e li trasforma in cibo preconfezionato che noi consumatori acquistiamo nei negozi e nei supermercati. Come si vede, gli &lt;em&gt;agricoltori sono un anello della catena&lt;/em&gt;, un anello debole, stretto fra chi fornisce loro mezzi e materiali per lavorare e chi acquista il frutto del loro lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In queste condizioni, come possono aumentare il loro reddito? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;1) aumentando la resa delle coltivazioni &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;2) aumentando l' estensione delle coltivazioni &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;3) riducendo i costi &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;4) ottenendo sussidi dallo Stato (la via più praticata). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma queste soluzioni sono parziali, poiché non considerano globalmente il &lt;strong&gt;settore agroalimentare &lt;/strong&gt;che vede l' industria di trasformazione e gli agricoltori accomunati dalla stessa ricerca di profitti, ma divisi nell' attuazione pratica di questo obiettivo. Agricoltori e società commerciali sono ad esempio sul fronte opposto relativamente a prodotti di base come il &lt;strong&gt;grano&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;frumento&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;cotone&lt;/strong&gt;, prodotti per i quali non c' è una domanda al dettaglio essendo materia prima per l' industria di trasformazione. Sono loro a fare la &lt;strong&gt;domanda di mercato&lt;/strong&gt;, i protagonisti che "stabiliscono" i prezzi; a loro va la fetta più grossa del prezzo finale di un prodotto alimentare. Nel 1995 l'USDA (il &lt;em&gt;Dipartimento Americano dell' agricoltura&lt;/em&gt;), valutava che prendendo un cesto di &lt;strong&gt;prodotti agricoli&lt;/strong&gt;, il 25% del prezzo è per i coltivatori, il resto è &lt;em&gt;agribusiness&lt;/em&gt;. Per i prodotti da forno, questa percentuale è ridottissima, pari all' 8%. In un anno di raccolti eccezionali, sicuramente l' industria di trasformazione ottiene dei benefici perché l' offerta di materia prima è superiore alla richiesta, perciò maggiori profitti. Per l'agricoltore invece è un problema perché l'&lt;em&gt;abbassamento dei prezzi riduce le entrate&lt;/em&gt;. Che fare? Di solito lo stato si muove per integrare il &lt;strong&gt;reddito dell' agricoltore&lt;/strong&gt; cosicché possa pagare il suo "conto" ai suoi &lt;strong&gt;fornitori di sementi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;fertilizzanti&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;diserbanti &lt;/strong&gt;eccetera. I cittadini hanno così la sensazione di aver aiutato i poveri contadini, in realtà i contributi statali hanno sostenuto i loro fornitori e i maggiori guadagni dell'&lt;em&gt;industria di trasformazione&lt;/em&gt;. Per questo il problema del &lt;strong&gt;reddito agricolo&lt;/strong&gt; può essere meglio descritto come un problema di &lt;strong&gt;distribuzione del profitto &lt;/strong&gt;all' interno del sistema. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La globalizzazione in agricoltura: integrazione orizzontale e verticale delle multinazionale agroalimentari &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Così come in altri comparti, nel corso degli ultimi anni c' è stata una sequenza di acquisizioni che ha ridotto il numero delle compagnie sul mercato. Queste sono le maggiori compagnie che commerciavano cereali negli anni ' 80 e la concentrazione di mercato. &lt;strong&gt;Concentrazione di mercato&lt;/strong&gt;: &lt;em&gt;Frumento&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;mais &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;soia &lt;/em&gt;6 società hanno l'85-90% Cargill, Continental, Louis Dreyfus, Bunge &amp; Born, André, ToepferCaffè 6 società hanno l'85-90% Rothfos, ACLI (dall'83 acuisita da Cargill), J.Aron, Volkart, Socomex, ED&amp;amp;F ManZucchero 4 società hanno l'60-65% Sucden, Phibro, Tate &amp; Lyle, ED&amp;amp;F ManBanane 3 società hanno l'80% United Brands, Castle&amp;Cook, Del MonteCacao 3 società hanno l'80% Gill&amp;amp;Duffus, Berisford, SucdenTè 3 società hanno l'85% Unilever, Associated British Foods, Lyons-TetleyCotone 8 società hanno l'80% Cargill, Volkart, Mcfadden/Valmac, Dunavant, Tokyo Menka Kaisha, Sumitomo, Bunge &amp; Born, Allenberg. Da allora la situazione è variata in direzione di una &lt;em&gt;ulteriore concentrazione&lt;/em&gt;. Il 60% dei terminal per il trasporto di granaglie è di proprietà di quattro società: Cargill, Cenex Harvest satets, ADM e General Mills. L' 82% dei &lt;strong&gt;cereali esportati &lt;/strong&gt;è diviso fra Cargill, ADM e Zen Noh.Anche il &lt;strong&gt;settore agrochimico &lt;/strong&gt;presenta un' alta percentuale di concentrazione. Le prime due compagnie (Syngenta e Pharmacia), controllano il 34% del mercato; le prime quattro ben il 56%. Il settore "Food &amp; beverage", dal giugno 200 al giugno 2001, ha visto &lt;em&gt;acquisizioni ed accorpamenti &lt;/em&gt;per un valore di 69,2 miliardi di dollari, superiore al valore totale delle "unioni" dei cinque anni precedenti. &lt;em&gt;Le prime cinque società del settore sono: Nestlé (Svizzera), Philip Morris (USA), ConAgra Inc. (USA), Unilever (Olanda/UK), Coca-Cola (USA)&lt;/em&gt;. Sempre più spinta è la &lt;strong&gt;concentrazione anche nel settore delle vendite&lt;/strong&gt;. Negli Stati Uniti il 52% delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari è nelle mani di cinque catene: Wal-Mart, Kroger, Albertson' s, Safeway e Ahold USA, quando solo nel'97 la percentuale era del 24%. Anche in Europa sta accadendo tutto questo. La società più attiva è certamente la Carrefour, secondo venditore al dettaglio del mondo.A livello mondiale, gli analisti, prevedono 5/6 global competitors: Wal-Mart (USA), Tesco (UK), Ahold (Olanda), Carrefour (Francia) e Metro AG (Germania). Oltre alla cosiddetta &lt;em&gt;concentrazione orizzontale&lt;/em&gt;, negli anni recenti si è avviata una &lt;em&gt;integrazione verticale &lt;/em&gt;tendente a costruire compagnie in grado di presenziare le diverse fasi di un processo di produzione di un &lt;strong&gt;prodotto alimentare&lt;/strong&gt;. Le compagnie che dominano il &lt;strong&gt;commercio dei cereali&lt;/strong&gt; sono parte di conglomerati i cui interessi finanziari sono ampi e per essi il &lt;em&gt;prezzo dei cereali&lt;/em&gt; è un &lt;em&gt;costo di produzione &lt;/em&gt;per allevamenti di bestiame e cibi preconfezionati, i cui &lt;em&gt;margini di profitto &lt;/em&gt;sono molto superiori a quelli limitati alla vendita esterna di cereali. La Cargill, per esempio, è anche una delle maggiori società (la settima) del &lt;strong&gt;settore food and beverage&lt;/strong&gt;. Tramite la Excel, una delle sue compagnie, è fra i maggiori produttori di carne preconfezionata. L'abbassamento dei &lt;em&gt;prezzi dei cereali &lt;/em&gt;degli ultimi anni è stato un beneficio per le industrie zootecniche, mentre i consumatori hanno continuato a pagare lo stesso prezzo. Quando i prezzi dei cerali scendono, non scendono quelli della carne di pollo: alla fine tale profitto va sempre alla Cargill. Il numero ridotto di grandi compagnie in grado di dominare ogni anello della &lt;strong&gt;catena di produzione agroalimentare &lt;/strong&gt;significa che queste società possono esercitare una grossa pressione per sostenere i loro &lt;em&gt;prezzi di vendita &lt;/em&gt;e di esercitare analoghe pressioni, ma in senso opposto, per mantenere bassi i &lt;em&gt;prezzi dei prodotti agricoli &lt;/em&gt;che acquistano. La &lt;strong&gt;concentrazione del mercato&lt;/strong&gt;, lo rende più simile a un &lt;strong&gt;regime di monopolio &lt;/strong&gt;che a un mercato libero e competitivo. Permette alle società dominanti di mantenere &lt;strong&gt;profitti elevati&lt;/strong&gt;. Gli agricoltori guardano con preoccupazione a questa situazione, soprattutto vedendo che mentre l' agricoltura è perennemente in condizioni difficili e le piccole aziende chiudono, le multinazionali continuano a crescere e ad aumentare i loro profitti. Oltretutto al potere economico corrisponde potere politico, cioè capacità nell' influenzare le politiche dei governi. L' ex vicepresidente della Cargill, Dam Amstutz, partecipò alla scrittura dell' AoA quando lavorava nel Trade Rapresentative Offe USA; spesso hanno più potere politico dei rappresentanti delle &lt;strong&gt;categorie agricole&lt;/strong&gt; e per la loro natura globale applicano il loro potere nei paesi in cui operano simultaneamente. Quando si parla di problemi agricoli, invece si punta sempre l' indice verso i &lt;em&gt;contributi governativi&lt;/em&gt;, in particolare verso quelli europei. Come scrivono gli agricoltori canadesi della &lt;strong&gt;National Farmers Union&lt;/strong&gt;, la spiegazione consueta ai loro problemi è che la crisi è causata innanzitutto dai sussidi dell' Unione Europea che aumentano la produzione, creano eccedenze e dall'&lt;em&gt;abbassamento dei prezzi &lt;/em&gt;deriva la loro crisi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Schematicamente: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Sussidi UE &gt;&gt; Aumento produzione UE &gt;&gt; eccedenze &gt;&gt; Abbassamento prezzi di mercato &gt;&gt; Crisi economica agricoltori&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma l' analisi di quanto accaduto negli ultimi anni, mostra che è ingannevole pensare che questa equazione rappresenti la realtà del problema, analizzando la &lt;strong&gt;produzione agricola&lt;/strong&gt;, ad esempio, si scopre che l'&lt;em&gt;aumento di produzione &lt;/em&gt;è avvenuto indistintamente fra paesi con un altro livello di sussidi e paesi che non ne usano (l'Australia ha registrato un aumento percentualmente superiore ai Paesi UE nella &lt;strong&gt;produzione di frumento&lt;/strong&gt;). E' dagli anni ' 70 che il mercato non riesce a fornire un ritorno adeguato agli agricoltori nonostante l' intero sistema agroalimentare sia fonte di profitti. Questo fallimento di mercato è il risultato dello squilibrio fra le &lt;em&gt;multinazionali del settore &lt;/em&gt;e gli agricoltori che devono commerciare con esse. "Mentre la retorica parla di sostegno alle famiglie di agricoltori in difficoltà, la realtà è molto diversa. Il 10% degli agricoltori americani riceve duerzi dei contributi; l' 1% riceve mediamente più di 110.000 dollari all' anno. In Europa il 30% degli agricoltori riceve il 70% dei fondi, fra di essi il Principe Carlo d'Inghilterra." Michael W.G.Garrett Executive Vice president Nestlé.Il tema dei sussidi agricoli è stato ampiamente dibattuto negli ultimi anni. L' AoA ha certamente fallito nel tentativo di ridurli poiché i paesi che ne facevano ampio uso continuano a farlo (principalmente UE, USA e Giappone), semplicemente hanno modificato le modalità di erogazione. Meno chiaro, almeno per la gente comune, è che il sistema di erogazione di questi contributi è poco equo e che non finisce nelle tasche di chi ne avrebbe maggior necessità. Come faceva notare, il vice presidente esecutivo della Nestlé nella frase riportata sopra, la fetta più grossa dei sussidi finisce in poche mani e questo accade sia in Europa che negli USA. Gli Stati Uniti, in sede WTO, hanno sempre sostenuto una posizione liberista anche in agricoltura; nella pratica, però, la posizione statunitense è molto meno netta, anzi, i sostegni americani non sono da meno, si differenziano solo nella modalità con cui vengono elargiti. In attesa di trovare dati analoghi per l' Europa, ecco qualche interessante dato sui destinatari dei sussidi a farmers americani. Innanzitutto non tutte le &lt;em&gt;diverse coltivazioni &lt;/em&gt;sono sostenute, anzi, il 90% dei contributi va ai &lt;strong&gt;produttori di mais&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;frumento&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;cotone&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;di soia e riso. Fatta questa premessa, il 60% degli agricoltori non riceve sussidi mentre il 10% dei beneficiari ne assorbe il 61%. Questo 10% ha ricevuto mediamente 32 mila dollari ogni anno, 27 volte la cifra mediamente ricevuta . L' 1% al top della lista dei destinatari dei sussidi, ne ha percepiti 83 mila dollari. Sono destinatari di sovvenzioni investitori e proprietari terrieri, non coinvolti direttamente nella produzione agricola. Fra i beneficiari dei contributi 10 troviamo addirittura società che fanno parte della lista "Fortune 500", la classifica delle 500 maggiori società USA, stilata dalla omonima rivista. Nel 2000, ad esempio figuravano: ¨ Archer Daniels Midland ($36,305) ¨ Boise Cascade Corporation ($11,024 ) ¨ Caterpillar ($17698) ¨ Chevron ($260,223 ) ¨ Deere &amp; Company ($12,875 ) ¨ DuPont ($188,732 ) ¨ Georgia Pacific ($37,156 ) ¨ International Paper ($375,393 ) ¨ John Hancock Mutual Life Insurance ($125,975 ) Hanno ricevuto contributi persino aziende come la Pfizer (meglio nota come produttrice del Viagra) e la RJ Reynolds Tobacco Co.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Conclusione&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli accordi sul &lt;strong&gt;commercio agricolo &lt;/strong&gt;in questi ultimi anni hanno fallito l' obiettivo di portare prosperità al mondo contadino. Questo è accaduto sia nel Nord del Mondo, sia nei Paesi del Sud, dove la situazione è drammaticamente più grave perché l' agricoltura è l' attività praticata dalla maggior parte della popolazione e perché vi sono situazioni di carenza alimentare. Per gli agricoltori questi accordi hanno avuto due conseguenze importanti. Rimuovendo sistemi tariffari e non, hanno condotto gli agricoltori ad un unico mercato iper competitivo. Spingendo per un minore intervento statale e la fine di ogni intervento diretto attraverso imprese che in alcuni Paesi provvedevano a controllare e stabilizzare i prezzi di alcune derrate, hanno favorito la crescita di gruppi imprenditoriali. In condizioni di &lt;strong&gt;alta competitività&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;prezzi &lt;/strong&gt;e i &lt;strong&gt;profitti &lt;/strong&gt;dovrebbero scendere, non per nulla gli &lt;strong&gt;economisti &lt;/strong&gt;sostengono che il &lt;em&gt;libero mercato &lt;/em&gt;conviene ai consumatori (dimenticando che sono anche lavoratori), ma se la competizione è aumentata per i contadini, è diminuita per le &lt;strong&gt;multinazionali agroalimentari&lt;/strong&gt;, sempre meno ma sempre più grandi. La situazione che si è venuta a creare è che il potere sul mercato fra i due è enormemente sproporzionato. In queste condizioni, una ulteriore riduzione dell' intervento governativo sul &lt;strong&gt;mercato agricolo&lt;/strong&gt;, sarà a favore dell'&lt;strong&gt;Agribusiness&lt;/strong&gt;, così come il regime di sussidi vigente non modifica le storture del mercato, ma semplicemente lo mantiene in vita. Perciò i negoziati sull' AoA, che si stanno svolgendo secondo i tre consueti pilastri: &lt;strong&gt;sussidi all'esportazione&lt;/strong&gt;, sostegni interni e accesso al mercato vanno verso un ulteriore rafforzamento del potere delle &lt;em&gt;compagnie agroalimentari &lt;/em&gt;e mancano l' obiettivo di migliorare il &lt;em&gt;reddito degli agricoltori&lt;/em&gt;, indispensabile ad ogni tentativo di soddisfacimento dei bisogni alimentari del pianeta. Da 25 anni, politici e manager hanno avuto la meglio nel sabotare i tentativi degli agricoltori di comprendere il problema. E' fondamentale che il tema della concentrazione di potere e del fallimento del mercato entri nell' agenda dei negoziati.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114621706835468907?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114621706835468907/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114621706835468907' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114621706835468907'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114621706835468907'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/04/il-ruolo-delle-imprese-agroalimentari.html' title='Il ruolo delle imprese agroalimentari nell&apos;agricoltura'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114606086633851780</id><published>2006-04-26T16:13:00.000+02:00</published><updated>2006-04-26T16:22:04.506+02:00</updated><title type='text'>Le sementi OGM rappresentano un cavallo di Troia?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;di Giuseppe Altieri&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;Commissione Europea&lt;/strong&gt; si affanna sotto le pressioni asfissianti delle Multinazionali e propone le solite soglie di (in)"tolleranza" per la presenza degli &lt;strong&gt;ogm&lt;/strong&gt;, questa volta addirittura sulle &lt;strong&gt;sementi per le coltivazioni &lt;/strong&gt;e addirittura sugli &lt;em&gt;alimenti biologici&lt;/em&gt;. Ovviamente, siccome gli &lt;strong&gt;ogm &lt;/strong&gt;contaminerebbero irreversibilmente le altre forme di coltivazione, la Coesistenza di coltivazione con gli &lt;strong&gt;ogm &lt;/strong&gt;presuppone che non ci sarebbero più coltivazioni &lt;em&gt;ogm free&lt;/em&gt;… Ed è questo l'unico vero scopo delle Multinazionali che cercano di imporre il loro monopolio sull'agricoltura e il cibo, attraverso &lt;em&gt;brevetti sugli ogm&lt;/em&gt;, contaminazioni irreversibili dell'ambiente e delle altre forme di coltivazione, soglie di tolleranza senza etichettatura della presenza di ogm, di modo che i consumatori non possano più scegliere liberamente. Come si può parlare pertanto di "Coesistenza"? Infatti, la recentissima sentenza della Corte Costituzionale, sul ricorso presentato dalla Regione Marche (&lt;strong&gt;ogm free&lt;/strong&gt;) e dall'&lt;strong&gt;Asseme&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;Associazione Sementieri Mediterranei&lt;/strong&gt;), ha praticamente abolito la legge 5 che prevedeva che le Regioni dovessero allestire piani di "Coesistenza" di coltivazione con gli ogm, ribadendo che, se vogliamo avere sul mercato la coesistenza di merci contenenti ogm e prodotti biologici, tipici, altri prodotti 100% ogm free... non si possono coltivare ogm in Italia e le Regioni fanno bene a dichiararsi "&lt;em&gt;libere da ogm&lt;/em&gt;". Mettere delle soglie di tolleranza di &lt;strong&gt;ogm nelle sementi &lt;/strong&gt;e negli &lt;em&gt;alimenti biologici &lt;/em&gt;(oggi 100% ogm free) significherebbe invece dare la possibilità di coltivare ogm e contaminare in breve tempo tutta l'agricoltura tradizionale europea. Soprattutto significherebbe la distruzione dell'&lt;em&gt;agricoltura biologica&lt;/em&gt;, che sta rapidamente conquistando con i suoi prodotti i mercati di tutto il mondo, proprio perchè rigorosamente liberi da ogm. Un Cavallo di Troia[...]. Una proposta di "mediazione" fatta da alcuni "ecologisti" e dalla CIA (il sindacato agricolo, beninteso...) alla commissione europea prevede che le soglie di tolleranza negli &lt;em&gt;alimenti biologici &lt;/em&gt;corrispondano ai livelli minimi di presenza rilevabile alle analisi di presenza di ogm, definite col valore di 0,1% (e nelle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;?). Ma questo è un valore maggiore di Zero! La matematica per fortuna ci viene in aiuto. Ma scusate, se rilevo presenza di ogm nel biologico e nei &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;di qualsiasi tipo laddove gli ogm non ci devono stare (altrimenti contaminerebbero tutto), a cosa servono le soglie di tolleranza? Qualcuno forse non ha ancora capito che gli ogm sfuggono sia alla politica che alle mediazioni, come tutte le dittature, che semplicemente impongono se stesse. O si accetta irreversibilmente che tutto diventi ogm, con la cosiddetta Coesistenza di coltivazioni (contraddizione in termini) e le soglie di tolleranza senza etichette (cose legate a doppia mandata in relazione di causa ed effetto). Semplice... forse troppo. Cerchiamo invece di darci da fare per abolire le soglie di tolleranza di ogm in tutti gli alimenti (oggi, in quelli convenzionali, allo 0,9%) cosi com'è per quelli biologici (oggi al 100% liberi da ogm e, guarda caso, scelti sempre più dai consumatori) ed etichettiamone le presenze anche in tracce rilevabili alle analisi di presenza/assenza, affinchè i consumatori possano scegliere se mangiarli o meno gli ogm... se proprio li vogliamo importare e mettere sul mercato (unica forma di coesistenza possibile), nonostante gli accertati rischi per la salute. Altrimenti a forza di soglie di tolleranza... diventeremo tutti intolleranti. Facciamo un esempio pratico. Matematicamente, la soglia di rilevazione analitica di presenza degli ogm corrisponde a qualsiasi valore sopra Zero! E non allo 0,1% (che corrisponderebbe a 1:1.000 semi) e a una parte su 1.000 negli alimenti in generale. Infatti, se il campione d'analisi è di 3.000 &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;(come per legge in Italia), per trovare positività alle analisi è sufficiente avere la presenza di 1 &lt;strong&gt;seme OGM &lt;/strong&gt;= 0,03% (analisi PCR qualitativa); se troviamo 2 &lt;strong&gt;semi OGM &lt;/strong&gt;su 3.000, abbiamo un valore di 0,06%; se ne troviamo 3 su 3.000, abbiamo il valore 0,1%. Se questo valore 0,1% venisse assunto come soglia di tolleranza, una contaminazione di 2 semi OGM su 3.000 verrebbe legalizzata e sarebbe sufficiente a contaminare tutta l'agricoltura Europea in breve tempo, vanificando lo stesso concetto di coesistenza, in quanto tutte le &lt;em&gt;coltivazioni conterrebbero ogm&lt;/em&gt;. Se il campione d'analisi fosse di 10.000 &lt;em&gt;semi&lt;/em&gt;, come qualcuno addirittura propone, la presenza di 1 &lt;em&gt;seme ogm &lt;/em&gt;darebbe un valore di 0,01%, sufficiente alla determinazione di presenza con le analisi qualitative PCR, per le quali basta che ci sia un solo dna ogm nel campione da analizzare. In questo caso, se inserissimo delle soglie di tolleranza allo 0,1% potremmo avere addirittura 9 semi GM su 10.000 legalizzati!! E negli alimenti è sufficiente la presenza di una sola &lt;em&gt;particella transgenica &lt;/em&gt;per verificarne la presenza, anche se in misura infinitesima... importante è che sia presente nel campione di analisi... e ciò dipenderà da come preleviamo i campioni e dal numero di campioni analizzati (più ne analizziamo e maggiore sarà la probabilità di rintracciare le eventuali &lt;em&gt;contaminazioni da ogm&lt;/em&gt;). E allora, cerchiamo di fare molta attenzione... gli ogm possono sfuggire alla politica ma non alla matematica, che per fortuna non è una opinione. A proposito di opinione, ricorderei che quella pubblica è all’80% contraria agli ogm. No, pertanto, alle soglie di tolleranza e Si alle etichettature di qualsiasi livello di presenza di &lt;strong&gt;ogm negli alimenti &lt;/strong&gt;e divieto assoluto di &lt;strong&gt;semine di ogm &lt;/strong&gt;e di contaminazione qualsiasi delle sementi. Ed alimenti Biologici rigorosamente liberi da ogm al 100%. La tolleranza Zero è l'unica che può garantire la coesistenza sul mercato tra "alimenti" ogm importati ed alimenti biologici e tradizionali Europei ed Italiani, 100% ogm free. Altrimenti tutto diventerà contaminato e nulla sarà più puro... ci saranno solo gli Ogm. E il cibo, forse, a causa dei diritti di brevetto… diventerà un lusso. Oggi siamo a un bivio: biologico o transgenico. I consumatori e i popoli hanno già scelto: l'unica via per il progresso è quella indicata dalla Tradizione.Commissione Europea o dittatura? Siamo ottimisti... l'Agroecologia trionferà e, con essa, l'intelligenza umana. E Ulisse potrà godersi in pace, come ognuno di noi, la sua Itaca, così come ce l'hanno lasciata i saggi padri, ben sapendo che la terra non è una loro eredità, ma un prestito dei figli.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114606086633851780?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114606086633851780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114606086633851780' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114606086633851780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114606086633851780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/04/le-sementi-ogm-rappresentano-un.html' title='Le sementi OGM rappresentano un cavallo di Troia?'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114502729118356262</id><published>2006-04-14T17:07:00.000+02:00</published><updated>2006-04-14T17:08:11.590+02:00</updated><title type='text'>Le sementi del turbamento</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Documento originale: &lt;a href="http://www.zmag.org/sustainers/content/2004-03/23monbiot.cfm"&gt;http://www.zmag.org/sustainers/content/2004-03/23monbiot.cfm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La domanda è semplicemente questa: si vuole che alcune multinazionali monopolizzino l'approvvigionamento mondiale di cibo? Se la risposta è si, si dovrebbe dare il benvenuto all'annuncio del governo, che la piantagione commerciale di una &lt;strong&gt;coltivazione geneticamente modificata &lt;/strong&gt;(GM) può andare avanti. Se la risposta è no, bisognerebbe pentirsene. Il principale sforzo promozionale dell'industria dell'ingegneria genetica è di distoglierci da questo interrogativo.&lt;br /&gt;La tecnologia della modificazione genetica rende possibile alle aziende di assicurare che qualunque cosa noi mangiamo è di loro proprietà. Loro possono brevettare le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e i processi che danno loro origine. Possono assicurarsi che le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;non riescano a maturate senza i loro prodotti chimici brevettati. Possono impedire alle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;di riprodursi. Comprando tutte le &lt;strong&gt;aziende produttrici di sementi &lt;/strong&gt;concorrenti e bloccandone la produzione, possono impadronirsi del mercato alimentare, il più grande e il più diversificato di tutti.&lt;br /&gt;Nessuno che sia sano di mente accetterebbe volentieri questo, così le multinazionali devono indurci a concentrarci su qualcos'altro. In un primo momento hanno parlato di accrescere la scelta del consumatore, ma quando lo zuccherino è fallito, sono passati al bastone. Adesso ci viene detto che se non appoggiamo l'ingresso delle &lt;em&gt;coltivazioni &lt;/em&gt;GM in Gran Bretagna, la nostra scienza di base crollerà. E così, rifiutando di mangiare &lt;em&gt;prodotti GM &lt;/em&gt;in Europa, stiamo minacciando il mondo in via di sviluppo con la fame. Entrambi gli argomenti sono, come vedremo, ricchi di immaginazione, ma nelle relazioni pubbliche la forza di persuasione conta per poco. E via così, la faccenda è che si gira attorno alla discussione tanto quanto basta a raggiungere il risultato necessario. E questo significa ingaggiare personaggi di primo piano per far sembrare l'affare a vostro vantaggio.&lt;br /&gt;Lo scorso ottobre, 114 scienziati, molti dei quali ricevono fondi dalle &lt;em&gt;industrie biotecnologiche&lt;/em&gt;, hanno inviato una lettera aperta al Primo Ministro sostenendo che la perdita di entusiasmo per le &lt;em&gt;coltivazioni GM in Gran Bretagna &lt;/em&gt;"impedirà la nostra capacità di contribuire alla conoscenza scientifica a livello internazionale". Gli scienziati specializzati in questo settore, sostengono, saranno obbligati a lasciare il paese per trovare lavoro altrove.&lt;br /&gt;Perdonatemi se avete sentito parlare di questo prima, ma sembra ci sia bisogno di ripetere. Le coltivazioni GM non sono scienza. Sono prodotti tecnologici della scienza. Sostenere, come Tony Blair e vari autorevoli scienziati hanno fatto, che quelli che si oppongono ai prodotti geneticamente modificati sono "contro la scienza" è come sostenere che coloro che si oppongono alla armi chimiche sono contro la chimica. Gli scienziati non sono sottoposti ad un obbligo maggiore a difendere il &lt;em&gt;cibo geneticamente modificato &lt;/em&gt;di quello che essi hanno di difendere la produzione delle bambole Barbie.&lt;br /&gt;Questo non per dire che i firmatari stessero sbagliando a sostenere che alcuni ricercatori, che sono specializzati nello sviluppo delle &lt;em&gt;coltivazioni manipolate&lt;/em&gt;, adesso stanno lasciando la Gran Bretagna per trovare lavoro altrove. Dal momento che la gente ha rifiutato i loro prodotti, le aziende di biotecnologia hanno cominciato a ritirarsi da questo paese, portandosi via anche i loro fondi. Ma se gli scienziati legano il loro sostentamento al mercato, possono aspettarsi che il loro sostentamento sia influenzato dagli obblighi del mercato. Le persone che hanno scritto a Blair sembrano pretendere entrambi i punti di vista: i fondi commerciali, isolati dalle decisioni commerciali.&lt;br /&gt;In realtà, il contributo delle &lt;strong&gt;aziende di biotecnologia &lt;/strong&gt;alla ricerca in Gran Bretagna è stato esiguo. Molto più denaro è arrivato dal governo. Il suo Consiglio per la Ricerca in Biotecnologie e Scienze Biologiche, per esempio, finanzia 26 progetti sulle coltivazioni GM e appena uno sull'&lt;strong&gt;agricoltura biologica&lt;/strong&gt;. Se gli scienziati vogliono una fonte di finanziamenti che sia difficilmente messa a repentaglio dall'interesse pubblico, dovrebbero fare pressioni affinché questo rapporto sia invertito.&lt;br /&gt;Ma la condizione degli uomini in camice bianco non è una storia molto lacrimevole. Una forma di ricatto emozionale molto più efficace è quella spiegata sul &lt;em&gt;Guardian&lt;/em&gt; la scorsa settimana da Lord Taverne, il fondatore dell'agenzia di pubbliche relazioni Prima. "Il più solido argomento a favore della sviluppo delle coltivazioni GM", ha scritto, "è il contributo che esse possono apportare a ridurre la povertà nel mondo, la fame e la malattia".&lt;br /&gt;C'è qualche dubbio che delle &lt;em&gt;coltivazioni GM &lt;/em&gt;abbiano una resa superiore a quella di coltivazioni convenzionali, o che possano essere modificate per contenere più nutrienti, sebbene entrambi questi sviluppi sono stati fortemente pubblicizzati. Due progetti sono stati citati dappertutto: una &lt;em&gt;patata dolce&lt;/em&gt; che è prodotta in Kenya per resistere ai virus, e il riso con un apporto superiore di vitamina A.&lt;br /&gt;Il primo progetto è appena fallito. Nonostante i 6 milioni di dollari di finanziamento dalla Monsanto, dalla Banca Mondiale e dal governo degli Stati Uniti, una continua ed ossessiva pubblicità sulla stampa, è andata a finire che ha prodotto nessun miglioramento nella resistenza ai virus e una riduzione nella resa. Proprio nei pressi del confine in Uganda, un &lt;strong&gt;programma di coltivazione convenzionale &lt;/strong&gt;di gran lunga più economico ha quasi raddoppiato la resa delle &lt;em&gt;patate dolci&lt;/em&gt;. L'altro (il riso), niente più che una idea, è andato a finire adesso che non è realizzabile nemmeno in teoria: le persone malnutrite sembrano non poter assorbire la vitamina A in questa forma. Ma niente di questo ferma Lord Taverne, o George Bush, o il &lt;em&gt;Consiglio di Bioetica Nuffield &lt;/em&gt;dal citarli come rimedi miracolosi per la fame mondiale.&lt;br /&gt;Ma alcuni esperimenti di questo tipo stanno avendo successo, migliorando sia la resa sia il &lt;em&gt;contenuto nutrizionale&lt;/em&gt;. Nonostante i migliori sforzi dei sostenitori dell'industria di confondere le due idee, tuttavia, questo non equivale a sfamare il mondo.&lt;br /&gt;Il mondo ha un'eccedenza di cibo, ma ancora le persone patiscono la fame. Hanno fame perchè non possono permettersi di comprarlo. Non possono permettersi di comprarlo perchè le fonti di ricchezza e i mezzi di produzione sono stati accaparrati e in qualche caso monopolizzati dai proprietari terrieri e dalle multinazionali. &lt;em&gt;Lo scopo dell'industria biotecnologica è di conquistare e monopolizzare le fonti di ricchezza e i mezzi di produzione&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Adesso in alcune località, i governi o ricercatori privati generosi stanno producendo &lt;strong&gt;coltivazioni GM che sono libere da brevetti &lt;/strong&gt;e non dipendenti dall'applicazione di &lt;em&gt;pesticidi proprietari&lt;/em&gt;, e queste potrebbero ben essere vantaggiose per i &lt;strong&gt;piccoli agricoltori &lt;/strong&gt;nei paesi in via di sviluppo. Ma Taverne e gli altri propagandisti stanno cercando di persuaderci ad approvare un modello industriale di sviluppo degli &lt;strong&gt;organismi GM &lt;/strong&gt;nel mondo ricco, nella speranza che questo in qualche modo favorisca il modello opposto di sviluppo nei paesi poveri.&lt;br /&gt;In realtà, è difficile da comprendere che, sulla terra, la produzione di coltivazioni per la popolazione locale nelle nazioni povere e la &lt;strong&gt;distribuzione delle sementi&lt;/strong&gt; siano collegate con le preferenze dei consumatori in Gran Bretagna. Come gli scienziati che hanno scritto a Blair, i ricattatori emozionali vogliono avere entrambe le cose: queste coltivazioni stanno nascendo per alimentare le popolazioni che soffrono la fame, ma queste persone non potranno cibarsene a meno che essi possano esportare questo cibo verso la Gran Bretagna.&lt;br /&gt;E qui ci scontriamo con la verità continuamente omessa riguardo le &lt;strong&gt;coltivazioni GM&lt;/strong&gt;. La grande maggioranza non vengono fatte crescere per alimentare la popolazione locale. Di fatto, non vengono fatte crescere assolutamente per alimentare persone, ma per fornire cibo al bestiame, le cui carni, latte e uova sono poi vendute ai consumatori dei paesi più ricchi del mondo. Il &lt;strong&gt;granturco &lt;/strong&gt;GM che è previsto che il governo approvi oggi non è un'eccezione. Se nei prossimi 30 anni ci sarà una crisi globale del cibo, sarà perchè il terreno coltivabile che dovrebbe produrre cibo per gli uomini sta invece producendo cibo per gli animali.&lt;br /&gt;Le &lt;strong&gt;aziende biotecnologiche &lt;/strong&gt;non sono interessate se la scienza sta godendo o no buona salute o se le persone stanno morendo di fame. Loro semplicemente vogliono fare soldi. Il miglior modo per fare soldi è controllare il mercato. Ma prima che si possa controllare il mercato, si deve innanzitutto convincere la gente che c'è qualcos'altro in gioco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114502729118356262?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114502729118356262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114502729118356262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114502729118356262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114502729118356262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/04/le-sementi-del-turbamento.html' title='Le sementi del turbamento'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114467895946573176</id><published>2006-04-10T16:22:00.000+02:00</published><updated>2006-04-10T16:22:39.816+02:00</updated><title type='text'>Sementi con presenza di Ogm: preoccupazione della Cia sul livello tecnico dei controlli</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Cia-&lt;em&gt;Confederazione italiana agricoltori&lt;/em&gt;, nell’attesa di sapere come il ministro delle Politiche agricole Giovanni Alemanno si orienterà rispetto alla fissazione o meno di una soglia di tolleranza per eventuali presenze accidentali di &lt;em&gt;Ogm &lt;/em&gt;nei &lt;strong&gt;sementi di soia e mais&lt;/strong&gt;, esprime preoccupazione per il sistema di controlli che dovranno rilevare tale contaminazione. Auspica, quindi, che le autorità competenti prescrivano per tutti i laboratori autorizzati le stesse tecniche di campionamento e di rilevazione e che queste siano le più rigorose possibili.&lt;br /&gt;La &lt;em&gt;Cia&lt;/em&gt; rileva, infatti, come, in particolare per le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, il metodo di campionamento è un fattore critico fondamentale per una corretta analisi delle impurità. La presenza di Ogm in minime tracce all’interno di un &lt;strong&gt;lotto di seme &lt;/strong&gt;necessita di vari campioni prelevati uniformemente nello stesso lotto, per incorrere il meno possibile in risultati erronei che potrebbero dare sia falsi positivi che falsi negativi. Ciò è stato dimostrato più volte in passato quando un primo risultato negativo di un’analisi, veniva smentito da uno successivo eseguito sullo stesso lotto.&lt;br /&gt;L’agricoltore - sottolinea la &lt;em&gt;Cia&lt;/em&gt; - ha bisogno di risultati certi che non lo penalizzino rispetto agli impegni che a sua volta dovrà assumere nei confronti delle industrie di trasformazione e, più in generale, del mercato.&lt;br /&gt;Secondo la &lt;em&gt;Cia&lt;/em&gt;, sarebbe, dunque, importante che già per queste &lt;strong&gt;semine &lt;/strong&gt;le autorità di controllo utilizzassero uniformemente il metodo di campionamento Ista, già ampiamente collaudato a livello internazionale ed applicato anche dall’Italia per alcune specifiche certificazioni. Nondimeno sarebbe opportuno nominare un’autorità centrale che abbia funzioni di coordinamento nei confronti dei diversi centri e livelli di controllo (Asl – Nas – Istituti di analisi). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114467895946573176?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114467895946573176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114467895946573176' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114467895946573176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114467895946573176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/04/sementi-con-presenza-di-ogm.html' title='Sementi con presenza di Ogm: preoccupazione della Cia sul livello tecnico dei controlli'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114415492054786765</id><published>2006-04-04T14:42:00.000+02:00</published><updated>2006-04-04T14:48:43.986+02:00</updated><title type='text'>I controlli Ue su sementi, tuberi e piantine</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un altro passo verso l'uniformità legislativa della Comunità. Dal 18 febbraio 2005, infatti, anche sotto il profilo dei controlli da effettuare su &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; e materiali di moltiplicazione l'Italia si allineerà alla normativa dell'Unione Europea, recependo la &lt;strong&gt;Direttiva 2003/61/CE&lt;/strong&gt;. Lo stabilisce il &lt;em&gt;Decreto legislativo n.331del 13 dicembre 2004&lt;/em&gt;, che dispone controlli a campione su: &lt;strong&gt;sementi di piante foraggere&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sementi di cereali&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;materiali di moltiplicazione vegetativa della vite&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;piantine di ortaggi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;materiali di moltiplicazione di ortaggi &lt;/strong&gt;(eccettuate le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;), &lt;strong&gt;materiali di moltiplicazione delle piante da frutto &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;piante da frutto &lt;/strong&gt;destinate alla produzione di frutti, materiali di moltiplicazione delle piante ornamentali, &lt;strong&gt;sementi di barbabietole&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sementi di ortaggi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;tuberi-seme di patate&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;sementi di piante oleaginose e da fibra&lt;/strong&gt;. Di tutti questi materiali presenti sul mercato verranno presi dei campioni tramite sondaggi. Tutte le prove e le analisi, decise a livello comunitario e svolte solo da autorità statali o persone giuridiche che agiranno sotto la diretta responsabilità dello Stato, dovranno essere di carattere comparativo e mirate a stabilire che i campioni controllati siano conformi ai parametri previsti, con lo scopo di armonizzare i metodi tecnici di certificazione. Inoltre potranno essere finanziate con fondi comunitari. Il Decreto legislativo contiene, infine, anche una clausola di cedevolezza che riguarda la competenza legislativa delle provincie autonome di Trento e di Bolzano. In pratica essa stabilisce che, finché esse non abbiano provveduto a recepire la Direttiva 2003/61/CE, si applicano le norme contenute nel Decreto legislativo stesso.&lt;/div&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114415492054786765?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114415492054786765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114415492054786765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114415492054786765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114415492054786765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/04/i-controlli-ue-su-sementi-tuberi-e.html' title='I controlli Ue su sementi, tuberi e piantine'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114259081010465421</id><published>2006-03-17T11:17:00.000+01:00</published><updated>2006-03-17T11:21:40.323+01:00</updated><title type='text'>Possibile un rilancio per la nostra fragolicoltura</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Gli investimenti nel 2005 continuano a calare (–6% rispetto all’anno precedente) e per la prima volta nel 2004 il saldo della bilancia &lt;strong&gt;import-export delle sementi &lt;/strong&gt;di fragola è risultato negativo. Dal confronto con i Paesi nostri concorrenti, però, emergono risultati abbastanza positivi, nonostante la difficoltà di reperire manodopera per la raccolta e gli elevati costi d’impianto. Questi possono essere bilanciati dalle elevate rese, grazie alla &lt;em&gt;specializzazione della tecnica colturale &lt;/em&gt;dei produttori italiani. Inoltre, i consumi sono in crescita e il mercato apprezza sempre più il prodotto nazionale rispetto a quello &lt;em&gt;importato&lt;/em&gt;. Lo sforzo deve ora essere concentrato per elevare ulteriormente lo &lt;strong&gt;standard qualitativo delle sementi&lt;/strong&gt;, puntando su &lt;em&gt;cultivazioni sempre più attraenti &lt;/em&gt;e gustose e su agrotecniche in grado di esaltarne le &lt;strong&gt;potenzialità delle sementi&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114259081010465421?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114259081010465421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114259081010465421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114259081010465421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114259081010465421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/03/possibile-un-rilancio-per-la-nostra.html' title='Possibile un rilancio per la nostra fragolicoltura'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114234366024753408</id><published>2006-03-14T14:31:00.000+01:00</published><updated>2006-03-14T14:41:00.626+01:00</updated><title type='text'>Vendita sementi da orto, da giardino, forestali ed officinali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La moltiplicazione&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’attività di moltiplicazione delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;da orto ha visto nel 2005 un’annata positiva. Dopo due annate, il 2003 ed il 2004, decisamente non favorevoli causa le avverse condizioni climatiche, nel 2005 le rese per ettaro in effetti sono state buone, in linea con le medie storiche, ridando fiducia al settore e consentendo sia alle aziende sementiere, che agli agricoltori-moltiplicatori, di ottenere redditi soddisfacenti. La superficie totale coltivata per produrre seme nel 2005 si è aggirata sui 10.150 Ha (indagine AIS), con una riduzione di circa il 10% rispetto alla precedente rilevazione (nel 2002 gli ettari risultarono infatti circa 11.100), dovuta essenzialmente alla perdita di competitività per la consistente rivalutazione dell'euro nei confronti del dollaro Usa (in tre anni, circa il 35%), nonché ad una minore disponibilità degli agricoltori verso tali produzioni, visti i modesti risultati ottenuti con alcune riproduzioni nel corso del 2003. Il mercato ‘spot’ – intendendo come tale le &lt;strong&gt;vendite di sementi &lt;/strong&gt;ortive prodotte dalle aziende moltiplicatrici in maniera autonoma, al di fuori di precisi contratti di moltiplicazione – è risultato in aumento, con maggiori quantitativi di &lt;strong&gt;seme &lt;/strong&gt;collocati sul mercato. Tale aumento non è stato però sostenuto esclusivamente da produzioni interne, ma si è avvalso anche di un sensibile aumento delle &lt;strong&gt;importazioni di sementi&lt;/strong&gt;, cui le &lt;strong&gt;aziende sementiere &lt;/strong&gt;italiane ricorrono sempre più spinte dalla necessità di presentare un’offerta più varia, di essere più competitive sul prezzo e di diversificare il rischio. In conclusione, si può affermare che i &lt;strong&gt;volumi di vendita &lt;/strong&gt;complessivi dei due suddetti segmenti - moltiplicazione su contratto e ‘spot’ - sono risultati leggermente in aumento, pur con variazioni differenti all'interno di ciascuno di essi. Inoltre, che nelle produzioni specializzate ad alto valore aggiunto, quali cavoli ibridi, cipolle e porri, il notevole know-how delle nostre aziende consente ancora all’&lt;strong&gt;industria sementiera italiana &lt;/strong&gt;di mantenere una posizione di leadership sul mercato, mentre sempre più forte si sta facendo la competizione estera nelle produzioni di massa. Con le recenti &lt;strong&gt;semine autunnali &lt;/strong&gt;anche il settore orticolo ha dovuto confrontarsi con la riforma di medio termine della Politica Agricola Comunitaria (PAC). Dopo un periodo di forte incertezza, che ha creato non pochi problemi alle aziende che cercavano di definire nuovi programmi colturali con gli agricoltori, il chiarimento ufficiale per cui sui terreni a premio unico è possibile realizzare &lt;strong&gt;colture sementiere orticole &lt;/strong&gt;ha sbloccato la situazione. La possibilità di potere cumulare il premio unico aziendale con la buona remunerazione delle &lt;strong&gt;colture orticole sementiere&lt;/strong&gt;, ha reso queste ultime particolarmente appetibili nelle aree più vocate e specializzate. Registriamo in questo momento un sensibile aumento nella disponibilità verso le colture portaseme. Non essendo tuttavia prevedibile un analogo aumento della domanda da parte del mercato, è possibile intravvedere possibili perturbazioni sui prezzi a partire dal raccolto 2006. Sempre in materia di moltiplicazione, nel corso del 2005 ha finalmente preso corpo il progetto promosso dalla Regione Emilia-Romagna – nell’ambito della realizzazione del &lt;strong&gt;piano sementiero interregionale &lt;/strong&gt;- per la mappatura del territorio e per la gestione informatica degli isolamenti delle colture allogame, disciplinati dalla legge regionale n. 2/98. Tutte le aziende coinvolte hanno dimostrato forte interesse e chiesto di partecipare: pensiamo che nella seconda parte del 2005 si possa finalmente passare alla sperimentazione in campo. L’introduzione dell'informatica in campagna, per facilitare la collocazione delle coltivazioni ed evitare eventuali vicinanze ed inquinamenti, dovrebbe agevolare il lavoro dei tecnici, a vantaggio della qualità delle produzioni sementiere. Infine nell’agosto 2004 è stato sottoscritto di fronte alla Regione Emilia-Romagna, con il Comitato delle associazioni produttori, un nuovo accordo di moltiplicazione per il &lt;strong&gt;settore orticolo&lt;/strong&gt;, che aggiorna quello risalente all’ormai lontano 1985. Analogamente, si è proceduto per quello bieticolo. L’accordo, che mira a valorizzare la qualità delle &lt;strong&gt;produzioni sementiere orticole &lt;/strong&gt;attraverso una maggiore e più qualificante collaborazione tra le figure interessate (&lt;strong&gt;aziende sementiere ed agricoltori-moltiplicatori&lt;/strong&gt;), ha già portato ad attivare un tavolo di lavoro comune.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il mercato delle sementi professionali &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il mercato dell’ortaggio fresco ha vissuto nel 2005 un anno difficilissimo, con ovvie conseguenze negative anche sui risultati economici delle &lt;strong&gt;aziende sementiere &lt;/strong&gt;del segmento professionale. Ad una partenza tutto sommato positiva, hanno infatti ben presto fatto seguito problemi di sovraproduzione favoriti dal buon andamento stagionale, in Italia così come nel resto d’Europa. Nel contempo, mentre la stagnazione economica che stiamo attraversando ha portato le famiglie italiane a diminuire i consumi di ortaggi, i mercati e la GDO in testa hanno potuto beneficiare di produzioni abbondanti e di qualità, delle più diverse provenienze (Spagna, Nord Europa, Nord Africa, Paesi dell’Est). La domanda contratta e l’offerta abbondante hanno determinato il più grave crollo dei prezzi degli ortaggi freschi all’origine che si sia mai registrato, messo drammaticamente in evidenza da prezzi al consumo superiori di 10-20 volte a quelli pagati al produttore. La mancanza di liquidità da parte di agricoltori e vivaisti ha portato alcuni di essi ad abbandonare l’attività (con buona pace dei &lt;strong&gt;crediti delle aziende sementiere&lt;/strong&gt;), oppure a cercare soluzioni alternative, nel tentativo di contenere i costi di produzione. Alle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; originali, di qualità, si è giunti a preferire quelle riprodotte, facendo balzare nel nostro Paese tale attività non autorizzata a punte mai viste. Si è persino fatto ricorso alla &lt;strong&gt;riproduzione vegetativa &lt;/strong&gt;non autorizzata degli ibridi maggiormente diffusi, con evidenti ripercussioni negative per l’intero settore. L’AIS si è impegnata per cercare di limitare gli effetti negativi di tali azioni, cercando di attivare collaborazioni con i vivaisti (COVI) e di sensibilizzare anche la GDO; la strada da percorrere è però ancora lunga ed impegnativa. Per quanto riguarda il mercato, i prodotti maggiormente penalizzati dalle quotazioni sono risultati gli ortaggi facilmente conservabili e trasportabili quali cipolle, zucche, carote, pomodori, peperoni, angurie e meloni. Il fenomeno delle riproduzioni non autorizzate ha avuto invece ripercussioni negative sulle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;di lattuga-indivia e di finocchio, al punto che alcune ditte estere costitutrici hanno sospeso l’introduzione e la diffusione in Italia delle loro novità, con ovvie conseguenze per la qualità e competitività delle produzioni orticole nazionali. Dal punto di vista normativo, il settore attende impaziente l’attuazione da parte del nostro Ministero della decisione 2004/842/CE del 1° dicembre scorso, in merito alla &lt;strong&gt;commercializzazione di sementi &lt;/strong&gt;di varietà in corso di iscrizione. Tale provvedimento, oltre a ridare interesse al Registro italiano e permettere di presentare con immediatezza le nuove varietà ai produttori, dovrebbe eliminare quelle sperequazioni createsi nel tempo tra i diversi paesi della Comunità.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Il segmento hobbistico&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il segmento hobbistico è stato indubbiamente condizionato dall’andamento stagionale non certo favorevole che ha visto inizialmente la siccità, e successivamente le pioggie persistenti, condizionare le vendite nei periodi cruciali dell’anno. Nel corso del 2005 non si sono verificate variazioni rilevanti per quanto riguarda i quantitativi di sementi vendute. Resta confermata la tendenza ad una lenta ma costante riduzione del segmento a favore della cessione diretta di piantine, sempre più preferite dall’utilizzatore finale. La riduzione generale dei consumi non ha certo risparmiato il segmento hobbistico e soltanto le aziende più attente e meglio strutturate sono state capaci di promuovere iniziative per difendere le proprie quote di mercato, operando soprattutto una decisa riduzione dei costi. In forte difficoltà invece le strutture aziendali di minori dimensioni, meno dinamiche e con un’offerta commerciale più limitata, contrastate da una &lt;strong&gt;concorrenza estera &lt;/strong&gt;molto agguerrita.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Alcuni aspetti di attualità del 2005&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ricordiamo che nell’ottobre 2005 è stata pubblicata sulla Gazzetta europea la domanda di registrazione della denominazione di origine protetta (DOP) per il basilico genovese, come prodotto fresco. Trascorsi sei mesi per eventuali osservazioni, la Comunità potrebbe approvare e registrare ufficialmente tale denominazione protetta, dopodichè non sarà più possibile utilizzare sull’intero territorio comunitario (in Italia tale possibilità di fatto è già negata dal provvedimento di protezione temporanea riconosciuta dal MIPAF nel 2001!) la denominazione ‘Genovese’ nella &lt;strong&gt;vendita delle sementi &lt;/strong&gt;di tale specie. Dato l’interesse per tale prodotto e la sua larga diffusione, è auspicabile che in ambito AIS si possa giungere ad individuare una denominazione alternativa per tale materiale ed evitare possibili confusioni sul mercato. Altro nuovo tema emerso nel corso del 2005 è la decisione comunitaria di limitare alle sementi certificate, escludendo quindi le standard, i benefici erogati per i programmi di miglioramento qualitativo delle &lt;strong&gt;produzioni orticole&lt;/strong&gt;, tramite l’&lt;strong&gt;acquisto di sementi di qualità&lt;/strong&gt;. Poiché non c’è e non è pensabile si possa facilmente programmare una &lt;strong&gt;produzione certificata di tali sementi&lt;/strong&gt;, il problema è stato sollevato in ambito ESA, così come nelle competenti sedi regionali e ministeriali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114234366024753408?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114234366024753408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114234366024753408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114234366024753408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114234366024753408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/03/vendita-sementi-da-orto-da-giardino.html' title='Vendita sementi da orto, da giardino, forestali ed officinali'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114182634016541213</id><published>2006-03-08T14:58:00.000+01:00</published><updated>2006-03-08T14:59:00.723+01:00</updated><title type='text'>Cereali: senza intese di filiera i sementi made in Italy non si salvano</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;È ancora prematuro stilare un bilancio in termini produttivi della campagna in corso, per poter verificare gli effetti del primo anno di applicazione della riforma della politica agricola comune; tuttavia sulla base dei dati relativi alle &lt;strong&gt;semine &lt;/strong&gt;e della comparazione con le domande di aiuto possiamo elaborare le prime ipotesi degli orientamenti colturali aziendali funzionali alle strategie commerciali. Durante la scorsa campagna nel &lt;strong&gt;comparto del grano duro&lt;/strong&gt;, dove la produzione è stata abbondante, si sono innescate le maggiori tensioni nella definizione dei prezzi, alimentate anche dalle massicce &lt;strong&gt;importazioni&lt;/strong&gt;, favorite dal gap euro/dollaro, che hanno comportato una rivisitazione delle &lt;strong&gt;strategie produttive aziendali&lt;/strong&gt;, avviando programmi di diversificazione produttiva più compatibili con le dinamiche mercantili e di qualità. In questo senso, le superfici sottratte al &lt;strong&gt;grano duro &lt;/strong&gt;(precedentemente ingessate dalla corresponsione dell’aiuto) rese disponibili per altre programmazioni colturali costituiscono oggi un &lt;strong&gt;valore aggiunto all’impresa agricola &lt;/strong&gt;e consentono maggiore flessibilità di mercato in termini di contrattazioni. Certo, una volta acquisite le effettive produzioni e verificati i relativi standard qualitativi, potremo avviare programmi di miglioramento delle tecniche agronomiche diversificate per coltura e area geografica. In ogni caso, anche in questa campagna sconteremo in parte le logiche fondate sulla precedente pac, che hanno progressivamente allontanato il confronto tra produzione e mercato, dove gli interlocutori acquirenti contavano comunque su un quantitativo di prodotto nazionale certo, al di là delle caratteristiche qualitative, da miscelare con altri prodotti di provenienza estera. Questo rapporto ha finito per falsare l’intero sistema mercantile, tant’è che nelle ultime campagne le quotazioni si sono avvicinate al prezzo d’intervento pubblico. Inoltre, nella determinazione delle quotazioni spesso non interviene una contrattazione che tenga conto della domanda-offerta, delle caratteristiche legate ai parametri qualitativi, dei servizi, della logistica, ma è frutto di consultazioni all’interno di commissioni camerali di commercio che esercitano una funzione ormai datata.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nuove logiche di filiera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò va ricondotto all’interno di logiche diverse dove nell’ambito della &lt;strong&gt;filiera &lt;/strong&gt;vengano riconosciuti ruolo e pari dignità a tutti i soggetti che concorrono a determinarne l’economia e la competitività su scala internazionale. In questo senso &lt;strong&gt;Coldiretti &lt;/strong&gt;ha già avviato rapporti con talune industrie acquirenti per tracciare insieme una sorta di disciplinare produttivo che dia orientamenti sul territorio in termini di tipologia delle sementi le cui varietà siano più rispondenti alle diversità territoriali. In questa fase abbiamo acquisito indicazioni e parametri dalle imprese molitorie circa la &lt;strong&gt;tipologia di semole e farine &lt;/strong&gt;a seconda della loro utilizzazione, per poter individuare i grani idonei a soddisfare le caratteristiche richieste da tale mercato, che fino a oggi ha trovato approvvigionamento, in maniera preponderante, nelle produzioni estere.&lt;br /&gt;A partire da questa campagna, attraverso l’analisi di alcuni campioni individuati a livello territoriale, forniti dalle imprese che hanno sposato l’iniziativa, vorremmo avviare una sorta di programmazione produttiva finalizzata, attraverso intese di &lt;strong&gt;filiera&lt;/strong&gt;, a stabilire specifiche varietà e &lt;strong&gt;tecniche agronomiche &lt;/strong&gt;compatibili, in un contesto che dia certezza in termini di collocazione e remunerazione del prodotto. La nuova pac ci consente di ipotizzare percorsi diversi rispetto al passato, finalizzati alla valorizzazione delle produzioni «made in Italy» e alla modernizzazione dell’&lt;strong&gt;impresa agricola &lt;/strong&gt;nel governo dei processi produttivi e di mercato. &lt;strong&gt;Coldiretti &lt;/strong&gt;ritiene che l’attuale &lt;strong&gt;patrimonio sementiero &lt;/strong&gt;costituisca una base di partenza per poter concretizzare una seria &lt;strong&gt;politica di filiera &lt;/strong&gt;a tutela dell’origine delle produzioni, della qualità ecc.; tuttavia, a nostro avviso, è indispensabile definire e attivare una &lt;strong&gt;politica sementiera nazionale &lt;/strong&gt;per razionalizzare le risorse e coordinare l’attività di ricerca, selezione e &lt;strong&gt;tracciabilità delle sementi &lt;/strong&gt;con l’obiettivo di ridurre la dipendenza dall’estero a garanzia della catena alimentare contro le produzioni ogm. Occorre tutelare altresì le produzioni biologiche, che rappresentano una crescita economica per quelle &lt;strong&gt;imprese agricole &lt;/strong&gt;che hanno investito e saputo coniugare prodotto e armonizzazione ambientale, rispondono agli interessi della collettività e operano compatibilmente con gli orientamenti comunitari in materia di &lt;strong&gt;agroambiente&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Un confronto costruttivo&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Per rilanciare prospettive concrete nel settore occorre avviare un confronto costruttivo tra produttori, &lt;strong&gt;sementieri &lt;/strong&gt;e industria acquirente, concertando politiche di filiera nazionali finalizzate alla qualità, che comunque dovrà trovare giusta remunerazione in un contesto di maggiore distinzione e valorizzazione da parte del mercato. In questo senso, dobbiamo creare un sistema di garanzia della &lt;strong&gt;qualità dal seme &lt;/strong&gt;al prodotto finale, credibile e in linea con quanto richiesto dal consumatore, che costituisce il volano finanziario determinante per l’&lt;strong&gt;economia dell’intera filiera&lt;/strong&gt;. Potremo ottenere un aiuto armonizzando seriamente tutte le misure che la nuova pac ci mette a disposizione, dalla condizionalità all’articolo 69, alla nuova programmazione regionale dei Psr. La finalizzazione delle nuove misure della pac e una maggiore trasparenza nella formazione dei prezzi saranno determinanti al fine di consolidare le aree di produzione, sviluppare le &lt;strong&gt;filiere &lt;/strong&gt;e valorizzare le produzioni «made in Italy».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114182634016541213?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114182634016541213/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114182634016541213' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114182634016541213'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114182634016541213'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/03/cereali-senza-intese-di-filiera-i.html' title='Cereali: senza intese di filiera i sementi made in Italy non si salvano'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114139469395261913</id><published>2006-03-03T15:04:00.000+01:00</published><updated>2006-03-03T15:16:27.503+01:00</updated><title type='text'>Agribosco: biologia e sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dalle valli dell’Eugubino l’esperienza di un consorzio di produttori capace di espandersi in mezza Italia con una ricetta accattivante, che unisce &lt;strong&gt;agricoltura biologica&lt;/strong&gt;, cura del territorio, certificazione dell’intera filiera e rapporto con i consumatori improntato alla massima chiarezza. L’esperienza di AGRIBOSCO si è tradotta in un ampio catalogo di prodotti disponibili nei negozi specializzati e ordinabili anche via internet, con una particolarità unica: la riscoperta e la valorizzazione delle antiche &lt;strong&gt;sementi italiane&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;C’era una volta il grano&lt;/strong&gt;. Poi, nel 1944, la Rockfeller Foundation iniziò a sperimentare in &lt;strong&gt;Messico&lt;/strong&gt; quella che nel giro di pochi anni il mondo avrebbe conosciuto come “&lt;strong&gt;Rivoluzione verde&lt;/strong&gt;”. Potrebbe iniziare così la storia del come l’uomo sia riuscito, nel giro di mezzo secolo, a moltiplicare la produttività dei raccolti a forza di iniezioni massicce di &lt;strong&gt;fertilizzanti &lt;/strong&gt;chimici, macchinari pesanti, pesticidi, erbicidi e ibridi, le nuove razze frutto di complicate riproduzioni incrociate per raggiungere in una singola varietà la combinazione di tutte le caratteristiche desiderate. I suoi più convinti fautori attribuiscono alla &lt;strong&gt;Rivoluzione Verde &lt;/strong&gt;il merito di aver salvato dalla fame intere nazioni. I critici, però, ricordano anche altri effetti collaterali: l’inquinamento, il degrado del suolo, lo strapotere delle &lt;strong&gt;multinazionali proprietarie delle sementi&lt;/strong&gt;, l’uso sempre più intenso di energia e la drastica scomparsa di quella biodiversità che per millenni aveva reso il grano di una regione diverso da quello delle altre. Eppure non tutto è stato cancellato, da una strage di cui quasi nessuno parla ma che fa invidia a quella delle specie animali in via d’estinzione. Storie locali ancora resistono tenacemente, a volte grazie all’intelligenza di agricoltori capaci di percorrere strade alternative a quella della grande “rivoluzione”. Qualche anno fa nelle valli dell’Eugubino, nel cuore dell’Umbria, alcuni agricoltori “controcorrente” si sono imbattuti in due popolazioni di Farro Triticum Dicoccum mai modificate né incrociate dall’uomo. È iniziata così la storia della &lt;a title="" href="http://www.greenplanet.net/ps_jump.php?id=13508&amp;url=http://www.agribosco.com/" target="_blank"&gt;AGRIBOSCO&lt;/a&gt; e del suo progetto “&lt;strong&gt;Sementi antiche&lt;/strong&gt;”, che ha permesso di individuare qualcosa come seicento diverse varietà che sono state poi attentamente studiate per scegliere quelle che meglio si sarebbero prestate a un &lt;strong&gt;progetto di semina &lt;/strong&gt;in campi sperimentali. Oggi, riportate e conservate in purezza, una ventina di quelle varietà rappresentano il tesoro più prezioso della AGRIBOSCO, il Consorzio agrobiologico che ha saputo trasformare i grani antichi da reperto archeologico in risorsa per il territorio e grande strumento di tutela della salute.“Non è un caso – spiega Marzio Presciutti Cinti, direttore generale della AGRIBOSCO, che proprio a partire dagli anni Cinquanta il mondo occidentale abbia conosciuto un aumento vertiginoso della celiachia e di molte altre intolleranze alimentari. Certamente questo è un indice del deterioramento dell’ambiente in cui viviamo, tuttavia sarebbe riduttivo non considerare anche ad altre cause. Sono in molti infatti a pensare che questi problemi alimentari sono anche il risultato diretto delle modifiche introdotte nel grano per aumentare la produttività delle coltivazioni e migliorare il &lt;strong&gt;rendimento delle materie prime &lt;/strong&gt;nei moderni processi di trasformazione. Portando un esempio concreto, basti pensare che nei grani duri moderni l’indice glutinico – che per dirla in modo semplice è un valore che permette di valutare la tenacità degli impasti di farina – assume sempre valori che partono 50 per arrivare anche a 120. Ebbene, nel Farro Triticum Dicoccum &lt;strong&gt;l’indice di glutine &lt;/strong&gt;difficilmente supera il valore di 12. Questa differenza ha aperto il fianco a numerosi studi in materia di nutrizione che stiamo conducendo in collaborazione con due importanti centri di ricerca di livello nazionale, i quali anche se non ancora conclusi già evidenziano che certe varietà di Farro Triticum Dicoccum posseggono delle interessantissime prospettive”. Forse potrebbe bastare questo a giustificare l’importanza di un progetto scientifico, ma significherebbe trascurare il suo primo risultato pratico: incentivare la sopravvivenza delle aziende agricole in territori marginali e difficili, come le valli dell’Eugubino Gualdese da cui il Consorzio Agribosco è partito per poi estendersi al resto dell’Umbria e pian piano a Lazio, Toscana, Marche, Lombardia e Piemonte. Oggi producono farro, orzo, legumi (fagioli, lenticchie, ceci, cicerchia), mieli, confetture, composte, condimenti mediterranei, con una ricca serie di proposte consultabili e ordinabili dal &lt;a title="" href="http://www.greenplanet.net/ps_jump.php?id=13508&amp;amp;url=http://www.agribosco.com/index.php?option=com_phpshop&amp;amp;Itemid=2" target="_blank"&gt;sito internet&lt;/a&gt; del Consorzio, che oggi aggrega una settantina di aziende partecipi di un unico progetto imperniato su poche ma chiare parole d’ordine: &lt;strong&gt;agricoltura biologica&lt;/strong&gt;, cura del territorio, certificazione dell’intera filiera e rapporto con i consumatori improntato alla massima chiarezza. Ben al di là di quel che la legge obbliga a fare. “Chi compra i nostri cereali e legumi secchi, le nostre farine, i legumi pronti in brodo vegetale, oppure i nostri ottimi piatti pronti a base di farro, non trova codici astrusi in etichetta ma una carta d’identità semplice e diretta. C’è scritto chi ha coltivato il prodotto, dove è stato coltivato e anche per quale quantità. Il tutto garantito dal marchio del nostro Consorzio e nel rispetto dello standard UNI 10939/01 sulla rintracciabilità totale della &lt;strong&gt;filiera agroalimentare&lt;/strong&gt;”. Ma come è possibile garantire senza margini di errore che un vaso di legumi pronti venga proprio da quel singolo produttore e non da uno qualsiasi dei vostri consorziati?“ È molto semplice. Ogni singolo carico che arriva dalle nostre aziende viene immagazzinato e quindi lavorato separatamente dagli altri, seguendo un processo di tracciabilità della filiera agroalimentare certificato secondo la norma UNI 10939/01. Consideri che ogni prodotto in ingresso è stoccato in big bags da 10 ql ognuno, così da poter separare puntualmente ogni partita. Questo naturalmente significa che il rapporto con le aziende nasce ben prima del raccolto. “Sì, anzi una delle idee forti che ci hanno guidato in questi anni è stata quella di vincolare le &lt;strong&gt;aziende agricole &lt;/strong&gt;con un contratto in esclusiva che le impegna a utilizzare solo le sementi certificate dalla Agribosco e a rispettare i vincoli di un dettagliato disciplianare di produzione, offrendo loro in cambio la sicurezza di lavorare con un contratto di coltivazione che garantisce la giusta remunerazione delle loro fatiche. È una scommessa coraggiosa, ma che ci ha consentito di creare una base di produttori che condividono i nostri principi e i nostri progetti, garantendo parallelamente la presenza e il lavoro dell’uomo in ambienti che rischiavano di essere abbandonati”.Perché i prodotti a marchio AGRIBOSCO non si incontrano nella grande distribuzione?“ È una scelta voluta e dettata dal desiderio di eliminare tutti quei passaggi intermedi che finiscono per pesare sul prezzo finale del prodotto da agricoltura biologica rendendolo inavvicinabile per molti consumatori. Grazie al nostro progetto abbiamo creato un esempio virtuoso di filiera corta che garantisce ogni passaggio, dalla &lt;strong&gt;semina alla trasformazione fino alla distribuzione&lt;/strong&gt;, permettendo di avere prodotti di alta qualità a prezzi spesso inferiori a quelli a cui siamo abituati. AGRIBOSCO distribuisce direttamente in tutta Italia grazie a una cinquantina di punti vendita specializzati nel biologico. Per chi poi non dovesse trovarli nel proprio negozio di fiducia, i prodotti Agribosco sono facilmente raggiungibile anche via internet grazie al nostro sportello di e-commerce”.Un obiettivo per il 2006?“Il progetto “&lt;strong&gt;Sementi antiche&lt;/strong&gt;” prosegue, anche con l’obiettivo di individuare le varietà che meglio si confanno alla localizzazione di ogni nostra singola azienda. Ma non meno importante per noi è far comprendere che il biologico deve vivere di un rapporto di fiducia tra produttori e consumatori che quasi sempre vale più della certificazione agli occhi del pubblico. Ecco perché guardiamo oggi con particolare attenzione al mondo dei Gruppi d’acquisto, che condividono la nostra attenzione alla tutela della natura e possono rappresentare uno strumento fondamentale per garantire la sopravvivenza delle aziende. Con un invito a tutti: le nostre porte sono sempre aperte, basta prendere la strada per Gubbio e venire a toccare con mano la bellezza di questo progetto”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114139469395261913?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114139469395261913/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114139469395261913' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114139469395261913'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114139469395261913'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/03/agribosco-biologia-e-sementi.html' title='Agribosco: biologia e sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114113716939276210</id><published>2006-02-28T15:27:00.000+01:00</published><updated>2006-02-28T15:32:49.663+01:00</updated><title type='text'>Compravendita di sementi online: OrganicXseedS</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;banca dati &lt;/strong&gt;sempre aggiornata sulle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e sui materiale di propagazione biologici in Europa.&lt;br /&gt;Gli agricoltori biologici devono impiegare per le loro &lt;strong&gt;produzioni sementi &lt;/strong&gt;e piantine biologiche. Oggi le direttive comunitarie prescrivono l'impiego di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;materiale di propagazione biologici &lt;/strong&gt;solo se disponibili sul mercato, ma a partire dal 2004 devono utilizzare esclusivamente &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e materiale di propagazione biologici.&lt;br /&gt;Per venire incontro alle esigenze dei produttori è stata costituita una banca dati &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.organicxseeds.com/it/index.htm"&gt;organicXseeds&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;per la &lt;strong&gt;ricerca di sementi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;materiale di propagazione biologici&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;L'obiettivo di questa banca dati è di offrire agli acquirenti una informazione sempre aggiornata sulla loro disponibilità: ogni agricoltore, ogni consulente e ogni ispettore potrà sapere in modo rapido chi &lt;strong&gt;vende sementi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;materiale di propagazione biologici &lt;/strong&gt;non transgenici in Europa. &lt;strong&gt;&lt;a href="http://www.organicxseeds.com/it/index.htm"&gt;OrganicXseeds&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;permetterà, inoltre, alle ditte fornitrici di informare la clientela sull'attuale disponibilità dei loro prodotti.&lt;br /&gt;Attualmente sono presenti in lista più di 1.000 prodotti e più di 20 &lt;strong&gt;fornitori di semi &lt;/strong&gt;provenienti da &lt;strong&gt;7 paesi europei&lt;/strong&gt;. La gamma di prodotti include tra l’altro, cereali, verdure, frutta, spezie e foraggi. Sono incluse anche alcune piante ornamentali.L’organizzazione responsabile per il database è il FIBL (Istituto di Ricerca per l’Agricoltura Biologica) in Svizzera in cooperazione con la SA (Soil Association) e il NIAB (Istituto Nazionale della Botanica Agricola) in Inghilterra, AIAB (Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica) in Italia, l’LBI (Luis Bolk Institut) e the Stichting Zaadgoed in Olanda e il gruppo di lavoro ALOG (Arbeitsgemeinschaft Lebensmittel ohne Gentechnik) in Germania. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114113716939276210?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114113716939276210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114113716939276210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114113716939276210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114113716939276210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/compravendita-di-sementi-online.html' title='Compravendita di sementi online: OrganicXseedS'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114113596509073660</id><published>2006-02-28T15:03:00.000+01:00</published><updated>2006-02-28T15:12:45.556+01:00</updated><title type='text'>Brasile: quando i "MONSANTOS" riscuotono, il contrabbando paga le royalties!</title><content type='html'>Intervista tratta da: &lt;a href="http://www.altragricoltura.org/ogm/ogm-monsanto.htm"&gt;http://www.altragricoltura.org/ogm/ogm-monsanto.htm&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La multinazionale Monsanto ha introdotto &lt;strong&gt;sementi di soia &lt;/strong&gt;transgenica di contrabbando in tutto il Brasile, con la complicità delle autorità governative. Ora che il raccolto riempie i silos, Monsanto chiede le royalties. Più o meno come se i ladri riscuotessero IVA al vendere ciò che hanno rubato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quali sono le ragioni dell'attuale conflitto tra alcuni produttori di soia del Sud del Brasile e la multinazionale Monsanto?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo è qualcosa che già avevamo previsto: alcune cooperative di agricoltori hanno percepito che Monsanto e nessun'altra impresa possiede meccanismi per riscuotere direttamente le sue royalties. Per questo alla Monsanto occorrono le strutture già esistenti tali come cooperative, associazioni, sindacati, e gruppi di agricoltori per poter riscuotere. Monsanto vuole ricevere 0,20 dollari per ogni &lt;strong&gt;sacco di soia &lt;/strong&gt;che arriva nei centri di raccolta, così si scala questa percentuale da ciò che riceverà il produttore. Vuol dire che sono le organizzazioni dei produttori che faranno questo bel servizio alla Monsanto. In realtà questo meccanismo è molto diabolico, perché non si sa in modo certo quale &lt;strong&gt;percentuale della soia &lt;/strong&gt;che si produce sia transgenica, e neppure che percentuale del contenuto di ogni sacco lo sia. Se un 80% è &lt;strong&gt;transgenico&lt;/strong&gt;, l'esattore starà chiedendo un 20% in più. Le cooperative e associazioni non hanno i mezzi per sapere quanto sia transgenico e quanto no, quale sacco contenga &lt;strong&gt;soia transgenica &lt;/strong&gt;e quale no. Se poi si volesse fare il lavoro in forma onesta, come dovrebbe essere, le associazioni sarrebbero obbligate ad acquistare i kits che vende la stessa Monsanto per fare le analisi e sapere quale è transgenico e quale no. Ma questo è un costo in più, un equipaggiamento che vende la stessa Monsanto che garantisce in questo modo la sua partecipazione nel sistema di &lt;strong&gt;commercializzazione della soia&lt;/strong&gt;. Senza questo kit per l'identificazione non vi sono garanzie. L'interesse della Monsanto non è il riscuotere più o meno royalties, quello che vuole è partecipare, essere dentro per andare avanti ed arrivare ad un controllo totale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quale è stato il fatto che ha scatenato questa polemica?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' successo che una cooperativa al Nordovest di Rio Grande del Sur ha ottenuto un ordine giudiziale che la esenta dal pagare le royalties. Monsanto è attualmente l'unico produttore di questa &lt;strong&gt;semente &lt;/strong&gt;ed ha assicurato il suo affare, il suo &lt;strong&gt;commercio&lt;/strong&gt;; ma se osserviamo che monopolizza anche la vendita dell'erbicida, può sommare la vendita del chimico alla &lt;strong&gt;vendita della semente &lt;/strong&gt;e in più la certificazione finale, vedremo che in realtà ha un gruppo di servizi connessi con la produzione della soia. Allora alcuni agricoltori incominciano a rendersi conto che il loro reddito dipende dal clima, però la parte della Monsanto è ogni volta più sicura perché non partecipa alla produzione ma alla commercializzazione ed ai servizi aggregati. Adesso riscuotono royalties per la tecnologia, e poi sarà per un'altra e poi un'altra ancora, legate a catena, fino ad arrivare al meccanismo dei grandi supermercati, dove, per poter mettere i loro prodotti, i fornitori dovranno pagare un "pedaggio" sotto forma di registro che a volte raggiunge la cifra di varie decine di migliaia di dollari. Questo sta creando adesso molte polemiche. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Con quali argomenti la giustizia afferma che gli agricoltori non debbono pagare?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Non è mai stato permesso che Monsanto vendesse la sua tecnologia agli agricoltori di Rio Grande del Sud, pertanto non può pretendere di riscuotere su quello che non poteva commercializzare. Inoltre queste &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;sono state contrabbandate da Argentina ed ancor oggi è illegale. In più la legge 11.092 approvata dal Presidente Lula poco tempo fa stabilisce che per riscuotere le royalties, le imprese devono presentare una ricevuta fiscale della &lt;strong&gt;vendita delle sementi&lt;/strong&gt;, e siccome la &lt;strong&gt;vendita &lt;/strong&gt;non era stata autorizzata fino ad ora, con maggior ragione non si possono pretendere dei regali. Monsanto non ha mai riconosciuto di aver fatto &lt;strong&gt;contrabbando di sementi&lt;/strong&gt;, ma tutti sanno che così è stato. Quando Monsanto mandò a prendere illegalmente &lt;strong&gt;sementi in Argentina&lt;/strong&gt;, non riconobbe lo Stato nazionale perché riconosce solo la sua tecnologia, il suo prodotto e l'esistenza di un mercato. Il nuovo ordine commerciale mondiale implica che nessuno stato può regolare la libertà commerciale delle transnazionali. Il potere della lobby è talmente chiaro che l'ambasciatore degli USA in Brasile si sentì libero di consigliare pubblicamente al Parlamento di non includere quell'articolo nella legge perché potrebbe pregiudicare la Monsanto. Se si danneggia la Monsanto si danneggiano gli Stati Uniti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Quanto denaro rappresenterebbero queste royalties?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci sono più o meno 70 milioni di &lt;strong&gt;tonnellate di soia&lt;/strong&gt;, ogni sacco contiene 60 chili, ciò da' approssimativamente circa 230 milioni di dollari. Ciò che sta succedendo assomiglia abbastanza a ciò di cui abbiamo parlato tre o quattro anni fa. Esattamente, ed è l'inizio del processo. Entro tre anni saremo come l'Argentina: non esisterà in Brasile neppure un &lt;strong&gt;granello di soia &lt;/strong&gt;non &lt;strong&gt;transgenica&lt;/strong&gt;. Stiamo andando inesorabilmente sulla stessa strada. Se qualcuno trova oggi un solo &lt;strong&gt;sacco di soia &lt;/strong&gt;non transgenica in Argentina, bisogna dichiarare che è un miracolo divino, neppure l' &lt;strong&gt;Istituto Nazionale di Tecnologia Agraria&lt;/strong&gt;, nessuno ne ha un solo granello. La pressione delle multinazionali è così, ha il dominio totale nell'inesistenza di alternative indipendenti. E' stata la lotta che abbiamo dato qui, e il grande tradimento del governo dello stato di Rio Grande del Sud è stato dire che affrontava il nemico quando in realtà lo ha sempre avuto come alleato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La penetrazione di Monsanto in Brasile allora è completa?&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Possiamo dire che oggi il Brasile non ha spazio per tenere &lt;strong&gt;soia che non sia transgenica&lt;/strong&gt;, questa è la grande sconfitta. Caso mai fosse poco, il governo cinese è venuto in Brasile esigendo dalle autorità locali la garanzia documentata che la &lt;strong&gt;soia brasiliana &lt;/strong&gt;non danneggia la salute. Chi ha fatto il contrabbando sono state Monsanto e Cargill, il governo non le ha punite e adesso il governo firma un compromesso di quel tipo. Se un domani la soia danneggerà i cinesi, chi li dovrà indennizzare non sarà la Monsanto ma il popolo brasiliano perché questo governo si è assunta la responsabilità del prodotto delle &lt;strong&gt;sementi contrabbandate&lt;/strong&gt;. La cosa è talmente incredibile che uno non riesce a capire che cosa passa per la testa di questi signori in quei momenti in cui firmano. La società dovrebbe stare discutendo di tutto questo, ma non lo fa. E' come se fossimo in Palestina e i Monsanto volessero crocifiggere Cristo, gli statunitensi dell' impero di Bush se ne lavarono le mani e noi stiamo qua a discutere se usare chiodi da 10 o da 20. E noi che cerchiamo di creare una coscienza riguardo a queste cose siamo qualificati come ' ideologici ', ' comunisti retrogradi ', ' socialisti...',  pazzi, e non c'è un solo studio sugli impatti di questa situazione. Le cose sono così folli che, per esempio, Monsanto è stata da poco multata dal governo di Indonesia per aver corrotto un ministro dell'agricoltura. Invece di tirarsi indietro Monsanto fece stabilire al Congresso degli Stati Uniti che i Parlamentari dovevano aiutarlo per non pagare la multa perché sarebbe stato sconveniente per tutto il Paese. Queste discussioni dovrebbero succedere a Davos, perché stiamo parlando di pirateria, di corruzione, di subordinazione, di contrabbando. E' questo uno sporco gioco, ma l'etica attuale lo permette. La lotta ai transgenici viene perciò indebolita. Infatti è molto indebolita perché i mezzi di comunicazione stanno dalla parte di chi paga la propaganda, le autorità sono subordinate al capitale, i fiumi sono privatizzati per trasportare soia, così come i porti. Non c'è interesse per affrontare questa biotecnologia industriale. Non sono pessimista perché credo che la polemica sbocciata ora porterà a molti ragionamenti e riflessioni come queste: Cargill, Monsanto e Carrefour hanno interesse che esista soia organica di qualità, e che esista soia transgenica in grande quantità. Il paese che abbia le condizioni per produrre &lt;strong&gt;soia organica &lt;/strong&gt;guadagnerà molti soldi, ma sarà sempre sotto il dominio delle imprese menzionate. E' da lamentare il fatto che dovuto alla struttura del possesso della terra in Rio Grande del Sud e di Santa Catarina, non abbiamo la scala del Matto Grosso del Sud, dove si mettono a lavorare in linea 40 raccoglitrici in una proprietà di 1.200.000 ettari piantate a &lt;strong&gt;soia transgenica&lt;/strong&gt;. Noi dovremmo &lt;strong&gt;seminare solo soia organica&lt;/strong&gt;, perché i terreni sono molto più piccoli. Ma questo è stato impedito e adesso abbiamo questa catastrofe. Rimarremo fuori dal mercato. La OMC ci dice che non comprendiamo bene il mondo attuale, ma noi già sappiamo, sono 500 anni che lo sappiamo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Sebastião Pinheiro, ambientalista, ingegnere agronomo e professore della Università del Rio Grande do Sul (UFRGS)&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114113596509073660?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114113596509073660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114113596509073660' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114113596509073660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114113596509073660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/brasile-quando-i-monsantos-riscuotono.html' title='Brasile: quando i &quot;MONSANTOS&quot; riscuotono, il contrabbando paga le royalties!'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114051218648282710</id><published>2006-02-21T09:52:00.000+01:00</published><updated>2006-02-21T09:56:26.853+01:00</updated><title type='text'>Vendita delle sementi: bilancio in rosso ad un anno dalla nuova PAC</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una perdita netta per l’&lt;strong&gt;agricoltura italiana &lt;/strong&gt;di oltre 700mila ettari di superficie coltivata, una contrazione complessiva del 25% nella &lt;strong&gt;moltiplicazione di sementi&lt;/strong&gt;: questo il bilancio fortemente negativo che stila l’AIS - &lt;strong&gt;Associazione Italiana Sementi&lt;/strong&gt;, al termine del primo anno di applicazione della nuova riforma PAC.&lt;br /&gt;“Dopo anni di sostanziale stabilità, nel 2005 il &lt;strong&gt;settore sementiero &lt;/strong&gt;ha registrato una pesante contrazione nella &lt;strong&gt;vendita di sementi certificate&lt;/strong&gt;” – denuncia Bruna Saviotti, Presidente AIS. “Al calo di oltre 600mila ettari di &lt;strong&gt;frumento duro &lt;/strong&gt;e di circa 150mila ettari di &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt;, si sono purtroppo contrapposti solo lievi aumenti di poche decina di migliaia di ettari per il &lt;strong&gt;frumento tenero e l’orzo&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;girasole&lt;/strong&gt;, il &lt;strong&gt;favino &lt;/strong&gt;ed il &lt;strong&gt;pisello&lt;/strong&gt;, qualche &lt;strong&gt;coltura foraggera &lt;/strong&gt;minore”.&lt;br /&gt;La contrazione negli investimenti secondo l’AIS continuerà anche con il prossimo raccolto. “E’ ancora prematuro fare un bilancio delle &lt;strong&gt;semine autunnali&lt;/strong&gt;, tuttavia la nostra stima è che il grano duro abbia perso un altro 20-30% di superficie, avvicinandosi al milione di ettari. Alle scarse motivazioni degli &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;verso la coltura – sottolinea l’AIS – in molte regioni si sono aggiunte in queste ultime settimane abbondanti piogge che hanno impedito di preparare ed entrare nei &lt;strong&gt;campi per le semine&lt;/strong&gt;”.&lt;br /&gt;“Per quanto concerne invece l’attività di moltiplicazione delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, in funzione della successiva campagna – evidenzia Saviotti – è clamoroso il calo prossimo al 50% registrato per le superfici portaseme di &lt;strong&gt;grano duro&lt;/strong&gt;, scese da 170mila nel 2004 a 90mila ettari nel 2005”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114051218648282710?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114051218648282710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114051218648282710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114051218648282710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114051218648282710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/vendita-delle-sementi-bilancio-in.html' title='Vendita delle sementi: bilancio in rosso ad un anno dalla nuova PAC'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-114045457290941530</id><published>2006-02-20T17:53:00.000+01:00</published><updated>2006-02-20T17:56:13.246+01:00</updated><title type='text'>Sementi Ogm: la vendita in Lombardia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;E’ da marzo che la Regione Lombardia e la Provincia di Pavia sono al corrente della presenza di &lt;strong&gt;campi di mais &lt;/strong&gt;contaminato da ogm.&lt;br /&gt;(Comunicato n. 5669-n) E’ da marzo che la Regione Lombardia e la Provincia di Pavia sono al corrente della presenza di &lt;strong&gt;campi di mais &lt;/strong&gt;contaminato da ogm. La scoperta è stata effettuata dal nucleo frodi del &lt;strong&gt;ministero delle politiche agricole&lt;/strong&gt;. Da allora non si è mosso alcunché, mentre in Piemonte, dove la scoperta è stata fatta nelle scorse settimane, è iniziata la distruzione, grazie alla decisione della Regione. La situazione nel pavese è preoccupante, perché in questo periodo il &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;fiorisce ed emette polline. Le particelle fecondano altre piante nel raggio di un chilometro e mezzo, e possono arrivare fino a quattro. Sono centinaia, quindi, gli ettari a rischio, e decine le aziende agricole il cui raccolto potrebbe risultare con modificazione genetiche. Le aziende agricole, inoltre, devono essere indennizzate per il danno subito dalle multinazionali, che hanno messo in &lt;strong&gt;vendita sementi non ogm &lt;/strong&gt;free, come invece dichiarato sulle confezioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-114045457290941530?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/114045457290941530/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=114045457290941530' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114045457290941530'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/114045457290941530'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/sementi-ogm-la-vendita-in-lombardia.html' title='Sementi Ogm: la vendita in Lombardia'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113990828694824102</id><published>2006-02-14T10:03:00.000+01:00</published><updated>2006-02-14T10:11:27.786+01:00</updated><title type='text'>Semi di colza e biodiesel</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/oliodicolza.htm"&gt;http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/oliodicolza.htm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'olio di colza è l'emblema della possibilità di usare &lt;strong&gt;oli vegetali&lt;/strong&gt; come &lt;strong&gt;carburanti &lt;/strong&gt;per auto. La notizia non è nuova, ma periodicamente si riaccendono le speranze e scattano assalti ai supermercati per fare incetta di &lt;strong&gt;olio di semi &lt;/strong&gt;per la propria vettura.&lt;br /&gt;Il vero &lt;strong&gt;biodiesel &lt;/strong&gt;– Viene prodotto principalmente con &lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;e di &lt;strong&gt;girasole &lt;/strong&gt;e, come dice il nome, è sicuro e &lt;strong&gt;biodegradabile&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le caratteristiche principali:&lt;br /&gt;- non contiene zolfo (responsabile delle piogge acide)&lt;br /&gt;- rilascia poca anidride carbonica durante la combustione&lt;br /&gt;- è compatibile con il funzionamento e le prestazioni dei motori&lt;br /&gt;- è meno fumoso del gasolio tradizionale&lt;br /&gt;- consente una maggiore efficienza delle marmitte catalitiche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;vegetali &lt;/strong&gt;vengono trasformati in biodiesel con una modalità di produzione che arriva a una miscela finale di esteri metilici degli acidi grassi (processo di transesterificazione); per produrre un kg di biodiesel occorrono circa &lt;strong&gt;2,5 kg di semi &lt;/strong&gt;e un kg di olio. Il rapporto fra le quantità di carburante e di &lt;strong&gt;olio di semi &lt;/strong&gt;è quindi molto vicino all'unità; il processo però costa ed è il rovescio della medaglia dei punti positivi precedentemente espressi: infatti il biodiesel costa il doppio del gasolio. Grazie ad agevolazioni fiscali (limitate però a quantità predeterminate, 300.000 t/anno, finanziaria 2001) che esonerano dall'accisa, il costo può scendere sotto quello del gasolio.&lt;br /&gt;La trovata – Molti automobilisti hanno scoperto che è possibile far funzionare le auto diesel con &lt;strong&gt;semplice olio di colza &lt;/strong&gt;o, al limite, &lt;strong&gt;olio di semi vari&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Cosa c'è dietro questa scoperta?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Applicando il banale principio del &lt;a href="http://www.albanesi.it/Mase.htm"&gt;Ma se…&lt;/a&gt; è abbastanza normale ritenerla molto dubbia: ma se basta l'&lt;strong&gt;olio di colza&lt;/strong&gt;, le aziende che producono &lt;strong&gt;Biodiesel &lt;/strong&gt;che chimici hanno? Un mare di complicazioni quando si poteva usare il prodotto iniziale? Evidentemente devono esserci delle difficoltà. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a name="riflessioni"&gt;Vediamole&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Si consiglia di mischiare &lt;strong&gt;olio di semi e gasolio&lt;/strong&gt;. Le percentuali variano da un 30-35% d'inverno a un massimo del 60-70% d'estate. Quindi il risparmio è più modesto di quello che si avrebbe con una sostituzione totale. Non va oltre i 20 centesimi per litro. Con una percorrenza media il risparmio arriva a 200 euro all'anno, ma occorre approvvigionarsi di quantità non indifferenti di &lt;strong&gt;olio di semi&lt;/strong&gt;. In altri termini, per risparmiare (forse) 200 euro all'anno spendo un po' del mio tempo a caricarmi lattine di &lt;strong&gt;olio di semi in macchina&lt;/strong&gt;: se usassi quel tempo per lavorare (anche semplicemente tagliando il giardino ai miei vicini di casa) probabilmente guadagnerei la stessa cifra. Morale: &lt;strong&gt;la vicenda dell'olio di colza &lt;/strong&gt;è un esempio di falsa furbizia.&lt;br /&gt;Non tutti i motori accettano bene l'&lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;(di &lt;strong&gt;semi&lt;/strong&gt;); in diversi casi si hanno danni alla pompa o agli iniettori; tali danni sono documentati nei vari forum sull'argomento da utenti che hanno provato l'innovazione, ma sono dovuti tornare al gasolio.&lt;br /&gt;L'utilizzo di &lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;fa decadere la garanzia, quindi è abbastanza logico pensare che la casa automobilistica possa comunque far pagare al cliente anche danni non provocati dall'&lt;strong&gt;olio di colza&lt;/strong&gt;. Nell'immagine lo sportello del serbatoio della nuova Skoda "Octavia": il fatto che il gruppo Volkswagen è sempre stato fra i sostenitori del biodiesel dovrebbe far meditare…&lt;br /&gt;L'uso di &lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;come &lt;strong&gt;carburante &lt;/strong&gt;è illegale perché chi lo fa froda il fisco. Secondo il Testo Unico in materia di accise (1995), qualsiasi prodotto usato come carburante o come additivo deve essere soggetto a tassazione. Su questo punto c'è molta confusione perché molti pensano di essere in regola confondendo l'IVA con l'accisa.&lt;br /&gt;Come si vede il trucco dell'&lt;strong&gt;olio di semi &lt;/strong&gt;è una di quelle scorciatoie che piacciono tanto a chi vuole essere furbo senza fare fatica. La cosa più incredibile è che la sostituzione del gasolio con normale &lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;è perorata spesso da personaggi vicini all'ecologismo più puro.&lt;br /&gt;Infatti, il punto di fumo di &lt;strong&gt;oli di semi &lt;/strong&gt;di scarsa qualità è molto basso, tant'è che sono sconsigliati per la frittura. Ciò significa che a temperature tutto sommato modeste rilasciano sostanze tossiche. Il principio di lavorazione che partendo dall'&lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;o di girasole arriva al vero biodiesel serve anche per evitare che ciò accada. Quindi chi usa olio di semi per il proprio motore è sicuramente un inquinatore.&lt;br /&gt;Il futuro – L'impiego e l'espansione del biodiesel (quello vero) è previsto dall'Unione europea che nella direttiva 30/2003 fissa per il 2010 in Italia un consumo di 800.000 tonnellate annue in modo da coprire una quota di circa il 5% del totale dei carburanti. Sicuramente è poco, ma la direzione giusta è la pressione per accelerare e far aumentare questa quota.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113990828694824102?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113990828694824102/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113990828694824102' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113990828694824102'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113990828694824102'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/semi-di-colza-e-biodiesel.html' title='Semi di colza e biodiesel'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113949428629462958</id><published>2006-02-09T14:27:00.000+01:00</published><updated>2006-02-09T15:14:21.633+01:00</updated><title type='text'>Divario delle vendite di sementi fra le sette maggiori multinazionali del settore agrochimico e biotecnologico</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il divario delle &lt;strong&gt;vendite di sementi&lt;/strong&gt; tra le sette maggiori multinazionali del settore agrochimico e biotecnologico si è ristretto nell'anno 2005. La Syngenta ha continuato a mantenere i guadagni più alti: 5.4 miliardi di dollari grazie alla &lt;strong&gt;vendita di sementi &lt;/strong&gt;e pesticidi. Comunque l'acquisto annunciato della Aventis da parte di Bayer potrebbe aumentare i ricavi della Bayer fino a 6 miliardi di dollari per l'anno 2006, togliendo così il primato alla Syngenta.&lt;br /&gt;La BASF, una multinazionale tedesca, ha registrato il più alto incremento delle vendite in percentuale: 39.4%, grazie anche all'acquisto della Cyanamid, una multinazionale americana. Nel 2005 le vendite della BASF in America settentrionale sono cresciute del 65%, in Europa del 45%, in America Latina del 6.5%. La &lt;strong&gt;vendita di erbicidi &lt;/strong&gt;BASF è aumentata del 47.3%, del 27.5% quella dei funghicidi, mentre insetticidi e altri tipi di pesticidi del 53.5%.&lt;br /&gt;La Dow AgroSciences ha registrato un incremento dell'11%, il 9% del quale è attribuito all'acquisto della multinazionale americana Rohm and Haas. La Bayer e la Aventis hanno registrato un aumento stabile delle &lt;strong&gt;vendite di sementi&lt;/strong&gt; e funghicidi in Europa, Nord America e America Latina. I maggiori erbicidi della Bayer (Confidor, Gaucho, Admire e Provado) hanno aumentato le &lt;strong&gt;vendite&lt;/strong&gt; del 5% (pari a 540 milioni di dollari). Le &lt;strong&gt;vendite &lt;/strong&gt;del funghicida Bayer Folicur sono aumentate anch'esse del 5% (pari a 240 milioni di dollari).&lt;br /&gt;Gli erbicidi della Aventis hanno aumentato le vendite dell'8%, gli insetticidi del 7.5%, mentre i funghicidi sono rimasti ai livelli del 2002. I quattro maggiori pesticidi della Aventis coprono il 47% delle vendite nel 2001.&lt;br /&gt;Nonostante abbia mantenuto le vendite più alte in assoluto, la Syngenta (nata dalla fusione di Novartis e AstraZeneca) ha subito il maggior decremento percentuale delle 7 multinazionali. In totale, le &lt;strong&gt;vendite di sementi &lt;/strong&gt;da parte della Syngenta sono diminuite dell'2.1% (le &lt;strong&gt;vendite &lt;/strong&gt;sono state pari a 938 milioni di dollari). Tuttavia la &lt;strong&gt;vendita delle sementi &lt;/strong&gt;geneticamente modificate ha continuato ad aumentare, arrivando a coprire il 17% di tutte le &lt;strong&gt;vendite di sementi della multinazionale&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La Monsanto ha subito le perdite maggiori: i guadagni sono diminuiti del 3.3%, mentre la vendita del suo famoso erbicida RoundUp Ready (glifosato) è scesa dell'8% (le vendite hanno totalizzato 2.4 miliardi di dollari). Le vendite del RoundUp sono diminuite soprattutto in America Latina e Asia. Il RoundUp e' usato nelle piantagioni geneticamente modificate resistenti a questo erbicida.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113949428629462958?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113949428629462958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113949428629462958' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113949428629462958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113949428629462958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/divario-delle-vendite-di-sementi-fra.html' title='Divario delle vendite di sementi fra le sette maggiori multinazionali del settore agrochimico e biotecnologico'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113939022406336722</id><published>2006-02-08T10:11:00.000+01:00</published><updated>2006-02-08T10:17:04.453+01:00</updated><title type='text'>Vendita delle sementi, cosa fare?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Produzione a scopo di vendita di prodotti sementieri&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;Per poter esercitare la produzione a scopo di &lt;strong&gt;vendita di prodotti sementieri&lt;/strong&gt; si deve avere una apposita licenza rilasciata dal Presidente della Camera di Commercio dove ha sede lo stabilimento. Sono considerati &lt;strong&gt;prodotti sementieri &lt;/strong&gt;le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;tuberi&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;bulbi&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;rizomi &lt;/strong&gt;e simili destinati alla riproduzione e moltiplicazione naturale delle piante. &lt;a name="per"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Per chi è&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Possono richiedere la licenza gli operatori dotati di attrezzature e locali idonei alla &lt;strong&gt;lavorazione delle sementi&lt;/strong&gt;. Tali requisiti vengono accertati da un'apposita Commissione nominata con decreto dell'Assessore regionale in materia di agricoltura. &lt;a name="cosa"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Cosa fare&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a class="navigaz" href="http://www.ud.camcom.it/servizi/devi/sez1sx/Sementi.htm#top"&gt;&lt;/a&gt; &lt;br /&gt;Per ottenere la licenza è necessario presentare all'Ufficio Agricoltura:&lt;br /&gt;• domanda, redatta su apposito modulo (vedi voce allegati), con applicazione di una marca da bollo di euro 14,62&lt;br /&gt;• ricevuta del versamento di euro 3,00 sul c/c n. 8334 della Camera di Commercio di Udine quali diritti di segreteria. Tutta la documentazione viene trasmessa dalla CCIAA ad una Commisione regionale appositamente nominata che esprime un parere sulla documentazione raccolta. Se il parere della Commissione è positivo, viene inviato al Presidente della C.C.I.A.A. Il Presidente della C.C.I.A.A. concede la licenza basandosi sul parere favorevole della Commissione.&lt;a name="a"&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113939022406336722?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113939022406336722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113939022406336722' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113939022406336722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113939022406336722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/vendita-delle-sementi-cosa-fare.html' title='Vendita delle sementi, cosa fare?'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113888709995205470</id><published>2006-02-02T14:29:00.000+01:00</published><updated>2006-02-02T14:41:50.613+01:00</updated><title type='text'>Sementi biologici con la natura nel cuore: Agribosco</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dalle valli dell’Eugubino l’esperienza di un &lt;strong&gt;consorzio di produttori &lt;/strong&gt;capace di espandersi in mezza Italia con una ricetta accattivante, che unisce &lt;strong&gt;agricoltura biologica&lt;/strong&gt;, cura del territorio, certificazione dell’intera filiera e rapporto con i consumatori improntato alla massima chiarezza. L’esperienza di &lt;strong&gt;AGRIBOSCO &lt;/strong&gt;si è tradotta in un ampio catalogo di prodotti disponibili nei negozi specializzati e ordinabili anche via internet, con una particolarità unica: la riscoperta e la valorizzazione delle antiche &lt;strong&gt;sementi italiane&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;C’era una volta il grano. Poi, nel 1944, la Rockfeller Foundation iniziò a sperimentare in Messico quella che nel giro di pochi anni il mondo avrebbe conosciuto come “&lt;strong&gt;Rivoluzione verde&lt;/strong&gt;”. Potrebbe iniziare così la storia del come l’uomo sia riuscito, nel giro di mezzo secolo, a moltiplicare la &lt;strong&gt;produttività dei raccolti &lt;/strong&gt;a forza di iniezioni massicce di &lt;strong&gt;fertilizzanti chimici&lt;/strong&gt;, macchinari pesanti, &lt;strong&gt;pesticidi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;erbicidi &lt;/strong&gt;e ibridi, le nuove razze frutto di complicate riproduzioni incrociate per raggiungere in una singola varietà la combinazione di tutte le caratteristiche desiderate. I suoi più convinti fautori attribuiscono alla &lt;strong&gt;Rivoluzione Verde &lt;/strong&gt;il merito di aver salvato dalla fame intere nazioni. I critici, però, ricordano anche altri effetti collaterali: l’inquinamento, il degrado del suolo, lo strapotere delle &lt;strong&gt;multinazionali proprietarie delle sementi&lt;/strong&gt;, l’uso sempre più intenso di energia e la drastica scomparsa di quella biodiversità che per millenni aveva reso il grano di una regione diverso da quello delle altre.Eppure non tutto è stato cancellato, da una strage di cui quasi nessuno parla ma che fa invidia a quella delle specie animali in via d’estinzione. Storie locali ancora resistono tenacemente, a volte grazie all’intelligenza di &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;capaci di percorrere strade alternative a quella della grande “rivoluzione”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Qualche anno fa nelle valli dell’Eugubino, nel cuore dell’Umbria, alcuni &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;“controcorrente” si sono imbattuti in due popolazioni di &lt;strong&gt;Farro Triticum Dicoccum &lt;/strong&gt;mai modificate né incrociate dall’uomo. È iniziata così la storia della &lt;a title="" href="http://www.agribosco.com/" target="_self"&gt;AGRIBOSCO&lt;/a&gt; e del suo progetto “&lt;strong&gt;Sementi antiche&lt;/strong&gt;”, che ha permesso di individuare qualcosa come seicento diverse varietà che sono state poi attentamente studiate per scegliere quelle che meglio si sarebbero prestate a un &lt;strong&gt;progetto di semina &lt;/strong&gt;in campi sperimentali. Oggi, riportate e conservate in purezza, una ventina di quelle varietà rappresentano il tesoro più prezioso della AGRIBOSCO, il &lt;strong&gt;Consorzio agrobiologico &lt;/strong&gt;che ha saputo trasformare i grani antichi da reperto archeologico in risorsa per il territorio e grande strumento di tutela della salute.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;“Non è un caso – spiega Marzio Presciutti Cinti, direttore generale della &lt;strong&gt;AGRIBOSCO&lt;/strong&gt;, che proprio a partire dagli anni Cinquanta il mondo occidentale abbia conosciuto un aumento vertiginoso della celiachia e di molte altre intolleranze alimentari. Certamente questo è un indice del deterioramento dell’ambiente in cui viviamo, tuttavia sarebbe riduttivo non considerare anche ad altre cause. Sono in molti infatti a pensare che questi problemi alimentari sono anche il risultato diretto delle modifiche introdotte nel &lt;strong&gt;grano &lt;/strong&gt;per aumentare la &lt;strong&gt;produttività delle coltivazioni &lt;/strong&gt;e migliorare il &lt;strong&gt;rendimento delle materie prime &lt;/strong&gt;nei moderni processi di trasformazione. Portando un esempio concreto, basti pensare che nei grani duri moderni l’indice glutinico – che per dirla in modo semplice è un valore che permette di valutare la tenacità degli impasti di farina – assume sempre valori che partono 50 per arrivare anche a 120. Ebbene, nel &lt;strong&gt;Farro Triticum Dicoccum &lt;/strong&gt;l’indice di glutine difficilmente supera il valore di 12. Questa differenza ha aperto il fianco a numerosi studi in materia di nutrizione che stiamo conducendo in collaborazione con due importanti centri di ricerca di livello nazionale, i quali anche se non ancora conclusi già evidenziano che certe varietà di &lt;strong&gt;Farro Triticum Dicoccum &lt;/strong&gt;posseggono delle interessantissime prospettive”. Forse potrebbe bastare questo a giustificare l’importanza di un progetto scientifico, ma significherebbe trascurare il suo primo risultato pratico: incentivare la sopravvivenza delle &lt;strong&gt;aziende agricole &lt;/strong&gt;in territori marginali e difficili, come le valli dell’Eugubino Gualdese da cui il &lt;strong&gt;Consorzio Agribosco &lt;/strong&gt;è partito per poi estendersi al resto dell’Umbria e pian piano a Lazio, Toscana, Marche, Lombardia e Piemonte. Oggi producono &lt;strong&gt;farro, orzo, legumi (fagioli, lenticchie, ceci, cicerchia), mieli, confetture, composte&lt;/strong&gt;, condimenti mediterranei, con una ricca serie di proposte consultabili e ordinabili dal &lt;a title="" href="http://www.agribosco.com/index.php?option=com_phpshop&amp;amp;Itemid=2" target="_self"&gt;sito internet&lt;/a&gt; del Consorzio, che oggi aggrega una settantina di aziende partecipi di un unico progetto imperniato su poche ma chiare parole d’ordine: agricoltura biologica, cura del territorio, certificazione dell’intera &lt;strong&gt;filiera &lt;/strong&gt;e rapporto con i consumatori improntato alla massima chiarezza. Ben al di là di quel che la legge obbliga a fare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;“Chi compra i nostri &lt;strong&gt;cereali e legumi secchi&lt;/strong&gt;, le nostre &lt;strong&gt;farine&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;legumi &lt;/strong&gt;pronti in brodo vegetale, oppure i nostri ottimi piatti pronti a base di farro, non trova codici astrusi in etichetta ma una carta d’identità semplice e diretta. C’è scritto chi ha &lt;strong&gt;coltivato il prodotto&lt;/strong&gt;, dove è stato coltivato e anche per quale quantità. Il tutto garantito dal marchio del nostro Consorzio e nel rispetto dello standard UNI 10939/01 sulla rintracciabilità totale della &lt;strong&gt;filiera agroalimentare&lt;/strong&gt;”.Ma come è possibile garantire senza margini di errore che un vaso di legumi pronti venga proprio da quel singolo produttore e non da uno qualsiasi dei vostri consorziati?“È molto semplice. Ogni singolo carico che arriva dalle nostre aziende viene immagazzinato e quindi lavorato separatamente dagli altri, seguendo un processo di &lt;strong&gt;tracciabilità della filiera agroalimentare &lt;/strong&gt;certificato secondo la norma UNI 10939/01. Consideri che ogni prodotto in ingresso è stoccato in big bags da 10 ql ognuno, così da poter separare puntualmente ogni partita. Questo naturalmente significa che il rapporto con le aziende nasce ben prima del raccolto. “Sì, anzi una delle idee forti che ci hanno guidato in questi anni è stata quella di vincolare le &lt;strong&gt;aziende agricole &lt;/strong&gt;con un contratto in esclusiva che le impegna a utilizzare solo le &lt;strong&gt;sementi certificate &lt;/strong&gt;dalla &lt;strong&gt;Agribosco &lt;/strong&gt;e a rispettare i vincoli di un dettagliato disciplianare di produzione, offrendo loro in cambio la sicurezza di lavorare con un contratto di coltivazione che garantisce la giusta remunerazione delle loro fatiche. È una scommessa coraggiosa, ma che ci ha consentito di creare una base di produttori che condividono i nostri principi e i nostri progetti, garantendo parallelamente la presenza e il lavoro dell’uomo in ambienti che rischiavano di essere abbandonati”. Perché i prodotti a marchio &lt;strong&gt;AGRIBOSCO &lt;/strong&gt;non si incontrano nella &lt;strong&gt;grande distribuzione&lt;/strong&gt;?“. È una scelta voluta e dettata dal desiderio di eliminare tutti quei passaggi intermedi che finiscono per pesare sul prezzo finale del &lt;strong&gt;prodotto da agricoltura biologica &lt;/strong&gt;rendendolo inavvicinabile per molti consumatori. Grazie al nostro progetto abbiamo creato un esempio virtuoso di &lt;strong&gt;filiera corta &lt;/strong&gt;che garantisce ogni passaggio, dalla &lt;strong&gt;semina &lt;/strong&gt;alla &lt;strong&gt;trasformazione &lt;/strong&gt;fino alla &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;, permettendo di avere prodotti di alta qualità a prezzi spesso inferiori a quelli a cui siamo abituati. &lt;strong&gt;AGRIBOSCO &lt;/strong&gt;distribuisce direttamente in tutta Italia grazie a una cinquantina di punti vendita specializzati nel biologico. Per chi poi non dovesse trovarli nel proprio negozio di fiducia, i prodotti Agribosco sono facilmente raggiungibile anche via internet grazie al nostro sportello di e-commerce”. Un obiettivo per il 2006?“. Il progetto “&lt;strong&gt;Sementi antiche&lt;/strong&gt;” prosegue, anche con l’obiettivo di individuare le varietà che meglio si confanno alla localizzazione di ogni nostra singola azienda. Ma non meno importante per noi è far comprendere che il biologico deve vivere di un rapporto di fiducia tra produttori e consumatori che quasi sempre vale più della certificazione agli occhi del pubblico. Ecco perché guardiamo oggi con particolare attenzione al mondo dei Gruppi d’acquisto, che condividono la nostra attenzione alla tutela della natura e possono rappresentare uno strumento fondamentale per garantire la sopravvivenza delle aziende. Con un invito a tutti: le nostre porte sono sempre aperte, basta prendere la strada per Gubbio e venire a toccare con mano la bellezza di questo progetto”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113888709995205470?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113888709995205470/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113888709995205470' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113888709995205470'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113888709995205470'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/02/sementi-biologici-con-la-natura-nel.html' title='Sementi biologici con la natura nel cuore: Agribosco'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113871880362853759</id><published>2006-01-31T15:41:00.000+01:00</published><updated>2006-01-31T15:46:49.410+01:00</updated><title type='text'>Sementi transgenici e mercati internazionali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Articolo di Ivan Verga&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;strategia di commercializzazione &lt;/strong&gt;degli organismi geneticamente modificati è sull'orlo dell'implosione. La superficie mondiale interessata dall'&lt;strong&gt;agricoltura transgenica &lt;/strong&gt;ha raggiunto i 52 milioni di ettari, con un aumento del 15 per cento rispetto alla scorsa &lt;strong&gt;stagione di semina &lt;/strong&gt;e, tuttavia, permane un fenomeno circoscritto ai &lt;strong&gt;territori agrari &lt;/strong&gt;di Stati uniti [che da soli esprimono il 68 per cento del suolo coltivato a ogm] d'Argentina [22 per cento] e Canada [6 per cento]. A tutt'oggi, l'infinita gamma di &lt;strong&gt;specie agrarie geneticamente manipolate &lt;/strong&gt;nei laboratori non riesce a imporsi nei circuiti di commercializzazione e le superfici coltivate sono pressoché espressione della &lt;strong&gt;monocoltura della soia &lt;/strong&gt;[61 per cento], del &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;[12 per cento], del cotone [14 per cento] e della &lt;strong&gt;colza &lt;/strong&gt;[5 per cento]. L'aumento della &lt;strong&gt;produzione di materia prima agricola&lt;/strong&gt;, compressa in un'area tanto circoscritta del pianeta, moltiplica i problemi di &lt;strong&gt;commercializzazione di un prodotto &lt;/strong&gt;che i &lt;strong&gt;mercati internazionali &lt;/strong&gt;non intendono acquistare. Nel disastro economico argentino un ruolo non secondario ha avuto il deprezzamento della &lt;strong&gt;soia &lt;/strong&gt;prodotta in loco, pressoché interamente contaminata dagli ogm. I magazzini sono stipati di &lt;strong&gt;soia invenduta&lt;/strong&gt;, tanto che una delle richieste formulate dal governo argentino al Fondo monetario internazionale è quella di ottenere assistenza per sbloccare l'&lt;strong&gt;esportazione della soia &lt;/strong&gt;di origine transgenica che nessuno vuole. Anche la speranza riposta dai signori del biotech nell'apertura del grande mercato cinese è mestamente naufragata.&lt;br /&gt;La Cina è entrata a far parte della Wto, ma in materia di libero scambio delle &lt;strong&gt;materie prime agricole &lt;/strong&gt;ha posto tali e tanti vincoli all'&lt;strong&gt;importazione di sementi&lt;/strong&gt; ogm da ottenerne l'obbligo di etichettatura. Quanto al Giappone e all'Europa, l'opinione pubblica e la &lt;strong&gt;filiera della produzione agro-alimentare&lt;/strong&gt; non intendono piegarsi e ribadiscono il netto rifiuto di un'&lt;strong&gt;agricoltura e un'alimentazione&lt;/strong&gt; geneticamente modificate. A moltiplicare i fattori di implosione delle strategie delle multinazionali biotech, c'è da registrare anche che, in concomitanza con la più formidabile campagna di lobbing mai realizzata per ottenere dalla &lt;strong&gt;Commissione Ue &lt;/strong&gt;regolamenti più permissivi circa la contaminazione accidentale da ogm nelle &lt;strong&gt;sementi naturali &lt;/strong&gt;e sulla tracciabilità degli ogm, nel vecchio continente è accaduto qualcosa di inimmaginabile sino a due anni fa. Epicentro l'Italia. Dopo anni di continui successi legali nei confronti delle multinazionali biotech [su tutti, la sospensione dal commercio di quattro mais ogm per uso alimentare, autorizzati dall'Ue con una procedura illegittima], per la prima volta un vastissimo &lt;strong&gt;fronte sociale ed economico &lt;/strong&gt;si è posto direttamente in conflitto con la strategia della contaminazione di fatto delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, che è l'ultima e disperata carta tentata dalla lobby del transgenico per determinare livelli di inquinamento irreversibili delle &lt;strong&gt;produzioni agricole&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113871880362853759?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113871880362853759/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113871880362853759' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113871880362853759'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113871880362853759'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/01/sementi-transgenici-e-mercati.html' title='Sementi transgenici e mercati internazionali'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113819703902928977</id><published>2006-01-25T14:46:00.000+01:00</published><updated>2006-01-25T14:50:39.126+01:00</updated><title type='text'>Sospendere la vendita delle varietà OGM iscritte al catalogo Ue</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Immediato varo del decreto ministeriale sulle linee di coesistenza; impegno dell’Italia per chiedere alla Commissione Ue una sospensione temporanea della commercializzazione delle prime diciassette varietà Ogm iscritte nel Catologo comunitario; convocazione del tavolo della &lt;strong&gt;filiera sementiera&lt;/strong&gt;. Queste le richieste contenute in una lettera inviata al ministro delle Politiche agricole Gianni Alemanno dal presidente della Cia-&lt;strong&gt;Confederazione italiana agricoltori &lt;/strong&gt;Giuseppe Politi che sollecita una soluzione urgente per tutelare le &lt;strong&gt;coltivazioni agricole italiane &lt;/strong&gt;da pericoli immediati di inquinamento da &lt;strong&gt;Ogm&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;In particolare, Politi si riferisce all’atto amministrativo della Commissione Ue che, dando il via libera all’iscrizione nel Catalogo comunitario delle prime diciassette varietà Ogm, ha di fatto interrotto la moratoria europea. Un atto verso il quale la Cia aveva espresso un parere estremamente negativo.&lt;br /&gt;Infatti, secondo la Cia, una decisione del genere “potrebbe annullare -scrive Politi ad Alemanno- tutti i tentativi degli stati membri di tenere sotto controllo i casi, per ora sporadici, di inquinamento da Ogm delle coltivazioni convenzionali”. Per tale ragione il presidente della Cia sollecita il ministro affinché s’impegni a Bruxelles per la sospensione temporanea della &lt;strong&gt;commercializzazione &lt;/strong&gt;in attesa che l’Italia emani un’apposita normativa sulla coesistenza “che possa tutelare i nostri &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;che intendono continuare a coltivare piante sia convenzionali che biologiche senza rischi di inquinamento”. Anche perché queste &lt;strong&gt;varietà di Ogm&lt;/strong&gt; iscritte possono già oggi circolare legalmente ed essere acquistate dagli agricoltori europei.&lt;br /&gt;Politi, nella lettera, chiede, inoltre, al ministro l’emanazione urgente del decreto ministeriale sulla coesistenza, sottolineando che anche le Regioni dovranno dare sostanza alle linee procedurali in modo che tutto il sistema di tutela sia sufficientemente messo a punto prima che la &lt;strong&gt;commercializzazione &lt;/strong&gt;diventi effettiva.&lt;br /&gt;Nel sottolineare l’esigenza di una convocazione in tempi brevi del tavolo della &lt;strong&gt;filiera sementiera&lt;/strong&gt;, in modo da fare un primo &lt;strong&gt;bilancio delle semine &lt;/strong&gt;relative alla &lt;strong&gt;campagna cerealicola &lt;/strong&gt;appena conclusa e concordare le modalità operative e di controllo delle prossime &lt;strong&gt;semine di mais e soia&lt;/strong&gt;, il presidente della Cia sollecita che per i controlli ci sia un maggior impegno degli enti pubblici competenti nel campionare ed analizzare una quantità più significativa dei lotti di &lt;strong&gt;seme &lt;/strong&gt;posti in &lt;strong&gt;commercio&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113819703902928977?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113819703902928977/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113819703902928977' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113819703902928977'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113819703902928977'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/01/sospendere-la-vendita-delle-variet-ogm.html' title='Sospendere la vendita delle varietà OGM iscritte al catalogo Ue'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113819667315049112</id><published>2006-01-25T14:44:00.000+01:00</published><updated>2006-01-25T14:44:33.250+01:00</updated><title type='text'>Considerazioni sull'acquisto di Seminis da parte di Monsanto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'acquisizione di Seminis da parte di Monsanto è stata coerente con il riposizionamento dell'industria agrobiotecnologica nell'agroalimentare. Se alle sue origini l'&lt;strong&gt;industria biotecnologica &lt;/strong&gt;aveva cercato di sfruttare le complementarità e le economie di scopo nelle attività connesse alle "scienze della vita" (in particolare, &lt;strong&gt;farmaceutica &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;agricoltura&lt;/strong&gt;), dalla fine degli anni '90, farmaceutica e agrochimica hanno intrapreso traiettorie separate d sviluppo. Delle cinque grandi &lt;strong&gt;multinazionali agrobiotecnologiche &lt;/strong&gt;(Syngenta, Monsanto, Bayer, Dow e DuPont), solo la Bayer (ultima arrivata nelle agrobiotecnologie) è presente in entrambi i campi di attività. Per quel che riguarda la &lt;strong&gt;Monsanto&lt;/strong&gt;, nel 1999 &lt;strong&gt;Pharmacia &lt;/strong&gt;aveva acquisito l'impresa e separato le attività farmaceutiche da quelle &lt;strong&gt;agrochimiche&lt;/strong&gt;. Nel 2003 la Monsanto, specializzata ormai nell'attività &lt;strong&gt;agrochimica-sementiera&lt;/strong&gt;, era stata collocata sul mercato azionario, mentre la &lt;strong&gt;Pfitzer &lt;/strong&gt;acquisiva &lt;strong&gt;Pharmacia&lt;/strong&gt;. L'ultima mossa della Monsanto rappresenta una novità. Le grandi &lt;strong&gt;imprese agrobiotecnologiche &lt;/strong&gt;sono, infatti, presenti soprattutto nei &lt;strong&gt;mercati delle commodities agricole&lt;/strong&gt;; con quest'acquisizione la Monsanto si espande nel mercato delle specialities . Ancora una volta quest'impresa mostra di amare le sfide. La modificazione genetica delle caratteristiche nutrizionali o funzionali è, infatti, generalmente regolata da più geni e (se questo fosse veramente l'obiettivo) è molto più complessa delle trasformazioni monogeniche (come la resistenza agli &lt;strong&gt;erbicidi &lt;/strong&gt;o agli insetti). La manipolazione, inoltre, è molto più visibile, essendo frutta e verdura destinate anche al mercato del fresco, e quindi ancora più soggetta allo scrutinio del pubblico. In questo comparto, inoltre, la Monsanto avrà un confronto molto più diretto con la &lt;strong&gt;grande distribuzione&lt;/strong&gt;, che in Europa ha un ruolo leader nel coordinamento delle &lt;strong&gt;filiere dell'ortofrutta&lt;/strong&gt; e che finora ha assunto una posizione contraria alla diffusione degli Ogm. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113819667315049112?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113819667315049112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113819667315049112' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113819667315049112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113819667315049112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/01/considerazioni-sullacquisto-di-seminis_25.html' title='Considerazioni sull&apos;acquisto di Seminis da parte di Monsanto'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113809219621628550</id><published>2006-01-24T09:39:00.000+01:00</published><updated>2006-01-24T09:43:16.640+01:00</updated><title type='text'>Inquinamento intenzionale da OGM in sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;L’INQUINAMENTO DA OGM&lt;/strong&gt; in &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;derivati alimentari &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;materia prima agricola &lt;/strong&gt;è ormai un punto di insanabile controversia che contrappone in ogni parte del pianeta l’opinione pubblica, il &lt;strong&gt;mondo agricolo &lt;/strong&gt;e buona parte dell’industria agro-alimentare alle &lt;strong&gt;multinazionali produttrici di OGM&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;LA RIGOROSA SEGREGAZIONE&lt;/strong&gt; dei prodotti derivati da &lt;strong&gt;OGM &lt;/strong&gt;da quelli naturali è la proposta di buon senso che le industrie produttrici di OGM non intendono accettare né in nome del PRINCIPIO DI PRECAUZIONE né della salvaguardia del diritto alla LIBERTA’ DI SCELTA del consumatore, dell’&lt;strong&gt;agricoltore e &lt;/strong&gt;dell’&lt;strong&gt;imprenditore agro-alimentare&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’INQUINAMENTO DA OGM delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, dei &lt;strong&gt;derivati alimentari &lt;/strong&gt;e della &lt;strong&gt;materia prima agricola &lt;/strong&gt;appare sempre più come il prodotto di una &lt;strong&gt;strategia commerciale&lt;/strong&gt;, operata dalle &lt;strong&gt;multinazionali produttrici di OGM&lt;/strong&gt;, al fine di determinare una progressiva irreversibilità dell’inquinamento delle filiere, vista la generalizzata avversità dei consumatori nei confronti del prodotto OGM.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LA VIOLAZIONE DELLA NORMA. A questo punto non resta che stare ad osservare come le &lt;strong&gt;multinazionali degli OGM &lt;/strong&gt;se la potranno cavare avendo i nostri tecnici scoperto che nessuno degli OGM commercializzati è classificato con il necessario &lt;strong&gt;CODICE DOGANALE ARMONIZZATO&lt;/strong&gt;, senza il quale nessuna merce può essere lecitamente &lt;strong&gt;esportata, importata e trasportata &lt;/strong&gt;in lungo e in largo per il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113809219621628550?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113809219621628550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113809219621628550' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113809219621628550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113809219621628550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/01/inquinamento-intenzionale-da-ogm-in.html' title='Inquinamento intenzionale da OGM in sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113767220692605629</id><published>2006-01-19T12:59:00.000+01:00</published><updated>2006-01-19T13:03:27.416+01:00</updated><title type='text'>LA UE VIETA ALLA GRECIA IL BLOCCO DELLE SEMENTI DI MAIS MON810</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Bruxelles, 10 gen. (Apcom) - La Commissione europea ha deciso, oggi a Bruxelles, di non autorizzare la Grecia a bloccare la &lt;strong&gt;commercializzazione di sementi &lt;/strong&gt;del &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;geneticamente modificato &lt;strong&gt;Mon810&lt;/strong&gt;, ma ha ritenuto di non rendere pubblica la sua decisione (come normalmente avviene) con una nota per la stampa. Un comunicato del servizio del portavoce, già pronto, non è stato pubblicato dopo una decisione politica da parte dell'Esecutivo comunitario di considerare come ordinaria amministrazione, e quindi come una 'non notizia', la decisione. E' stata invece l'&lt;strong&gt;organizzazione ecologista Greenpeace&lt;/strong&gt; a informare i cronisti a Bruxelles. Nel settembre 2004, la Commissione aveva iscritto 17 &lt;strong&gt;varietà ibride di mais&lt;/strong&gt;, derivate dall'Ogm &lt;strong&gt;Mon810 &lt;/strong&gt;della &lt;strong&gt;Monsanto&lt;/strong&gt;, nel catalogo comune Ue delle varietà delle &lt;strong&gt;specie vegetali agricole&lt;/strong&gt;. L'iscrizione al catalogo comune comporta che le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;relative alle varietà indicate possono circolare liberamente ed essere &lt;strong&gt;commercializzate e seminate &lt;/strong&gt;ovunque nell'Ue. Ma nell'aprile del 2005 la Grecia ha deciso di proibire temporaneamente la coltivazione di tutte le 17 &lt;strong&gt;varietà di mais transgenico &lt;/strong&gt;per due anni, il 2005 e il 2006, sul territorio nazionale. Le autorità greche hanno invocato una clausola di salvaguardia (prevista nella direttiva europea Cee 2002/53) che prevede questa possibilità nel caso in cui la coltivazione delle piante in questione potrebbe nuocere alle colture di altre varietà o specie o presentare una rischio per l'ambiente o per la salute umana. La Commissione ha considerato ingiustificato il ricorso della Grecia alla clausola di salvaguardia, riferendo che le autorità di Atene, dietro sollecitazione di Bruxelles, il 12 maggio scorso avevano sostenuto di voler prevenire con il &lt;strong&gt;divieto di coltivazione &lt;/strong&gt;danni di natura economica e non riguardanti né l'ambiente né la salute. "La decisione di oggi riguarda la Grecia, ma ha un impatto più vasto: scavalcando il tentativo del governo greco di proteggere i campi del Paese dalla contaminazione da parte di questo &lt;strong&gt;mais transgenico&lt;/strong&gt;, la Commissione dimostra il suo disprezzo per la maggioranza dei cittadini europei e per le 165 regioni dell'Ue che hanno dichiarato di non volere gli &lt;strong&gt;Ogm&lt;/strong&gt;", afferma Eric Gall di &lt;strong&gt;Greenpeace &lt;/strong&gt;nel comunicato con cui la notizia è stata resa nota alla stampa. Per Gall, inoltre, "la Commissione ha mentito quando ha detto agli Stati membri che che questo &lt;strong&gt;mais Ogm &lt;/strong&gt;soddisfa i requisiti legali necessari per la sua coltivazione", perché la valutazione dei rischi che ha condotto all'approvazione del &lt;strong&gt;Mon810 &lt;/strong&gt;è stata effettuata in base a una legislazione europea sugli Ogm superata e poi sostituita nel 2002. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113767220692605629?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113767220692605629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113767220692605629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113767220692605629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113767220692605629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/01/la-ue-vieta-alla-grecia-il-blocco.html' title='LA UE VIETA ALLA GRECIA IL BLOCCO DELLE SEMENTI DI MAIS MON810'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113682695623980021</id><published>2006-01-09T18:08:00.000+01:00</published><updated>2006-01-09T18:18:30.233+01:00</updated><title type='text'>SEMINA SICURA - Accordo COLDIRETTI - KWS - PIONEER</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Di cosa si tratta?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Un sistema certificato e informatizzato che consente la rintracciabilità e garantisce l’assenza di contaminazioni da OGM nelle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di mais e soia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Perché?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Il progetto &lt;strong&gt;“semina sicura”&lt;/strong&gt; evidenzia una precisa assunzione di responsabilità da parte di due fra le più importanti &lt;strong&gt;società sementiere&lt;/strong&gt;, che detengono la maggioranza del &lt;strong&gt;mercato delle sementi di mais&lt;/strong&gt;, per tutelare le imprese agricole dal rischio di uso inconsapevole di &lt;strong&gt;sementi contaminate&lt;/strong&gt; e rispondere alle domande dei consumatori italiani che chiedono alimenti OGM free.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Come?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Direttamente dal sito Coldiretti sarà presto possibile verificare le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; acquistate inserendo in una apposita casella il codice di identificazione del lotto (presente su tutti prodotti Pioneer o KWS). Il sistema verificherà automaticamente la corrispondenza tra lotto e certificazione e rilascerà, tramite una semplice stampa, la relativa documentazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113682695623980021?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113682695623980021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113682695623980021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113682695623980021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113682695623980021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2006/01/semina-sicura-accordo-coldiretti-kws.html' title='SEMINA SICURA - Accordo COLDIRETTI - KWS - PIONEER'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113507359914002623</id><published>2005-12-20T11:12:00.000+01:00</published><updated>2005-12-20T11:13:19.386+01:00</updated><title type='text'>Ristretto l'import di sementi di mais OGM in USA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Lo scorso anno, l'azienda agrochimica Syngenta aveva ammesso di aver venduto &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di mais OGM non autorizzato (Bt10) agli agricoltori statunitensi per quattro anni, e che questo &lt;strong&gt;mais illegale &lt;/strong&gt;era entrato anche sul &lt;strong&gt;mercato europeo&lt;/strong&gt;. Successivamente, Syngenta ha rifiutato di rendere pubbliche le informazioni necessarie alle autorità competenti per effettuare le &lt;strong&gt;analisi sugli alimenti &lt;/strong&gt;ed i &lt;strong&gt;mangimi &lt;/strong&gt;a base del &lt;strong&gt;mais illegale&lt;/strong&gt;. La nuova decisione europea è applicabile alle importazioni dagli Stati Uniti di &lt;strong&gt;glutine di mais &lt;/strong&gt;ed alla &lt;strong&gt;granella per mangimi&lt;/strong&gt;. Recita: "Nonostante le richieste della Commissione, le autorità statunitensi non sono in grado di offrire alcuna garanzia dell'assenza di Bt10, considerando la mancanza di misure di segregazione e tracciabilità". Adrian Bebb, coordinatore della campagna OGM di Friends of the Earth ha commentato: "L'Europa ora ha istituito un bando de facto all'&lt;strong&gt;importazione &lt;/strong&gt;di molti &lt;strong&gt;prodotti ad uso zootecnico &lt;/strong&gt;dagli Usa. Le misure di emergenza di oggi saranno impopolari per il Governo Usa e l'industria biotech, ma cominceranno a proteggere il continente da altri prodotti contaminati. Syngenta ora deve assumere un comportamento trasparente e fornire ai Paesi europei le informazioni necessarie per test affidabili sulla &lt;strong&gt;contaminazione illegale di alimenti &lt;/strong&gt;per uso umano e zootecnico già importati nell'Unione". "La popolazione non può essere sottoposta al rischio di &lt;strong&gt;piante geneticamente modificate &lt;/strong&gt;mai testate e illegali. Questo incidente mostra la realtà di un'industria incompetente e compiacente, dell'assenza di un sistema regolatorio begli Stati Uniti e il collasso dei controlli europei sulle importazioni. Sono necessarie azioni immediate a livello internazionale per prevenire ulteriori contaminazioni per il futuro". &lt;strong&gt;Friends of the Earth &lt;/strong&gt;chiede anche alla Commissione:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- una tempestiva revisione del sistema di monitoraggio europeo per garantire la protezione dei cittadini da &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;OGM non autorizzati&lt;/strong&gt;;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- una pubblica inchiesta su come una società biotech possa aver venduto per 4 anni delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; "sbagliate" senza che nessuno ne venisse a conoscenza;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-che insista affinché sia Syngenta, l'inquinatore, a pagare i costi di tutte le analisi che sono necessarie, e non l'Unione (e, quindi, i consumatori europei).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;La storia in sintesi&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tra il 2001 e il 2004 Syngenta ha venduto parecchie centinaia di tonnellate di &lt;strong&gt;sementi OGM &lt;/strong&gt;Bt10 agli agricoltori Usa, confondendolo per un altro mais (Bt11). A differenza del Bt11, il Bt10 non è stato approvato per il consumo umano in nessun Paese del mondo. Si stima che circa 1.000 tonnellate del &lt;strong&gt;mais illegale &lt;/strong&gt;siano entrate nella catena alimentare europea e che sia stato &lt;strong&gt;seminato in campi sperimentali &lt;/strong&gt;in Francia e Spagna. Syngenta ha dichiarato che il &lt;strong&gt;mais Bt10 &lt;/strong&gt;è "fisicamente identico" al &lt;strong&gt;Bt11&lt;/strong&gt;, un'affermazione inizialmente accettata dai governi e dalla &lt;strong&gt;Commissione europea&lt;/strong&gt;. Ma il mais OGM illegale contiene anche un gene che conferisce resistenza a un importante gruppo di antibiotici come, alla fine, la stessa Syngenta ha dovuto ammettere. L'Autorità europea per la sicurezza alimentare, di recente ha emesso la dichiarazione (la trovate &lt;a title="" href="http://www.greenplanet.net/ps_jump.php?id=8916&amp;amp;url=http://www.efsa.eu.int/press_room/press_statements/884/efsa_statement_bt10maize_en1.pdf" target="_blank"&gt;QUI&lt;/a&gt; completa in inglese): "Lo sviluppo commerciale di piante OGM destinate alla &lt;strong&gt;produzione di alimenti &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;mangimi zootecnici &lt;/strong&gt;dovrà avere l'obiettivo di evitare geni che conferiscano resistenza ad antibiotici di importanza clinica in medicina e veterinaria. Le conclusioni del gruppo di lavoro sugli OGM sono che il gene di resistenza all'&lt;strong&gt;ampicillina &lt;/strong&gt;non dovrà essere presente nelle &lt;strong&gt;piante OGM &lt;/strong&gt;destinate al mercato e che il suo uso debba essere limitato alle sole piante coltivate nei campi sperimentali".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113507359914002623?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113507359914002623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113507359914002623' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113507359914002623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113507359914002623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/12/ristretto-limport-di-sementi-di-mais.html' title='Ristretto l&apos;import di sementi di mais OGM in USA'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113412821143136322</id><published>2005-12-09T12:25:00.000+01:00</published><updated>2005-12-09T12:36:51.490+01:00</updated><title type='text'>Olio di colza: considerazioni sulle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Con l'impennata del prezzo dei carburanti si è riacceso il dibattito su forme di autotrazione più risparmiose, da qui la corsa a soluzioni "alternative" a benzina e diesel. Si comincia a parlare di &lt;strong&gt;biocarburanti &lt;/strong&gt;sulla scia dell'entusiasmo creato da certe voci enfatizzate dai media, secondo le quali l'&lt;strong&gt;olio di colza&lt;/strong&gt; o di &lt;strong&gt;semi vari &lt;/strong&gt;potrebbe far funzionare i motore diesel. Ma le cose non stanno esattamente così. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Cosa può utilizzare il consumatore italiano per fare il pieno della propria auto a termini di Legge?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'Agenzia delle Dogane informa che l'utilizzo di &lt;strong&gt;oli vegetali &lt;/strong&gt;come quello di &lt;strong&gt;colza in autotrazione &lt;/strong&gt;è sottoposto a pagamento dell'accisa. Per cui, in base all'art. 21 del Decreto legislativo n. 504 del 26/10/1995, è tassato come carburante qualsiasi altro prodotto destinato a essere utilizzato, messo in vendita o utilizzato come carburante o come additivo per accrescere il volume finale dei &lt;strong&gt;carburanti&lt;/strong&gt;. In base all'art. 40 del Decreto, è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa dal doppio al decuplo dell'imposta evasa, non inferiore in ogni caso a 7.500 euro, chiunque destina a usi soggetti a imposta prodotti. In pratica, l'utilizzo di &lt;strong&gt;oli vegetali &lt;/strong&gt;come l'&lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;senza l'assolvimento dell'imposta è punito.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Olio di colza, olio di semi vari e biodiesel? Cosa sono e qual è la differenza?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Molti pensano che &lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;biodiesel &lt;/strong&gt;siano sinonimi. Invece, pur avendo la stessa origine, ovvero i &lt;strong&gt;semi di colza&lt;/strong&gt;, sono due cose ben diverse. L'olio che si compra al supermercato e che si usa per friggere i cibi è ottenuto dalla &lt;strong&gt;spremitura dei semi della colza&lt;/strong&gt;; da questo, tramite un processo chimico, si ottiene il &lt;strong&gt;biodiesel&lt;/strong&gt;. È un vero e proprio &lt;strong&gt;combustibile&lt;/strong&gt;: si può usare puro nei motori diesel solo se l'auto è predisposta dal costruttore (con piccole modifiche o accorgimenti in fase progettuale) . In pratica, l'&lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;è sì un ingrediente del cosiddetto &lt;strong&gt;biodiesel &lt;/strong&gt;(ossia del &lt;strong&gt;carburante diesel ottenuto da fonti vegetali&lt;/strong&gt;), ma l'&lt;strong&gt;olio alimentare &lt;/strong&gt;(compresi quelli di girasole, di arachidi, &lt;strong&gt;semi vari&lt;/strong&gt;...) in &lt;strong&gt;commercio &lt;/strong&gt;non ha subito i trattamenti chimici necessari, per cui produce residui che a lungo andare danneggiano il motore. Per esempio, l'&lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;da supermercato contiene ancora glicerina, che invece nell'&lt;strong&gt;olio di colza per biodiesel &lt;/strong&gt;è stato rimossa. Inoltre il &lt;strong&gt;biodiesel &lt;/strong&gt;è una preparazione chimica dalle caratteristiche ben precise, definite appunto dalla norma europea &lt;strong&gt;EN14214&lt;/strong&gt;, non una miscela fatta a mano e a occhio di carburante diesel prelevato dalla pompa e di &lt;strong&gt;olio del supermercato&lt;/strong&gt;. E i motori diesel compatibili sono calibrati e strutturati per usare quella miscela precisa e nient'altro: usare una miscela diversa, specialmente in motori particolarmente esasperati, è un'incognita. Bisogna anche tener presente che tutte le case automobilistiche non coprono con la garanzia eventuali rotture che possano essere imputabili ai diversi usi di carburante. Ragionando in questi termini non sembra che il risparmio di 200/300 euro per 20.000 chilometri di percorrenza (risparmio che si avrebbe usando una &lt;strong&gt;miscela 70% colza e rimanente gasolio&lt;/strong&gt;) possa giustificare il rischio di rotture di parti di motori (iniettori,filtro per il gasolio) o costose manutenzioni dal meccanico (pulizie, smontaggio).&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Si è alzato un polverone per nulla ?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Prima di tutto occorre sottolineare che tutto questo interesse si è creato perché il consumatore è ormai esasperato dai continui ricari dei carburanti e da tutti i costi inerenti al pianeta auto. L'aver scoperto che i &lt;strong&gt;carburanti vegetali &lt;/strong&gt;sono una realtà a portata di mano, potrebbe dare una scossa alla diffusione del &lt;strong&gt;biodiesel ufficiale&lt;/strong&gt;, che rispetto all'&lt;strong&gt;olio di colza&lt;/strong&gt;, oltre a essere in regola con la legge, dà maggiori garanzie per i motori grazie al processo chimico che priva il carburante della &lt;strong&gt;glicerina&lt;/strong&gt;. I vantaggi riguarderebbero sia l'ambiente sia il portafoglio. Il &lt;strong&gt;biodiesel&lt;/strong&gt;, una volta prodotto su larga scala, potrebbe avere &lt;strong&gt;prezzi molto competitivi &lt;/strong&gt;e ridurre in modo significativo molte emissioni nocive: le polveri sottili, gli idrocarburi policiclici aromatici e lo zolfo, i nemici più temibili dell'aria delle nostre città. Inoltre, a differenza del petrolio, l'&lt;strong&gt;Italia è già uno dei maggiori produttori di biodiesel &lt;/strong&gt;in Europa: potrebbe soddisfare in proprio buona parte delle sue necessità di &lt;strong&gt;biodiesel&lt;/strong&gt;. Un obiettivo auspicato dalla stessa Unione europea, che nella direttiva 30/2003 fissa per il 2010 in Italia un consumo di 800.000 &lt;strong&gt;tonnellate annue di biodiesel&lt;/strong&gt;. Attualmente la produzione è attorno alle 300 mila tonnellate (detassate per decreto governativo), utilizzate dalle stesse raffinerie in miscela fino al 5% col gasolio tradizionale. Questo viene così usato in alternativa ad additivi più costosi, per migliorarne il potere lubrificante. C'è infine da sottolineare che un altro aspetto positivo del clamore suscitato dall'&lt;strong&gt;olio di colza &lt;/strong&gt;è l'interesse che si è creato su &lt;strong&gt;carburanti alternativi&lt;/strong&gt;, cioè metano e Gpl: già presenti sul mercato, non hanno nulla da invidiare (se non l'inspiegabile scarsa diffusione sulla rete) a diesel e benzina. Il metano, ricordiamo, è il più economo in assoluto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113412821143136322?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113412821143136322/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113412821143136322' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113412821143136322'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113412821143136322'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/12/olio-di-colza-considerazioni-sulle.html' title='Olio di colza: considerazioni sulle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113412703901406079</id><published>2005-12-09T12:12:00.000+01:00</published><updated>2005-12-09T12:17:19.333+01:00</updated><title type='text'>Gli ambientalisti chiedono una maggiore sorveglianza sull'import delle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;I Verdi ambiente e società fanno appello al ministero dell'Agricoltura perché impedisca l'ingresso di &lt;strong&gt;sementi Ogm &lt;/strong&gt;nel nostro Paese. Il vice-presidente dell'associazione Ivan Verga, che aveva inviato al ministro una missiva su questo tema il lo scorso anno, chiede di tutelare la prossima &lt;strong&gt;campagna di semina &lt;/strong&gt;in Italia, a partire dall'assenza di qualsiasi &lt;strong&gt;contaminazione da Ogm &lt;/strong&gt;nelle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;convenzionali. «L'appello è volto a prevenire l'incresciosa situazione dell'anno precedente, che ha visto VAS impegnata nello scoprire e denunciare la &lt;strong&gt;contaminazione da Ogm &lt;/strong&gt;di numerose &lt;strong&gt;partite di sementi &lt;/strong&gt;delle multinazionali Monsanto e Syngenta", spiega Verga. Ecco il testo del messaggio inviato. «Il recentissimo sondaggio commissionato dal Suo Dicastero, che rileva come l'85% dei nostri connazionali non desideri l'introduzione in &lt;strong&gt;commercio di alimenti di origine transgenica&lt;/strong&gt;, ritengo Le consenta un consenso pressoché unanime per ribadire l'inammissibilità di qualsiasi &lt;strong&gt;contaminazione da Ogm &lt;/strong&gt;nelle &lt;strong&gt;sementi convenzionali&lt;/strong&gt;, dando con ciò l'auspicata certezza ai nostri agricoltori e alla nostra &lt;strong&gt;agricoltura di qualità&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;E' infatti inammissibile che l'&lt;strong&gt;Associazione Italiana Sementi &lt;/strong&gt;(AIS), per il secondo anno consecutivo, dichiari che le imprese ad essa affiliate (Monsanto, Syngenta, Pioneer ecc.) non sono in grado di garantire ai nostri agricoltori un &lt;strong&gt;prodotto sementiero &lt;/strong&gt;a norma di legge (cioè esente da OGM). Siamo portati a credere che questo atteggiamento delle grandi multinazionali significhi la volontà di determinare una situazione di fatto che miri a soluzioni di non ritorno sull'inquinamento genetico della nostra &lt;strong&gt;agricoltura&lt;/strong&gt;, pregiudicando lo sviluppo di quell'&lt;strong&gt;agricoltura di qualità&lt;/strong&gt; che ci è propria.&lt;br /&gt;Apprezzeremmo un Suo intervento che ribadisca come anche la &lt;strong&gt;materia Ogm &lt;/strong&gt;debba essere sottoposta a legislazione e non a corsie preferenziali, e di questo devono convincersi le industrie multinazionali. In positivo, relativamente all'approvvigionamento alternativo, un Suo provvedimento potrebbe consentire l'&lt;strong&gt;approvvigionamento sementiero &lt;/strong&gt;direttamente da quei Paesi (Canada e Brasile) che da tempo hanno avviato una &lt;strong&gt;politica di segregazione sementiera &lt;/strong&gt;per consentire la produzione di &lt;strong&gt;seminativi di mais&lt;/strong&gt; e soia &lt;strong&gt;Ogm-Free&lt;/strong&gt;».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113412703901406079?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113412703901406079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113412703901406079' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113412703901406079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113412703901406079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/12/gli-ambientalisti-chiedono-una.html' title='Gli ambientalisti chiedono una maggiore sorveglianza sull&apos;import delle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113291812484697972</id><published>2005-11-25T12:20:00.000+01:00</published><updated>2005-11-25T12:28:44.880+01:00</updated><title type='text'>Brevetti, Design Industriale, Circuiti Integrati e Varietà Vegetali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Al momento di partire da Baghdad nel giugno del 2004 per il presunto "trasferimento di sovranità" Paul Bremer, ex amministratore della Coalition Provisional Authority (CPA), ha lasciato dietro di sé un centinaio di ordini emanati in qualità di capo dell'autorità di occupazione in Iraq. Tra questi c'è l'ordine 81 su "Brevetti, Design Industriale, Circuiti Integrati e &lt;strong&gt;Varietà Vegetali&lt;/strong&gt;". &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La nuova legge è presentata come necessaria ad assicurare la fornitura di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di buona qualità in Iraq e a facilitare l'accesso dell'Iraq al WTO. I reali effetti saranno di facilitare la penetrazione nel &lt;strong&gt;sistema agricolo &lt;/strong&gt;iraqeno dei giganti corporativi, che controllano il &lt;strong&gt;commercio di semi&lt;/strong&gt; a livello globale, come Monsanto, Syngenta, Bayer e Dow Chemical. Eliminare la &lt;strong&gt;competizione dei contadini &lt;/strong&gt;è, per queste compagnie, un prerequisito all'apertura di operazioni in Iraq, e la nuova legge garantisce loro questo risultato. Appropriarsi del primo scalino della &lt;strong&gt;catena alimentare &lt;/strong&gt;sarà il prossimo passo. Inoltre la nuova legge sui brevetti promuove specificamente la commercializzazione di &lt;strong&gt;semi geneticamente modificati &lt;/strong&gt;(GM) in Iraq. Nonostante la accanita resistenza di contadini e consumatori in tutto il mondo le stesse compagnie stanno spingendo i contadini in varie parti del mondo all'utilizzo di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;che incrementeranno i profitti aziendali. Contrariamente a quanto sostenuto dall'industria, &lt;strong&gt;le sementi GM &lt;/strong&gt;non riducono l'uso di pesticidi, ma pongono una minaccia all'ambiente e alla salute pubblica incrementando allo stesso tempo la dipendenza dei contadini dal &lt;strong&gt;business agricolo&lt;/strong&gt;. In alcuni paesi come l'India il rilascio "accidentale" di colture GM è stato &lt;a href="http://manipolato/" target="_blank"&gt;deliberatamente&lt;/a&gt;, visto che la separazione di &lt;strong&gt;colture GM e colture non-GM &lt;/strong&gt;non è realizzabile. Una volta introdotto nel &lt;strong&gt;ciclo agricolo/ecologico&lt;/strong&gt;, non c'è via d'uscita o soluzione all&lt;a href="http://www.grain.org/seedling/?id=280" target="_blank"&gt;inquinamento genetico&lt;/a&gt;. Secondo il WTO l'Iraq avrebbe una serie di opzioni legali per attenersi alle regole dell'organizzazione sulla proprietà intellettuale ma gli USA hanno semplicemente deciso che l'Iraq non deve conoscerle o sperimentarle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113291812484697972?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113291812484697972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113291812484697972' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113291812484697972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113291812484697972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/11/brevetti-design-industriale-circuiti.html' title='Brevetti, Design Industriale, Circuiti Integrati e Varietà Vegetali'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113264914758112497</id><published>2005-11-22T09:40:00.000+01:00</published><updated>2005-11-22T09:45:47.603+01:00</updated><title type='text'>Impiego delle sementi e dei materiali di riproduzione vegetativa nell'agricoltura biologica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La Commissione Europea sancisce le modalità operative per conciliare &lt;strong&gt;produzione alimentare&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;conservazione delle risorse non rinnovabili &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;protezione dell'ambiente naturale&lt;/strong&gt;, in modo da soddisfare i bisogni della popolazione attuale senza compromettere le possibilità delle popolazioni future di soddisfare i propri.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'agricoltura biologica comporta l'utilizzo delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; ottenute secondo metodi biologici.&lt;br /&gt;Affinché gli agricoltori e le aziende possano più facilmente reperire le &lt;strong&gt;sementi prodotte &lt;/strong&gt;secondo &lt;strong&gt;metodi biologici&lt;/strong&gt;, gli Stati membri devono istituire una base dati on line nella quale i &lt;strong&gt;fornitori di sementi &lt;/strong&gt;possano registrare &lt;strong&gt;le sementi &lt;/strong&gt;e i &lt;strong&gt;tuberi-seme &lt;/strong&gt;di patate, prodotti secondo il metodo di &lt;strong&gt;coltivazione biologico&lt;/strong&gt;, che intendono immettere sul mercato.&lt;br /&gt;Qualora non siano disponibili &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;della specie che un &lt;strong&gt;coltivatore biologico &lt;/strong&gt;desidera produrre o non siano disponibili varietà adeguate, è possibile chiedere all'organismo di controllo una deroga per poter utilizzare delle &lt;strong&gt;sementi di tipo non biologico&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Per le specie per le quali in futuro saranno disponibili quantitativi sufficienti di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;ottenute con &lt;strong&gt;metodo biologico &lt;/strong&gt;non dovrebbe essere autorizzata l'utilizzazione di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e di &lt;strong&gt;tuberi-seme &lt;/strong&gt;di patate non ottenuti con il &lt;strong&gt;metodo di produzione biologico&lt;/strong&gt;. Sarà quindi fissato quanto prima possibile un elenco delle specie escluse dal campo di applicazione della deroga.&lt;br /&gt;In attesa che siano adottati criteri adeguati a livello comunitario, le disposizioni applicabili ai materiali di &lt;strong&gt;riproduzione vegetativa &lt;/strong&gt;diversi dai &lt;strong&gt;tuberi-seme &lt;/strong&gt;di patate sono lasciate a discrezione degli Stati membri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113264914758112497?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113264914758112497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113264914758112497' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113264914758112497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113264914758112497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/11/impiego-delle-sementi-e-dei-materiali.html' title='Impiego delle sementi e dei materiali di riproduzione vegetativa nell&apos;agricoltura biologica'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113204604471008495</id><published>2005-11-15T10:11:00.000+01:00</published><updated>2005-11-15T10:14:04.726+01:00</updated><title type='text'>La distribuzione delle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L’Istat rende disponibili i principali risultati, riferiti al 2004, dell’indagine sulla distribuzione delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. La rilevazione è censuaria e riguarda tutte le imprese che operano con il propriomarchio o con marchi esteri nell’immissione al consumo dei &lt;strong&gt;prodotti sementieri&lt;/strong&gt;. A partire dall’anno 2002, l’indagine rileva i dati sulla provenienza, nazionale o estera, delle singole &lt;strong&gt;tipologie di sementi&lt;/strong&gt; distribuite, mentre dal 2003 viene rilevata anche la &lt;strong&gt;distribuzione delle sementi&lt;/strong&gt; consentite in agricoltura biologica. Con il termine &lt;strong&gt;semente &lt;/strong&gt;o &lt;strong&gt;seme &lt;/strong&gt;sono indicate differenti tipologie di prodotti. La sua &lt;strong&gt;capacità germinativa &lt;/strong&gt;varia da specie a specie e può durare anche per più anni. Pertanto, l’anno di &lt;strong&gt;distribuzione delle sementi&lt;/strong&gt; può non coincidere con quello diproduzione o di importazione. Da sottolineare, infine, che le quantità di &lt;strong&gt;sementi distribuite&lt;/strong&gt; fanno riferimento all'anno solare (diversamente dai dati di &lt;strong&gt;superficie seminata&lt;/strong&gt; che si riferiscono all’annata agraria 1° novembre/30 ottobre dell’anno successivo). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113204604471008495?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113204604471008495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113204604471008495' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113204604471008495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113204604471008495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/11/la-distribuzione-delle-sementi.html' title='La distribuzione delle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-113096280166598544</id><published>2005-11-02T21:15:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T21:20:01.686+01:00</updated><title type='text'>La distinzione fra sementi OGM e sementi "naturali"</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Negli Stati Uniti la legge non consente la distinzione tra le &lt;strong&gt;sementi ogm &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;non ogm&lt;/strong&gt;. Ciò accade sulla base di un principio di sostanziale equivalenza che si sta estendendo alle disposizioni dell’Unione Europea. Ai fini della brevettazione la pgm è differente da quella naturale, mentre ai fini della sua autorizzazione al commercio è sostanzialmente equivalente! I tentativi di stravolgimento delle attuali disposizioni passano attraverso:&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- introduzione del principio di coesistenza tra &lt;strong&gt;coltivazioni ogm &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;coltivazioni non ogm&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- introduzione di una soglia di tolleranza dello 0,9% tra prodotti che vanno etichettati come ogm e quelli che possono essere commercializzati senza tale indicazione&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- introduzione di una soglia di tolleranza anche nelle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e non solo negli alimenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Tutti e tre questi punti contengono dei paradossi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;-Come si può parlare di coesistenza quando le pgm trasmettono la manipolazione genetica attraverso il polline che si diffonde con il vento e con gli insetti?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Come si può pensare che la soglia dello 0,9% possa costituire il confine tra un prodotto da etichettare come ogm ed uno che possiamo indicare come non ogm? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Come si può giustificare una soglia di tolleranza di ogm nelle sementi e dire che si vuole prevenire la contaminazione e perseguire la separazione tra ogm e non ogm? &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La presenza di una percentuale di ogm nei &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;destinati alle &lt;strong&gt;coltivazioni &lt;/strong&gt;normali, porterà ad una contaminazione predeterminata, inoltre con questa soglia le &lt;strong&gt;società sementiere &lt;/strong&gt;non avranno alcun motivo di affrontare i maggiori costi per produrre &lt;strong&gt;sementi senza ogm&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il risultato finale è che progressivamente tutta l’&lt;strong&gt;agricoltura &lt;/strong&gt;diverrà un po’ contaminata e verrà meno la motivazione per il consumatore di pagare qualcosa in più per le produzioni di qualità che vengono dal territorio, con tutti gli effetti negativi per l’economia e l’ambiente del nostro paese. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-113096280166598544?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/113096280166598544/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=113096280166598544' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113096280166598544'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/113096280166598544'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/11/la-distinzione-fra-sementi-ogm-e.html' title='La distinzione fra sementi OGM e sementi &quot;naturali&quot;'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112962802534565639</id><published>2005-10-18T11:26:00.000+02:00</published><updated>2005-10-18T11:33:45.360+02:00</updated><title type='text'>Lo studio della UCS sulle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un nuovo studio della &lt;strong&gt;Union of Concerned Scientists &lt;/strong&gt;(UCS) dimostra che sono bastati meno di dieci anni di &lt;strong&gt;agricoltura commerciale &lt;/strong&gt;per provocare contaminazioni “massicce” da OGM nei raccolti tradizionali negli Stati Uniti. L’interpretazione più prudente dei risultati degli studi (che si basano su due serie di campioni di laboratorio ciascuno di sei varietà tradizionali di mais, soia e colza) mostra &lt;strong&gt;materiale geneticamente manipolato &lt;/strong&gt;in almeno il 50% del mais, il 50% della soia e l’83% della colza. La relazione afferma anche che “non vi sono motivi di pensare che i geni modificati, individuati da questo studio, siano gli unici a passare nelle &lt;strong&gt;sementi tradizionali&lt;/strong&gt; (...). Geni che provengono da varietà transgeniche meno utilizzate, oltre alle centinaia di varietà modificate che sono state testate nei campi negli Stati Uniti, potrebbero contaminare le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;dei raccolti per l’alimentazione umana e animale.” Le conseguenze per l’ambiente, la sicurezza alimentare e per i lavoratori agricoli e nella trasformazione sono enormi. I &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;sono la vita. Certo le cause della fame sono numerose, ma non includono &lt;strong&gt;risorse genetiche vegetali&lt;/strong&gt; inadeguate. Al contrario, la lotta contro la fame esige la difesa concertata della biodiversità e delle varietà in declino di piante selvatiche e coltivate, e delle loro &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, che sono l’eredità di tutta l’umanità. Tutelare le &lt;strong&gt;riserve di sementi &lt;/strong&gt;contro contaminazioni da &lt;strong&gt;OGM &lt;/strong&gt;è una necessità vitale se si vogliono proteggere le fonti di alimentazione e continuare a progredire verso un’agricoltura socialmente ed ecologicamente sostenibile, per le generazioni attuali e future. L’alternativa ci spingerebbe a tutta velocità verso una monocoltura insostenibile e la dipendenza universale dalle transnazionali della biotecnologia, dai loro &lt;strong&gt;diserbanti/pesticidi &lt;/strong&gt;e dai loro brevetti sugli elementi fondamentali della vita. Anche la Ue sta cedendoLo studio americano arriva in un momento in cui la Monsanto e le altre TNC delle “scienze della vita” stanno opponendosi (attraverso il governo USA) a regole restrittive sull’etichettatura degli OGM all’OMC, stanno forzando la mano ai paesi in via di sviluppo affinché accettino &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;importazioni &lt;/strong&gt;OGM (spesso camuffate in aiuti alimentari) e usano risorse finanziarie per distruggere o accattivarsi istituzioni di &lt;strong&gt;ricerca agricola &lt;/strong&gt;di interesse pubblico. Grazie agli accordi TRIPS, uno dei pilastri dell’OMC, la normativa internazionale sui brevetti è in corso di modificazione a favore delle transnazionali per autorizzare brevetti su forme di vita. Il Commissario dell’UE per l’agricoltura, Fischler, si sta adoperando per smantellare quello che rimane della moratoria de facto dell’UE sulle autorizzazioni di piante OGM: una ventina di piante OGM sono in attesa di approvazione dell’UE, altre seguiranno. Malgrado una serie di estesi test sul terreno abbiano dimostrato chiaramente la minaccia degli OGM per le piante e gli animali, il governo del Regno Unito si appresta ad autorizzare la piantagione di mais GM. Le multinazionali stanno impossessandosi sempre più della catena alimentare e del sistema internazionale che rafforza il loro dominio. I perdenti sono la biosfera, gli agricoltori ed i lavoratori.Una portavoce dell’&lt;strong&gt;Associazione americana dell’industria &lt;/strong&gt;di biotecnologia ha dichiarato che “non era sorpresa da questa relazione, sapendo che il polline viaggia e che le sementi di base possono mischiarsi in vari luoghi.” Sa di cosa parla, contrariamente a coloro che propongono di “segregare” i &lt;strong&gt;raccolti sui campi &lt;/strong&gt;e le loro sementi per proteggersi dalla contaminazione genetica. Speriamo che gli altri capiscano il problema e reagiscano in conseguenza. Lo studio dell’UCS e l’enorme quantità di informazioni scientifiche disponibili al pubblico, provenienti da fonti indipendenti dall’industria degli OGM, testimoniano l’impossibilità di difendere le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;dalla contaminazione degli OGM “isolando” i &lt;strong&gt;campi seminati con sementi OGM&lt;/strong&gt; o applicando una separazione precisa tra sementi OGM e non. La “coesistenza” di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e raccolti OGM e non-OGM è impossibile, prima di tutto a causa del modo di propagazione delle piante e poi a causa del modo di stoccaggio, trasporto e &lt;strong&gt;commercializzazione delle sementi&lt;/strong&gt;. Anche il principio che vuole che “chi inquina paga” è di applicazione illusoria, perché non tiene conto dell’equilibrio delle forze che presiedono alla contaminazione da OGM. Monsanto inarrestabile Società come la Monsanto non hanno brevettato stricto sensu le loro &lt;strong&gt;piante resistenti ai diserbanti e ai pesticidi&lt;/strong&gt;, ma l’ADN manipolato, così che trasferimenti genetici (per esempio attraverso l’impollinazione) rendono le &lt;strong&gt;piante geneticamente colonizzate &lt;/strong&gt;suscettibili di accuse di violazione di brevetto. L’ “accumulo di geni”, cioè di certe caratteristiche indotte dagli OGM mediante &lt;strong&gt;fertilizzazione incrociata &lt;/strong&gt;per produrre nuove varietà di piante, in certi casi capaci di resistere a molteplici &lt;strong&gt;diserbanti e/o pesticidi&lt;/strong&gt;, avviene già su vasta scala. In Messico, culla del &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt;, la contaminazione transgenica di varietà indigene è stata individuata in 33 comunità in nove stati malgrado l’esistenza di una moratoria sulla piantagione di mais GM approvata dal governo messicano. Nei campioni messicani contaminati sono state individuate fino a quattro caratteristiche GM in una singola pianta, inclusa la tossina insetticida geneticamente fabbricata inserita nel mais GM StarLink. Il governo americano aveva negato l’autorizzazione per StarLink per consumo umano e grandi quantità di alimenti trasformati contenenti tracce di StarLink erano stati ritirati dagli scaffali dei supermercati vari anni fa. L’origine probabile della contaminazione è nell’&lt;strong&gt;importazione di mais &lt;/strong&gt;GM dagli Stati Uniti che, grazie alla NAFTA, ha passato il confine a prezzi inferiori al costo di produzione, danneggiando i lavoratori rurali e le loro comunità. La colza GM ha conquistato le praterie degli Stati Uniti e del Canada e si è estesa praticamente fino ai bordi delle strade lungo i &lt;strong&gt;campi seminati&lt;/strong&gt;. La Monsanto, utilizzando suo personale specifico alla ricerca di “prove” di uso illecito di &lt;strong&gt;sement&lt;/strong&gt;i, ha minacciato di denunciare centinaia di agricoltori se rifiutavano di pagare per il privilegio di ospitare gli invasori. La Monsanto è attualmente in causa contro Percy Schmeiser, agricoltore canadese, a cui chiede 1 milione di dollari USA perché ha trovato nei suoi campi materiale genetico brevettato, malgrado il fatto che l’agricoltore non abbia mai piantato la varietà GM della Monsanto, resistente al Roundup. La causa è attualmente all’esame della Corte suprema canadese. Con questo sistema paga chi viene inquinato e non chi inquina. Intimidazioni e avvertimenti sono mezzi utilizzati per assicurarsi che non si conservino più le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, ma che siano acquistate presso le multinazionali. La tecnologia OGM commercializzata non può più essere definita una minaccia potenziale o speculativa, perché il dominio delle grandi società attraverso la contaminazione GM si esercita già su vasta scala. Prove che documentano l’estensione di tale contaminazione non sorprendono l’industria, semplicemente perché ha deliberatamente adottato la strategia di liberare gli OGM nell’ambiente su scala estremamente vasta. Sapendo che il trasferimento di materiale genetico non può essere efficacemente delimitato, le multinazionali stanno semplicemente aspettando il momento in cui le “soglie” di tolleranza non avranno più significato, poiché saranno state rapidamente sorpassate.Né la resistenza dei consumatori né le autorizzazioni selettive di piantagioni commerciali di OGM sono sufficienti a prevenire ulteriori contaminazioni: la tolleranza zero è l’unica difesa contro una tecnologia fondamentalmente invasiva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112962802534565639?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112962802534565639/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112962802534565639' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112962802534565639'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112962802534565639'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/10/lo-studio-della-ucs-sulle-sementi.html' title='Lo studio della UCS sulle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112860324982733282</id><published>2005-10-06T14:26:00.000+02:00</published><updated>2005-10-06T14:54:09.843+02:00</updated><title type='text'>Linee-guida per l’analisi delle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Secondo i dati pubblicati nel documento del marzo 2004 dal Comitato Interministeriale di Valutazione delle Biotecnologie – Gruppo Tecnico Temporaneo di Lavoro, istituito presso il Ministero della Salute, titolato “La presenza accidentale di organismi transgenici: linee-guida per il campionamento e l’analisi delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; e per la gestione delle colture”, si sono coltivate nel 2000, 44,2 milioni di ettari di &lt;strong&gt;piante transgeniche &lt;/strong&gt;(circa una volta e mezzo la superficie dell’Italia). Nel 2001 si è raggiunto i 52,6 milioni di ettari, dislocati in ben 13 paesi (USA, Canada, Messico, Argentina, Uruguay, Spagna, Germania, Romania, Bulgaria, Cina, Indonesia, Sud Africa, Australia), con un incremento del 19% rispetto all’anno precedente. Principali &lt;strong&gt;colture transgeniche&lt;/strong&gt;: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* &lt;strong&gt;soia&lt;/strong&gt; – 33,3 milioni di ettari (46% superficie mondiale di questa coltura) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt; – 9,8 milioni di ettari (7% superficie mondiale di questa coltura) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* &lt;strong&gt;cotone&lt;/strong&gt; – 6,8 milioni di ettari (20% superficie mondiale di questa coltura) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* &lt;strong&gt;colza&lt;/strong&gt; – 2,7 milioni di ettari (11% superficie mondiale di questa coltura). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La &lt;strong&gt;soia&lt;/strong&gt; e il &lt;strong&gt;cotone&lt;/strong&gt; transgenici sono stati coltivati rispettivamente in Brasile e India, anche se l’autorizzazione alla commercializzazione avverrà solo quest’anno. La tolleranza ai diserbanti totali a base di glifosate o glufosinato ammonio, è il carattere che contraddistingue la maggioranza delle &lt;strong&gt;colture transgeniche&lt;/strong&gt;. Soia, mais, colza o cotone con questa tolleranza sono state coltivate nel 2001 su 40,6 milioni di ettari (il 77% della superficie transgenica totale).&lt;br /&gt;I dati statistici degli ultimi 6 anni, secondo lo studio, indicano una crescita continua delle &lt;strong&gt;colture transgeniche&lt;/strong&gt; sia come superficie coltivata – da 1,7 milioni di ettari nel ’96 a 52,6 nel 2001 – , sia in termini di Paesi coinvolti – da 3 paesi nel ’96 a 15 nel 2001 – e la loro presenza in 5 continenti con una tendenza alla diffusione soprattutto nel Sud del Mondo (+26% rispetto al 2000). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell’Unione Europea è stata autorizzata la coltivazione di 10 tipi di piante transgeniche: &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* 3 tipi di mais &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* 2 tipi di colza &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* 1 tipo di radicchio &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* 3 varietà di garofano &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;* 1 varietà di tabacco. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per altri 3 &lt;strong&gt;Ogm&lt;/strong&gt; – soia RR (Monsanto), mais Bt11 (Novartis) e colza con tolleranza a glufosinato ammonio (AgrEvo) – l’UE ha autorizzato l’&lt;strong&gt;importazione&lt;/strong&gt; e l’&lt;strong&gt;uso alimentare &lt;/strong&gt;ma non la coltivazione. USA e Canada hanno invece autorizzato la coltivazione di oltre 50 tipi di &lt;strong&gt;piante transgeniche&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Nell’UE sono state autorizzate nel 2000 circa 387.500 tonn. di mais, soia, colza e cotone, 96.000 delle quali (24,8%) importate da Paesi terzi. Le &lt;strong&gt;sementi di mais&lt;/strong&gt; sono state &lt;strong&gt;importate&lt;/strong&gt; per il 30% circa dagli USA, quelle di soia quasi totalmente dagli USA e Canada. Da USA, Canada e Australia sono stati &lt;strong&gt;importati&lt;/strong&gt; oltre il 50% delle &lt;strong&gt;sementi di colza&lt;/strong&gt; e il 96% delle &lt;strong&gt;sementi di cotone&lt;/strong&gt;. Nel 2001 il 47% delle &lt;strong&gt;sementi di mais&lt;/strong&gt; e il 77% di quelle di soia utilizzate in Italia sono state importate da Paesi comunitari o da Paesi terzi. Principali fornitori sono stati Francia, USA e Canada. Sempre nel 2001 in Italia sono stati destinati alla &lt;strong&gt;produzione di sementi&lt;/strong&gt; 4000 ettari di soia e 4086 ettari di mais (incremento del 54% per la soia e del 12% per il &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt; rispetto al 2000). &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112860324982733282?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112860324982733282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112860324982733282' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112860324982733282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112860324982733282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/10/linee-guida-per-lanalisi-delle-sementi.html' title='Linee-guida per l’analisi delle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112601115112624321</id><published>2005-09-06T14:46:00.000+02:00</published><updated>2005-09-06T14:52:31.133+02:00</updated><title type='text'>I punti critici del sistema di controllo sugli OGM</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una &lt;strong&gt;pianta transgenica&lt;/strong&gt; presenta geni esogeni stabilmente inseriti nel suo genoma, ai quali, generalmente, è correlata la produzione di una nuova proteina.&lt;br /&gt;Esistono quindi due possibili alternative per evidenziare la presenza di genotipi transgenici in materie prime od &lt;strong&gt;alimenti&lt;/strong&gt;: disporre di sistemi analitici volti all’identificazione della proteina codificata dai &lt;strong&gt;geni esogeni&lt;/strong&gt; oppure di sistemi capaci di rilevare direttamente il transgene o parti del costrutto con cui è stata operata la trasformazione genica.&lt;br /&gt;Nel primo caso sono stati sviluppati saggi immunologici diretti ad evidenziare alcune &lt;strong&gt;proteine transgeniche &lt;/strong&gt;presenti nelle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;attraverso una reazione antigene-anticorpo, (applicazioni ELISA e Western blotting) che possono essere considerate metodiche semi-quantitative che hanno il vantaggio della relativa facilità d’esecuzione e del basso costo.&lt;br /&gt;Il limite di tali tecniche sta nella necessità di disporre di &lt;strong&gt;estratti proteici&lt;/strong&gt; non degradati: la tendenza è di riservarle quindi all’analisi di &lt;strong&gt;materie prime&lt;/strong&gt;, in cui le molecole proteiche non siano state degradate da trattamenti tecnologici.&lt;br /&gt;L’analisi delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;potrebbe quindi trovare uno sbocco in queste metodiche di tipo &lt;strong&gt;ELISA&lt;/strong&gt;, con la consapevolezza che ciascun test è in grado di individuare un solo specifico evento transgenico. Un altro limite delle metodiche immunologiche risiede nel fatto che la proteina transgenica deve essere presente nel tessuto vegetale oggetto di analisi. Ad esempio: è disponibile in commercio un kit ELISA per la determinazione di una variante di proteina Bt presente negli eventi Bt176 e Mon810. Si può analizzare con successo granella di Mon810 con tale kit, ma non granella Bt176: in quest’ultimo caso, infatti, l’accumulo di &lt;strong&gt;proteina transgenica &lt;/strong&gt;nel &lt;strong&gt;seme &lt;/strong&gt;è trascurabile, mentre è ben presente nella &lt;strong&gt;foglia &lt;/strong&gt;(per cui il metodo potrebbe essere utilmente impiegato sulle &lt;strong&gt;produzioni in campo&lt;/strong&gt;).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112601115112624321?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112601115112624321/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112601115112624321' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112601115112624321'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112601115112624321'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/09/i-punti-critici-del-sistema-di.html' title='I punti critici del sistema di controllo sugli OGM'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112305956030649647</id><published>2005-08-03T10:52:00.000+02:00</published><updated>2005-08-03T10:59:20.316+02:00</updated><title type='text'>Impiego delle sementi e dei materiali di riproduzione vegetativa nell'agricoltura biologica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'&lt;strong&gt;agricoltura biologica&lt;/strong&gt; comporta l'utilizzo delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; ottenute secondo &lt;strong&gt;metodi biologici&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Affinché gli &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;e le aziende possano più facilmente reperire le &lt;strong&gt;sementi prodotte &lt;/strong&gt;secondo &lt;strong&gt;metodi biologici&lt;/strong&gt;, gli Stati membri devono istituire una base dati on line nella quale i &lt;strong&gt;fornitori delle sementi &lt;/strong&gt;possano registrare le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e i &lt;strong&gt;tuberi-seme &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;patate&lt;/strong&gt;, prodotti secondo il &lt;strong&gt;metodo di coltivazione biologico&lt;/strong&gt;, che intendono immettere sul mercato.&lt;br /&gt;Qualora non siano disponibili le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;della specie che un &lt;strong&gt;coltivatore biologico &lt;/strong&gt;desidera produrre o non siano disponibili varietà adeguate, è possibile chiedere all'organismo di controllo una deroga per poter utilizzare le &lt;strong&gt;sementi di tipo non biologico&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Per le specie per le quali in futuro saranno disponibili quantitativi sufficienti delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;ottenute con &lt;strong&gt;metodo biologico &lt;/strong&gt;non dovrebbe essere autorizzata l'utilizzazione delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e dei &lt;strong&gt;tuberi-seme &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;patate &lt;/strong&gt;non ottenuti con il metodo di produzione biologico. Sarà quindi fissato quanto prima possibile un elenco delle specie escluse dal campo di applicazione della deroga.&lt;br /&gt;In attesa che siano adottati criteri adeguati a livello comunitario, le disposizioni applicabili ai materiali di &lt;strong&gt;riproduzione vegetativa &lt;/strong&gt;diversi dai &lt;strong&gt;tuberi-seme &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;patate &lt;/strong&gt;sono lasciate a discrezione degli Stati membri. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112305956030649647?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112305956030649647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112305956030649647' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112305956030649647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112305956030649647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/08/impiego-delle-sementi-e-dei-materiali.html' title='Impiego delle sementi e dei materiali di riproduzione vegetativa nell&apos;agricoltura biologica'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112296928548769267</id><published>2005-08-02T09:53:00.000+02:00</published><updated>2005-08-02T09:58:28.056+02:00</updated><title type='text'>Il mercato delle sementi professionali nel 2004</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;strong&gt;mercato &lt;/strong&gt;dell’ortaggio fresco ha vissuto nel 2004 un anno difficilissimo, con ovvie conseguenze negative anche sui risultati economici delle &lt;strong&gt;aziende sementiere &lt;/strong&gt;del segmento professionale. Ad una partenza tutto sommato positiva, hanno infatti ben presto fatto seguito problemi di sovraproduzione favoriti dal buon &lt;strong&gt;andamento stagionale&lt;/strong&gt;, in Italia così come nel resto d’Europa. Nel contempo, mentre la stagnazione economica che stiamo attraversando ha portato le famiglie italiane a diminuire i &lt;strong&gt;consumi di ortaggi&lt;/strong&gt;, i &lt;strong&gt;mercati &lt;/strong&gt;e la GDO in testa hanno potuto beneficiare di produzioni abbondanti e di qualità, delle più diverse provenienze (Spagna, Nord Europa, Nord Africa, Paesi dell’Est). La domanda contratta e l’offerta abbondante hanno determinato il più grave crollo dei &lt;strong&gt;prezzi degli ortaggi freschi &lt;/strong&gt;all’origine che si sia mai registrato, messo drammaticamente in evidenza da prezzi al consumo superiori di 10-20 volte a quelli pagati al produttore. La mancanza di liquidità da parte di &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;vivaisti &lt;/strong&gt;ha portato alcuni di essi ad abbandonare l’attività (con buona pace dei crediti delle &lt;strong&gt;aziende sementiere&lt;/strong&gt;), oppure a cercare soluzioni alternative, nel tentativo di contenere i costi di produzione. Alle &lt;strong&gt;sementi originali&lt;/strong&gt;, di qualità, si è giunti a preferire quelle riprodotte, facendo balzare nel nostro Paese tale attività non autorizzata a punte mai viste. Si è persino fatto ricorso alla &lt;strong&gt;riproduzione vegetativa &lt;/strong&gt;non autorizzata degli ibridi maggiormente diffusi, con evidenti ripercussioni negative per l’intero settore. L’&lt;strong&gt;AIS&lt;/strong&gt; si è impegnata per cercare di limitare gli effetti negativi di tali azioni, cercando di attivare collaborazioni con i vivaisti (COVI) e di sensibilizzare anche la GDO; la strada da percorrere è però ancora lunga ed impegnativa. Per quanto riguarda il mercato, i prodotti maggiormente penalizzati dalle quotazioni sono risultati gli &lt;strong&gt;ortaggi facilmente conservabili &lt;/strong&gt;e trasportabili quali &lt;strong&gt;cipolle, zucche, carote, pomodori, peperoni, angurie e meloni&lt;/strong&gt;. Il fenomeno delle riproduzioni non autorizzate ha avuto invece ripercussioni negative sulle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;lattuga-indivia &lt;/strong&gt;e di &lt;strong&gt;finocchio&lt;/strong&gt;, al punto che alcune ditte estere costitutrici hanno sospeso l’introduzione e la diffusione in Italia delle loro novità, con ovvie conseguenze per la qualità e competitività delle &lt;strong&gt;produzioni orticole nazionali&lt;/strong&gt;. Dal punto di vista normativo, il settore attende impaziente l’attuazione da parte del nostro Ministero della decisione 2004/842/CE del 1° dicembre scorso, in merito alla &lt;strong&gt;commercializzazione di sementi&lt;/strong&gt; di varietà in corso di iscrizione. Tale provvedimento, oltre a ridare interesse al Registro italiano e permettere di presentare con immediatezza le nuove varietà ai produttori, dovrebbe eliminare quelle sperequazioni createsi nel tempo tra i diversi paesi della Comunità.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112296928548769267?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112296928548769267/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112296928548769267' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112296928548769267'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112296928548769267'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/08/il-mercato-delle-sementi-professionali.html' title='Il mercato delle sementi professionali nel 2004'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112132777428748455</id><published>2005-07-14T09:46:00.000+02:00</published><updated>2005-07-14T09:56:14.296+02:00</updated><title type='text'>In commercio varietà non autorizzate di mais transgenico</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una varietà non ancora autorizzata di &lt;strong&gt;mais OGM &lt;/strong&gt;è stata inavvertitamente coltivata negli Stati Uniti dalla Syngenta. La notizia è apparsa sul sito della &lt;strong&gt;rivista "Nature"&lt;/strong&gt;. La &lt;a href="http://www.syngenta.com/en/index.aspx" target="s7_01apr05_5.jsp"&gt;Syngenta&lt;/a&gt;, uno dei principali operatori biotecnologici del pianeta, avrebbe rivelato lo sbaglio all'inizio dell'anno alle autorità americane.&lt;br /&gt;Anche se si ritiene che le &lt;strong&gt;colture&lt;/strong&gt; non autorizzate non abbiano effetti sulla salute umana, l'episodio rivela quanto siano fragili i controlli nel settore e quanto poco le multinazionali riescano a controllare la loro stessa attività.&lt;br /&gt;La &lt;strong&gt;coltura &lt;/strong&gt;in questione è quella del &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;nel cui DNA è stato inserito parte del genoma del batterio &lt;a href="http://helios.bto.ed.ac.uk/bto/microbes/bt.htm" target="s7_01apr05_5.jsp"&gt;Bacillus thuringiensis &lt;/a&gt;(Bt), che viene usato per agire come pesticida. La Syngenta ha già ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione a scopi non umani di un'altra varietà di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;transegnico chiamato Bt11, che oltre a essere usato negli USA è stato anche autorizzato alla vendita in Europa e potrebbe anche essere autorizzato alla &lt;strong&gt;coltivazione &lt;/strong&gt;nel vecchio Continente. Ma tra il 2001 e il 2004 dagli stabilimenti della Syngenta non sono usciti semi di mais di varietà Bt11, ma quelli di un'altra varietà, la Bt10 che, al contrario non ha ottenuto alcun tipo di autorizzazione.&lt;br /&gt;Secondo i calcoli in tutto sarebbero state prodotte &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;GM non autorizzate sufficienti per coprire 150 chilometri quadrati di &lt;strong&gt;coltivazioni&lt;/strong&gt;. La Syngenta non ha però voluto fornire nessuna lista dei paesi a cui è stata venduta questa varietà non autorizzata.&lt;br /&gt;Le associazioni ambientaliste sottolineano che il mais Bt10 è diverso dal Bt11, perché contiene un gene marcatore di resistenza all'antibiotico ampicillina. &lt;a href="http://www.greenpeace.it/new/displaynews.php?id=690" target="s7_01apr05_5.jsp"&gt;Greenpeace&lt;/a&gt; sottolinea che le autorità statunitensi hanno valutato la sicurezza del Bt10 per l'utilizzo umano solo a fine 2004, ovvero quando sono state informate della contaminazione. Per ben 4 anni, i consumatori che hanno mangiato prodotti contenenti mais OGM possono aver ingerito anche mais Bt10, assolutamente non testato ai fini della &lt;strong&gt;sicurezza ambientale e alimentare&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112132777428748455?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112132777428748455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112132777428748455' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112132777428748455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112132777428748455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/07/in-commercio-variet-non-autorizzate-di.html' title='In commercio varietà non autorizzate di mais transgenico'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-112055225331744375</id><published>2005-07-05T10:26:00.000+02:00</published><updated>2005-07-05T10:30:53.323+02:00</updated><title type='text'>Monsanto e Pioneer indagate per frode nel commercio di sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Con l'accusa di frode in &lt;strong&gt;commercio&lt;/strong&gt; il procuratore aggiunto Raffaele Guariniello ha iscritto nel registro degli indagati i rappresentanti legali di Monsanto Italia e di Pioneer Hi-Bred Italia.&lt;br /&gt;E' accaduto a seguito dei controlli che il magistrato ha disposto nei laboratori privati cui si rivolgono le multinazionali per farsi «certificare» la «purezza» dei &lt;strong&gt;prodotti sementieri&lt;/strong&gt; destinati al nostro &lt;strong&gt;mercato &lt;/strong&gt;come tradizionali.&lt;br /&gt;L'esito è stato sorprendente: un «lotto» positivo alle analisi viene riesaminato finché non risulta negativo.&lt;br /&gt;Com'è possibile?&lt;br /&gt;Per il test bastano 3000 &lt;strong&gt;semi macinati&lt;/strong&gt;, è sufficiente cambiarli ad ogni esito che indichi &lt;strong&gt;contaminazione di Ogm &lt;/strong&gt;con le sementi tradizionali.&lt;br /&gt;Prima o poi, all'interno dello stesso &lt;strong&gt;lotto&lt;/strong&gt;, salterà fuori una composizione compatibile con le richieste del mercato di &lt;strong&gt;sementi Ogm&lt;/strong&gt; free.&lt;br /&gt;La dichiarazione è rassicurante.&lt;br /&gt;Peccato che Guariniello sia andato a fondo, fatto sequestrare &lt;strong&gt;partite di sementi &lt;/strong&gt;presso grossisti o consorzi agrari, le abbia fatte analizzare e riscontrato contaminazioni di prodotti che non risultavano dalle «autocertifcazioni».&lt;br /&gt;Nuovo passo, questa volta presso i laboratori, dietro le cui analisi negative si erano nel frattempo riparate le sedi italiane delle multinazionali del biotech. In quei centri si è trovata documentazione di positività riscontrate ai primi controlli.&lt;br /&gt;Dalle dichiarazioni dei responsabili dei laboratori è poi emerso che è la politica delle aziende a disporre la ripetizione dei test su &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;diversi degli stessi lotti.&lt;br /&gt;La normativa italiana prevede da alcuni anni che le &lt;strong&gt;sementi Ogm &lt;/strong&gt;free siano commercializzate con «dichiarazioni» delle aziende sulla presenza o meno di organismi geneticamente modificati nelle &lt;strong&gt;sementi in vendita&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il ministero per le Politiche agricole fa sottoporre ad analisi il 20 per cento di quelle di mais e soia prodotte qui o &lt;strong&gt;importate &lt;/strong&gt;per essere vendute sul mercato italiano.&lt;br /&gt;La procedura dei controlli è stata affidata all'&lt;strong&gt;Ente nazionale sementi elette&lt;/strong&gt; (Ense).&lt;br /&gt;I prelievi di campioni devono essere eseguiti tanto in fase di produzione quanto di stoccaggio, a monte delle forniture ai grossisti.&lt;br /&gt;I &lt;strong&gt;lotti&lt;/strong&gt; che risultino contaminati devono essere ritirati dalle aziende. Guariniello si è rivolto al ministero per evidenziare i limiti emersi nei controlli:&lt;br /&gt;1) l'80 per cento delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; finisce sul mercato con un'«autocertificazione» perché le analisi per le attestazioni non sono affidate ad organismi indipendenti;&lt;br /&gt;2) sono le aziende a fornire i campioni da esaminare;&lt;br /&gt;3) il meccanismo di ripetizione delle analisi è «inquinante».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Stampa, 25 maggio 2005&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-112055225331744375?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/112055225331744375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=112055225331744375' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112055225331744375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/112055225331744375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/07/monsanto-e-pioneer-indagate-per-frode.html' title='Monsanto e Pioneer indagate per frode nel commercio di sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-111658332384863638</id><published>2005-05-20T11:52:00.000+02:00</published><updated>2005-05-20T12:02:03.853+02:00</updated><title type='text'>Sementi: i progressi compiuti dalla Conferenza di Rio ad oggi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Per arrivare a una &lt;strong&gt;agricoltura sementiera&lt;/strong&gt; ed a uno sviluppo rurale durevole, bisogna procedere per tappe. In quest'ottica alcuni progressi, anche se non collegati tra loro, sono stati compiuti. I paesi sviluppati, i paesi in via di sviluppo e i paesi in transizione sono sempre più coscienti della necessità di tenere conto dei problemi dell'ambiente nelle loro &lt;strong&gt;politiche agricole &lt;/strong&gt;e nelle attività di  produzione ed &lt;strong&gt;import export delle sementi&lt;/strong&gt;. In effetti, la necessità di rispondere alla domanda dei consumatori e di aprire nuovi sbocchi per la &lt;strong&gt;commercializzazione delle sementi &lt;/strong&gt;accorda agli &lt;strong&gt;scambi agricoli &lt;/strong&gt;un ruolo importante in questo processo. Progressi considerevoli anche se riguardano solo una piccolissima parte della &lt;strong&gt;produzione sementiera &lt;/strong&gt;sono stati registrati grazie all'introduzione dei metodi di &lt;strong&gt;coltura biologica &lt;/strong&gt;nel quadro di diversi programmi di "certificazione biologica" varati da ciascun paese. Per quel che concerne la partecipazione delle popolazioni, è innegabile il vantaggio che si può trarre dall'interazione tra le istituzioni dei settori strutturati e non strutturati della società civile, per far partecipare tutti alle decisioni e all'elaborazione delle politiche; si è ormai coscienti della necessità di creare dei partenariati e delle reti per favorire il consenso. Concretamente, i progressi ottenuti si sono tradotti in una ristrutturazione delle cooperative agricole per porre in atto riforme legislative che facilitino la creazione di associazioni, e in special modo &lt;strong&gt;organizzazioni di aiuto tra agricoltori &lt;/strong&gt;e lavoratori delle campagne. Queste organizzazioni hanno un ruolo molto importante soprattutto come intermediarie tra i governi, le fonti di credito e gli &lt;strong&gt;agricoltori&lt;/strong&gt;. Nel campo della conservazione e del ripristino delle terre, progressi significativi sono stati ottenuti a livello locale per rispondere alle istanze e agli sforzi degli stessi utilizzatori; con il passare del tempo, i grandi progetti ispirati dai governi e imposti dalle autorità centrali sono stati via via abbandonati. I programmi nazionali, come quelli compresi nel quadro del Programma internazionale della FAO per la conservazione e il ripristino delle terre, sono basati sull'elaborazione di &lt;strong&gt;politiche integrate &lt;/strong&gt;di gestione e di utilizzo delle terre che spesso travalicano il semplice &lt;strong&gt;settore dell'agricoltura &lt;/strong&gt;(per esempio, il trattamento dei residui). Piccoli stati insulari in via di sviluppo (come la Giamaica) hanno elaborato, con la collaborazione della FAO e del Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente (PNUE), programmi di politica nazionale per una corretta &lt;strong&gt;utilizzazione dei suoli&lt;/strong&gt;. Progressi considerevoli sono stati compiuti anche nel campo delle risorse &lt;strong&gt;fitogenetiche &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;zoogenetiche&lt;/strong&gt;. Numerosi paesi asiatici hanno lanciato programmi di protezione integrata per il &lt;strong&gt;riso &lt;/strong&gt;e analoghi programmi sono stati applicati per &lt;strong&gt;l'importazione e l'esportazione delle sementi &lt;/strong&gt;in e verso altri paesi. Un meccanismo di protezione integrata è stato creato grazie agli sforzi comuni di FAO, PNUE, del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD) e della Banca Mondiale, per assicurare un legame tra i donatori, gli organismi che hanno lanciato l'iniziativa, i &lt;strong&gt;gruppi di agricoltura&lt;/strong&gt;, le autorità nazionali e locali e le ONG. E gli sforzi impiegati per introdurre metodi di protezione integrata delle colture al comparire di nuove infestazioni sono il miglior indice di successo.Un tale risultato positivo non è stato ottenuto nel campo dell'adozione su larga scala di sistemi di gestione integrata per la &lt;strong&gt;fertilizzazione del terreno &lt;/strong&gt;e il nutrimento delle &lt;strong&gt;piante&lt;/strong&gt;. Qualche programma è stato comunque realizzato, soprattutto in materia di inventario e di valutazione a livello nazionale di tutte le fonti di nutrimento organico e minerale delle piante. È anche stato possibile definire più precisamente i concetti e scambiarsi esperienze al proposito. I progressi realizzati per la diversificazione dell'energia rurale dipendono essenzialmente da fattori economici. Il costo di alcune fonti rinnovabili di energia, come l'energia eolica, è nettamente diminuito, e i sistemi fotovoltaici che captano energia solare stanno diventando competitivi rispetto alle fonti di energia tradizionale. La privatizzazione e la deregulation delle compagne fornitrici di energia elettrica ha creato nuove possibilità di produrre elettricità in aiuto alle fonti d'energia rinnovabili non tradizionali.Le indicazioni di cui disponiamo oggi fanno pensare che l'aumento della quantità di raggi ultravioletti causato dal buco dell'ozono non ha quasi avuto effetti sulla fotosintesi e sulla crescita vegetale, benché non si possa escludere la possibilità di mutazioni genetiche a lungo termine. In compenso, si pensa che l'aumento della concentrazione di ozono nella troposfera a causa dell'inquinamento atmosferico avrà effetti negativi immediati sulla maggior parte delle &lt;strong&gt;specie vegetali&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-111658332384863638?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/111658332384863638/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=111658332384863638' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/111658332384863638'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/111658332384863638'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/05/sementi-i-progressi-compiuti-dalla.html' title='Sementi: i progressi compiuti dalla Conferenza di Rio ad oggi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-111390736308771712</id><published>2005-04-19T12:38:00.000+02:00</published><updated>2005-04-19T12:42:43.086+02:00</updated><title type='text'>Problemi per le sementi di orticole</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una delle principali realtà nazionali della &lt;strong&gt;produzione &lt;/strong&gt;organizzata, la cooperativa APOFRUIT di Cesena, lo scorso dicembre ha scritto al MiPAF per chiedere l'autorizzazione ad impiegare lotti di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;prodotti nel 2002 in conformità al'art. 6 del Reg. CEE n. 2092/91 vigente prima di agosto 2004.&lt;br /&gt;Ad agosto 2004, infatti, è stato pubblicato un regolamento europeo che impone che dal 1 gennaio 2004, in caso di l'impiego di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; in deroga, queste possano essere trattate solo con prodotti ammessi. Considerata l'epoca di pubblicazione della nuova normativa e i tempi necessari per la disponibilità di nuovi &lt;strong&gt;lotti di sementi &lt;/strong&gt;nelle tipologie e quantità richieste, il problema di una disposizione transitoria è reale. Per questo motivo e per assicurare la continuità di fornitura di &lt;strong&gt;produzioni orticole nazionali&lt;/strong&gt; sui &lt;strong&gt;mercati italiani &lt;/strong&gt;e europei l'associazione di produttori &lt;a title="Ass. Produttori biologici e biodinamici dell'emilia romagna" href="http://www.greenplanet.net/ps_jump.php?id=2&amp;url=http://www.greenplanet.net/Web_Links-index-req-visit-lid-39.html" target="_blank"&gt;Pro.B.E.R.&lt;/a&gt; ha fatto proprie le richieste dell'associata APOFRUIT e ha sollecitato un intervento adeguato e urgente sia alla Regione Emilia Romagna che al MiPAF. Anche &lt;a title="Federazione italiana Agricoltura Organica" href="http://www.greenplanet.net/ps_jump.php?id=2&amp;amp;url=http://www.greenplanet.net/Web_Links-index-req-visit-lid-132.html" target="_blank"&gt;FIAO&lt;/a&gt; è stata interessata dalla nota di APOFRUIT e ha interessato tutti gli Organismi di certificazione al fine di verificare i termini esatti di applicazione della nuova normativa e di eventuali soluzioni transitorie.&lt;/div&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-111390736308771712?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/111390736308771712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=111390736308771712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/111390736308771712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/111390736308771712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/04/problemi-per-le-sementi-di-orticole.html' title='Problemi per le sementi di orticole'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-111227843450964931</id><published>2005-03-31T16:09:00.000+02:00</published><updated>2005-03-31T16:15:03.100+02:00</updated><title type='text'>Esportazione delle sementi in Africa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La coltivazione di un ettaro di cotone negli Stati Uniti costa 1.100 dollari, contro i 250 dollari di un ettaro in Mali o in Ciad. Eppure gli Usa sono diventati il primo produttore e, soprattutto, il principale &lt;strong&gt;esportatore mondiale di cotone&lt;/strong&gt;. Le sovvenzioni promosse dall'Unione europea attraverso la Pac (Politica agricola comunitaria), e dagli Usa attraverso il Farm Bill, hanno stimolato artificialmente la produzione, causando sovrapproduzione e una vertiginosa caduta del &lt;strong&gt;prezzo del cotone &lt;/strong&gt;sui mercati, ridottosi di due terzi dal 1995. Con grave danno per quei paesi, come il Burkina Faso, per cui il cotone rappresenta la &lt;strong&gt;principale coltura d'esportazione&lt;/strong&gt;. «In Burkina - spiega l'agronomo Riccardo Capocchini, responsabile del Cisv nel paese - i produttori di cotone hanno da sempre ricevuto &lt;strong&gt;fertilizzanti &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;a credito da una società, la Sofitex, originariamente con capitale francese e oggi con capitale statale e privato. I rimborsi avvenivano al momento del raccolto, sulla base del prezzo d'acquisto stabilito dall'&lt;strong&gt;impresa cotoniera&lt;/strong&gt;. A partire dal 1998, i contadini si sono organizzati nell'Unione nazionale dei produttori di cotone burkinabé (Unpcb), acquistando il 30% del capitale della Sofitex e riuscendo a imporre condizioni più eque per i produttori. Ma, come risultato del &lt;strong&gt;dumping &lt;/strong&gt;praticato negli ultimi anni e dell'abbassamento del prezzo di vendita, la Sofitex non riesce più a fornire &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;fertilizzanti &lt;/strong&gt;a &lt;strong&gt;prezzi agevolati&lt;/strong&gt;, per cui i produttori non possono più coltivare il &lt;strong&gt;cotone&lt;/strong&gt;. L'unica alternativa è quella di rivolgersi direttamente al mercato, dove i prezzi sono carissimi. L'aumento dei &lt;strong&gt;costi di produzione &lt;/strong&gt;ha poi fatto salire il &lt;strong&gt;prezzo finale del cotone africano&lt;/strong&gt;, ormai meno competitivo rispetto al prezzo mondiale».Ma le pratiche di &lt;strong&gt;dumping &lt;/strong&gt;non arrivano soltanto da Stati Uniti e Unione europea: in Africa, nell'area saheliana, si sta imponendo i &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; provenienti dai paesi asiatici, in particolare dalla Tailandia, a seguito della tanto celebrata "&lt;strong&gt;rivoluzione verde&lt;/strong&gt;". Nei paesi dell'Africa occidentale la produzione di &lt;strong&gt;semente locale &lt;/strong&gt;si era molto sviluppata a partire dalla fine degli anni Settanta, ma oggi il riso tailandese, grazie alle sovvenzioni statali, si sta imponendo grazie a un prezzo inferiore. «Il riso tailandese è preparato in modo diverso da quello locale - racconta ancora Riccardo Capocchini - e siccome i suoi &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;non si rompono, all'apparenza sembra più appetibile, facendo sì che i consumatori lo preferiscano».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-111227843450964931?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/111227843450964931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=111227843450964931' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/111227843450964931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/111227843450964931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/03/esportazione-delle-sementi-in-africa.html' title='Esportazione delle sementi in Africa'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110975203151942538</id><published>2005-03-02T09:21:00.000+01:00</published><updated>2005-03-02T09:28:53.416+01:00</updated><title type='text'>Ulteriori controlli sulle importazioni ed esportazioni delle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A Torino inizia all'ex fabbrica del Lingotto il Salone del Gusto che quest’anno vedrà una vetrina aperta sul cibo sostenibile con "Terra madre", l'incontro mondiale tra le &lt;strong&gt;Comunità del Cibo&lt;/strong&gt; provenienti da tutti i continenti, che si svolge in parallelo a Palazzo del Lavoro dal 21 al 23 ottobre per definire le strategie comuni in un mercato condotto dalle multinazionali. A &lt;a href="http://www.terramadre2004.org/" target="_blank"&gt;Terra Madre&lt;/a&gt; saranno presenti 4888 uomini di 1.200 comunità del cibo provenienti da 130 Paesi. “Il diritto di proprietà della terra e delle sementi è un sacrosanto diritto di tutti i coltivatori del mondo. Le multinazionali dei pesticidi e degli &lt;strong&gt;organismi geneticamente modificati &lt;/strong&gt;applicano politiche incompatibili con l’ambiente, stressano la madre terra, umiliano la sovranità alimentare dei popoli e la &lt;strong&gt;libertà dei coltivatori&lt;/strong&gt;” ha &lt;a href="http://www.slowfood.it/ita/sf_sloweb/sf_sloweb_dettaglio.lasso?passaswe=SW_01368" target="_blank"&gt;dichiarato nel discorso inaugurale&lt;/a&gt; Carlo Petrini, fondatore di &lt;strong&gt;Slow Food &lt;/strong&gt;che invita a un alleanza tra produttori e consumatori sia per affrontare il caroeuro. “Bisogna tornare il più possibile &lt;a href="http://www.slowfood.it/ita/sf_sloweb/sf_sloweb_dettaglio.lasso?passaswe=SW_01357" target="_blank"&gt;a produrre e consumare localmente&lt;/a&gt;” precisa Petrini sottolineando come il consumatore finale deve il più possibile diventare co-produttore. “Le associazioni contadine forse potrebbero cominciare a pensarci seriamente a costruire un sistema basato sul localismo”. Come in passato grande spazio verrà dato all'Arca del Gusto, ai Presìdi italiani e internazionali, che ben rappresentano l'impegno di Slow Food per la biodiversità. E da &lt;strong&gt;Greenpeace &lt;/strong&gt;viene reso noto un rapporto stilato dalla Commissione per la cooperazione ambientale del NAFTA che raccomanda che &lt;a href="http://www.greenpeace.it/new/displaynews.php?id=605" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;venga ridotto in farina tutto il mais&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt; statunitense che entra in Messico per evitare la &lt;strong&gt;contaminazione delle sementi &lt;/strong&gt;e la conseguente dispersione in ambiente. Secondo il rapporto, il Messico dovrebbe anche mantenere la moratoria sul &lt;strong&gt;mais transgenico &lt;/strong&gt;per tutelare la propria biodiversità. Nel 2003 gli Usa hanno &lt;strong&gt;esportato &lt;/strong&gt;in Messico oltre 5,5 milioni di tonnellate di &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt;, almeno il 30% del quale &lt;strong&gt;transgenico&lt;/strong&gt;. "Visto che il rapporto riconosce i rischi ambientali del mais Ogm, diventa difficilmente sostenibile il ricorso statunitense al Wto contro la moratoria europea sugli Ogm, in vigore dal 1998" afferma Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace. In agosto, il Wto aveva accettato la richiesta europea che una commissione di scienziati venisse consultata prima di una decisione su questa vertenza. "È soprendente che la Commissione Europea non sostenga gli Stati membri che vengono attaccati al Wto e chieda loro di eliminare i bandi nazionali agli Ogm, quando è l'&lt;strong&gt;Organizzazione del libero commercio &lt;/strong&gt;a sostenere la moratoria sulla coltivazione del mais Ogm e a segnalare i rischi dell’&lt;strong&gt;importazione di Ogm&lt;/strong&gt;" sostiene Ferrario. La Commissione ha usato la vertenza al WTO come scusa per imporre l’approvazione di nuovi Ogm in Europa nonostante la preoccupazione di diversi stati membri sulla loro sicurezza.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110975203151942538?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110975203151942538/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110975203151942538' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110975203151942538'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110975203151942538'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/03/ulteriori-controlli-sulle-importazioni.html' title='Ulteriori controlli sulle importazioni ed esportazioni delle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110855456900196348</id><published>2005-02-16T12:39:00.000+01:00</published><updated>2005-02-16T12:49:29.010+01:00</updated><title type='text'>Import export sementi geneticamente modificate</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una pioggia di disdette sugli ordinativi di &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;soia &lt;/strong&gt;prodotti negli Stati Uniti hanno avuto l'effetto di un cataclisma per l'&lt;strong&gt;economia agricola&lt;/strong&gt; d'Oltre Atlantico.&lt;br /&gt;Dall'Europa, ma anche dal Giappone e dall'America Latina, l'imperativo dei grandi &lt;strong&gt;importatori &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;materie prime alimentari &lt;/strong&gt;è ormai quello di escludere l'acquisto delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; geneticamente manipolati, che le industrie dell'&lt;strong&gt;agro-alimentare&lt;/strong&gt; non vogliono introdurre nella propria &lt;strong&gt;filiera produttiva &lt;/strong&gt;e che i consumatori non vogliono che entrino a far parte della propria dieta.&lt;br /&gt;La grande compagnia di &lt;strong&gt;import-export&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;materie prime alimentari &lt;/strong&gt;dell'Illinois "Archer Daniels Midland" ha perciò formalmente comunicato ai &lt;strong&gt;produttori agricoli &lt;/strong&gt;statunitensi che "la richiesta delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; tradizionali sta aumentando all'estero e anche sul &lt;strong&gt;mercato interno&lt;/strong&gt;". Anche i consumatori statunitensi iniziano a manifestare segni di sfiducia verso le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; geneticamente manipolate. "Abbiamo creduto nelle &lt;strong&gt;sementi biotec &lt;/strong&gt;in buona fede, ritenendole sane e remunerative.&lt;br /&gt;Ma i fatti ci dicono che mentre le previsioni stimavano un aumento delle vendite del 20% -ammette Gary Goldberg, direttore dell'Associazione americana dei &lt;strong&gt;coltivatori di mais&lt;/strong&gt; - avremo invece una contrazione delle vendite del 20-25%". Il crollo nelle &lt;strong&gt;esportazioni delle sementi&lt;/strong&gt; geneticamente manipolate è stato accolto dalle principali piazze finanziarie del pianeta con un generale deprezzamento dei titoli azionari delle &lt;strong&gt;industrie biotec&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Alla borsa di New York lo scotto maggiore è stato pagato dalla multinazionale Monsanto che, in tredici mesi, ha dimezzato il valore del proprio titolo. Nei riti della democrazia economica, il verdetto delle borse internazionali non lascia scampo: il sempre più convinto rifiuto dei &lt;strong&gt;consumatori europei &lt;/strong&gt;verso la proposta di una &lt;strong&gt;alimentazione geneticamente manipolata &lt;/strong&gt;sta sin qui prevalendo nel braccio di ferro che li oppone alle multinazionali del settore.&lt;br /&gt;Deutsche Bank, uno dei colossi mondiali del credito, aveva da tempo previsto la tempesta che si stava abbattendo sui titoli dell'industria biotecnologica.&lt;br /&gt;Già in un rapporto di giugno ‘99 gli analisti di Deutsche Bank consigliavano i propri investitori di vendere le azioni in portafoglio del &lt;strong&gt;colosso sementiero &lt;/strong&gt;statunitense Pioneer Hi Bread. Le motivazioni contenute nel rapporto suonavano eloquenti: "Oggi il termine &lt;strong&gt;Organismi Geneticamente Manipolati &lt;/strong&gt;è un peso. A nostro avviso gli &lt;strong&gt;Ogm &lt;/strong&gt;una volta ritenuti l'evento trainante nei rialzi in borsa per il settore verranno ora visti come paria. Gli &lt;strong&gt;Ogm &lt;/strong&gt;stanno diventando in modo crescente un peso per gli &lt;strong&gt;agricoltori&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Si potrebbe sviluppare un &lt;strong&gt;mercato sementiero&lt;/strong&gt; a due corsie dove i prodotti "migliorati" geneticamente si venderanno sotto prezzo rispetto a quelli non manipolati. Questo, in effetti, sta già accadendo per le industrie alimentari europee".&lt;br /&gt;Gli analisti tedeschi ricordavano inoltre che " (...) dozzine di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;biotecnologiche&lt;/strong&gt; sono state oggetto di&lt;strong&gt; &lt;/strong&gt;operazioni di &lt;strong&gt;import export&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' in questo senso emblematica la conclusione che traggono gli analisti tedeschi: (...) il modo in cui abbiamo imparato a visualizzare la &lt;strong&gt;catena del valore &lt;/strong&gt;nel caso delle &lt;strong&gt;sementi biotecnologiche&lt;/strong&gt; va rivoltato da cima a fondo. In teoria (e in pratica da diversi anni), le &lt;strong&gt;compagnie sementiere &lt;/strong&gt;possono vendere i loro &lt;strong&gt;prodotti geneticamente modificati &lt;/strong&gt;con un certo ricavo ai coltivatori, e tutto questo perché c'è un valore ricavo per il destinatario finale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ergo, la resistenza dei consumatori all'&lt;strong&gt;import export di sementi&lt;/strong&gt; ha ridotto a zero il loro margine di profitto.&lt;br /&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110855456900196348?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110855456900196348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110855456900196348' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110855456900196348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110855456900196348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/02/import-export-sementi-geneticamente.html' title='Import export sementi geneticamente modificate'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110796613389172621</id><published>2005-02-09T17:19:00.000+01:00</published><updated>2005-02-09T17:34:04.806+01:00</updated><title type='text'>Sintesi dati import export delle sementi 2003</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sul sito dell'Associazione Italiana Sementi (&lt;a href="http://www.ais.it"&gt;www.ais.it&lt;/a&gt;) c'è una tabella con tutti i dati di riepilogo per le &lt;strong&gt;importazioni &lt;/strong&gt;e le &lt;strong&gt;esportazioni &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;in Italia negli anni 2002 e 2003.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per prendere visione del trend &lt;strong&gt;import export sementi &lt;/strong&gt;è sufficiente visitare la pagina: &lt;a href="http://www.sementi.it/dati_statistiche/sintesi_sementi_italia.htm"&gt;www.sementi.it/dati_statistiche/sintesi_sementi_italia.htm&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110796613389172621?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110796613389172621/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110796613389172621' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110796613389172621'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110796613389172621'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/02/sintesi-dati-import-export-delle.html' title='Sintesi dati import export delle sementi 2003'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110787144885911351</id><published>2005-02-08T15:01:00.000+01:00</published><updated>2005-02-08T15:04:08.860+01:00</updated><title type='text'>Monocoltura OGM per le sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il passo successivo operato dalle &lt;strong&gt;ditte sementiere&lt;/strong&gt; locali passate sotto il controllo del biotech è stato quello di ritirare dal commercio la quasi totalità delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;precedentemente commercializzate, imponendo una sostanziale &lt;strong&gt;monocoltura OGM &lt;/strong&gt;in aree storicamente ricche di bio-diversità alimentare.&lt;br /&gt;Con le nuove &lt;strong&gt;sementi OGM &lt;/strong&gt;vanno naturalmente i diserbanti e i pesticidi prodotti dalle stesse &lt;strong&gt;ditte sementiere &lt;/strong&gt;o da società collegate facenti capo alla stessa casa-madre.  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110787144885911351?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110787144885911351/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110787144885911351' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110787144885911351'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110787144885911351'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/02/monocoltura-ogm-per-le-sementi.html' title='Monocoltura OGM per le sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110777742359481116</id><published>2005-02-07T13:41:00.000+01:00</published><updated>2005-02-07T12:59:58.076+01:00</updated><title type='text'>Sementi da salvare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Chi coltiva (o vuole coltivare) varietà di piante antiche e fuori commercio può rivolgersi all'Associazione civiltà contadina. Nei cataloghi italiani di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, ancora nel 1988, si trovavano quelle per il melone «Banana», lungo 50 centimetri con pelle giallognola, buonissimo di sapore e a forma - appunto - di grossa banana. Scomparso da allora dai nostri &lt;strong&gt;mercati&lt;/strong&gt;, questo frutto è sopravvissuto in Canada - grazie ai &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;portati nel 1920 da un emigrato italiano - ed è ora a disposizione degli &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;di tutto il mondo.&lt;br /&gt;Un altro «desaparecido» &lt;strong&gt;vegetale&lt;/strong&gt;, però non più recuperato, è il sedano violetto, così descritto in un catalogo della ditta Sgaravatti del 1934, l'ultimo anno in cui esso appare: «Produce grosse coste carnose, tenere, violette, assai gustose». Ma la storia veramente più gustosa - fuor di metafora - è quella del «JimmyNardello's Pepper ». Giuseppe Nardello, partito da Ruoti, piccolo villaggio della Basilicata, sbarcò nel 1887 negli Stati Uniti portando con sé un &lt;strong&gt;sacchetto di semi&lt;/strong&gt; dei«suoi» peperoni, per ricordare così il «sapore» del paese natale. Nel 1983, un suo discendente, Jimmy Nardello, ormai anziano, chiamò l'associazioneamericana Seed Savers Exchange, che si occupa del salvataggio di varietà e razze di &lt;strong&gt;semi coltivati&lt;/strong&gt; in via di estinzione e le donò i &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;di questo &lt;strong&gt;ortaggio &lt;/strong&gt;a lui così caro, &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;che oggi fanno parte delle 1.200 razze di &lt;strong&gt;peperoni&lt;/strong&gt; conservati dall'associazione. La Convenzione mondiale sulla &lt;strong&gt;biodiversità&lt;/strong&gt;, lanciata nel summit sull'ambiente di Rio de Janeiro nel 1992, oltre ad avere come scopo la salvaguardia dell'infinita varietà di &lt;strong&gt;specie vegetali &lt;/strong&gt;ed animali, dovrebbe preservare anche quella creata, nei millenni, dal lavoro di selezione di milioni di &lt;strong&gt;coltivatori &lt;/strong&gt;di tutto il mondo. Un'opera umile e misconosciuta che ha portato a ottenere dalle piccolissime &lt;strong&gt;spighe di mais &lt;/strong&gt;delle altitudini andine, coltivate dagli Incas, le stupende &lt;strong&gt;pannocchie &lt;/strong&gt;di oggi. E dalle &lt;strong&gt;graminacee selvatiche &lt;/strong&gt;del Medio Oriente utilizzate dai primi &lt;strong&gt;agricoltori &lt;/strong&gt;del Neolitico, le &lt;strong&gt;spighe di frumento&lt;/strong&gt; che biondeggiano nei nostri campi. Come ricorda Alberto Olivucci, nel suo libro «&lt;strong&gt;Salva i semi&lt;/strong&gt;», chi conserva &lt;strong&gt;varietà di piante&lt;/strong&gt; antiche e fuori &lt;strong&gt;commercio &lt;/strong&gt;dovrebbe mettersi assolutamente in contatto con i &lt;strong&gt;seed savers&lt;/strong&gt;, oggi rappresentati in Italia dall'Associazione civiltà contadina di Cesena (&lt;a href="http://www.civiltacontadina.it"&gt;www.civiltacontadina.it&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110777742359481116?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110777742359481116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110777742359481116' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110777742359481116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110777742359481116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/02/sementi-da-salvare.html' title='Sementi da salvare'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110724788487843256</id><published>2005-02-01T09:44:00.000+01:00</published><updated>2005-02-01T09:52:06.416+01:00</updated><title type='text'>La brevettabilità delle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il controllo alimentare è completo se si considera che i contadini, a differenza del passato, questa volta non avranno la proprietà e la disponibilità assoluta delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. E' infatti vietato dalle condizioni di &lt;strong&gt;vendita &lt;/strong&gt;delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;il riutilizzo di parte del raccolto per la &lt;strong&gt;semina &lt;/strong&gt;dell'anno successivo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La particolare natura di "scoperta" riservata dalla legislazione americana e da quella internazionale (in parte ancora da definire) alle &lt;strong&gt;sementi biotech&lt;/strong&gt;, permette al produttore di imporre all'acquirente di NON riutilizzare le &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;per &lt;strong&gt;raccolti successivi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Per fare un esempio che permetta di comprendere meglio il nuovo rapporto che si instaura tra &lt;strong&gt;ditta sementiera &lt;/strong&gt;e contadino, si pensi al contratto di utilizzo di un software per computer, la cui proprietà rimane sempre al produttore L'acquirente della licenza del software (e degli &lt;strong&gt;alimenti OGM&lt;/strong&gt;) ha diritto all'utilizzo del bene entro i limiti definiti dal &lt;strong&gt;venditore&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attraverso le fasi precedentemente illustrate, si sarà compiuto il controllo della &lt;strong&gt;produzione alimentare&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Principali effetti del controllo alimentare tramite la &lt;strong&gt;produzione &lt;/strong&gt;e la &lt;strong&gt;commercializzazione &lt;/strong&gt;dei &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; sono:&lt;br /&gt;1) la completa dipendenza &lt;strong&gt;alimentare &lt;/strong&gt;di intere popolazioni da pochi centri di affari;&lt;br /&gt;2) distruzione della &lt;strong&gt;biodiversità alimentare &lt;/strong&gt;e di culture agricole;&lt;br /&gt;3) rilascio nell'ambiente di spezzoni di genoma e cross-impollinazioni selvagge;&lt;br /&gt;4) inquinamento da irrorazione generalizzata di super-pesticidi;&lt;br /&gt;5) alterazione definitiva degli equilibri ambientali;&lt;br /&gt;6) desertificazione dei suoli marginali.&lt;br /&gt;7) emarginazione di piccoli &lt;strong&gt;agricoltori&lt;/strong&gt; che andranno ad ingrossare il numero di derelitti che affollano le periferie di megalopoli in &lt;strong&gt;paesi sottosviluppati&lt;/strong&gt;;&lt;br /&gt;8) accentuazione di fenomeni immigratori;&lt;br /&gt;9) spaventosi conflitti sociale, guerre, malattie;&lt;br /&gt;10) trasferimento di ricchezze enormi dai poveri ai ricchi del mondo;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo su &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110724788487843256?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110724788487843256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110724788487843256' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110724788487843256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110724788487843256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/02/la-brevettabilit-delle-sementi.html' title='La brevettabilità delle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110674623530824906</id><published>2005-01-26T14:24:00.000+01:00</published><updated>2005-01-26T14:30:35.306+01:00</updated><title type='text'>Modelli di compravendita delle sementi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una volta assicurata la &lt;strong&gt;vendita &lt;/strong&gt;a &lt;strong&gt;prezzi &lt;/strong&gt;di dumping (sottocosto) di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;contenenti OGM nei paesi poveri , il passo successivo da parte delle ditte transnazionali è quello di &lt;strong&gt;distribuire&lt;/strong&gt; il prodotto OGM non solo attraverso i &lt;strong&gt;canali commerciali &lt;/strong&gt;ordinari, ma anche e soprattutto attraverso l'eliminazione della concorrenza delle &lt;strong&gt;ditte sementiere locali   &lt;/strong&gt;tramite la loro acquisizione e il loro &lt;strong&gt;controllo finanziario &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;commerciale&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Le stesse aziende locali, in possesso del controllo quasi totale della &lt;strong&gt;commercializzazione di sementi&lt;/strong&gt;, una volta passate sotto il controllo dei giganti biotech Dupont-Monsanto-Novartis-AstraZeneca,   hanno poi provveduto a modificare geneticamente alcuni &lt;strong&gt;caratteri delle sementi&lt;/strong&gt; e a brevettarle come invenzioni.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110674623530824906?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110674623530824906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110674623530824906' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110674623530824906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110674623530824906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/01/modelli-di-compravendita-delle-sementi.html' title='Modelli di compravendita delle sementi'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110674502494840367</id><published>2005-01-26T14:06:00.000+01:00</published><updated>2005-01-26T14:10:24.946+01:00</updated><title type='text'>I controlli sulle sementi nel 2004</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Sono stati completati i controlli per verificare l’assenza di OGM nelle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di mais e soia.&lt;br /&gt;Il decreto del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali del 27/11/2003, che le ha approvate, prevede che:&lt;br /&gt;il 100% delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;che vengono commercializzate in Italia deve essere accompagnato da un'autocertificazione delle &lt;strong&gt;ditte sementiere &lt;/strong&gt;sull'assenza di OGM;&lt;br /&gt;almeno il 20% dei lotti di &lt;strong&gt;semente &lt;/strong&gt;posti in &lt;strong&gt;commercio &lt;/strong&gt;viene nuovamente verificato da parte dell'Ispettorato Centrale Repressione Frodi (ICRF), dall'&lt;strong&gt;Ente Nazionale per le Sementi Elette &lt;/strong&gt;(ENSE) e dall'Agenzia delle Dogane, in coordinamento con i Servizi Fitosanitari Regionali.&lt;br /&gt;I controlli per la &lt;strong&gt;campagna di semina &lt;/strong&gt;2004 sono partiti il 1 dicembre 2003.&lt;br /&gt;L'ICRF e l'ENSE hanno prelevato tutti i &lt;strong&gt;campioni di mais &lt;/strong&gt;e di &lt;strong&gt;soia &lt;/strong&gt;per l'esecuzione delle analisi allo rispettando i termini di tempo previsti dal decreto ministeriale e dalla successiva modifica (2 marzo per la &lt;strong&gt;semente di mais &lt;/strong&gt;e 30 marzo per la &lt;strong&gt;semente di soia&lt;/strong&gt;).&lt;br /&gt;L'Agenzia delle Dogane completa i controlli prelevando d'ufficio campioni su tutte le &lt;strong&gt;partite di semente&lt;/strong&gt; che transitano per i punti di importazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presso gli stabilimenti di lavorazione delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;e i magazzini presenti in Lombardia sono stati prelevati 418 campioni di cui 313 di mais e 105 di soia. I campioni positivi sono stati 14 per il mais e 3 per la soia, pari rispettivamente al 4,5% e al 2,9% dei campioni analizzati. In Lombardia sono stati controllati 36.568,9 &lt;strong&gt;quintali di semente&lt;/strong&gt; di mais e 16.973,6 &lt;strong&gt;quintali di semente di soia&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;A livello nazionale i controlli hanno riguardato 803 &lt;strong&gt;campioni di mais &lt;/strong&gt;e 172 campioni di soia: i campioni positivi sono stati 27 per il mais e 3 per la soia, pari rispettivamente al 3,36% e all’1,76% dei campioni analizzati. Nei campioni positivi sono state rilevate le seguenti presenze di OGM: nel 50% lo 0,1%, nel 30% lo 0,2 e nel 13% lo 0,3%. In un campione di mais è stata rilevata una presenza dello 0,5% e in un campione di soia dello 0,8%.&lt;br /&gt;I campioni effettuati presso gli &lt;strong&gt;stabilimenti &lt;/strong&gt;e magazzini presenti in Lombardia rappresentano il 39% dei campioni di mais e il 61% dei campioni di soia prelevati a livello nazionale; in peso corrispondono rispettivamente al 33% e al 78% del fabbisogno nazionale di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;A livello nazionale sono stati controllati 109.168,2 quintali di &lt;strong&gt;sementi di mais&lt;/strong&gt;. Tale quantitativo è pari al 38% del fabbisogno annuale di &lt;strong&gt;seme di mais &lt;/strong&gt;e al 50,2% del quantitativo lavorato od introdotto in Italia fra novembre 2003 e febbraio 2004. Per quanto riguarda la soia sono stati controllati 21.581,2 &lt;strong&gt;quintali di semente&lt;/strong&gt;, pari al 18% del fabbisogno nazionale di &lt;strong&gt;semente&lt;/strong&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110674502494840367?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110674502494840367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110674502494840367' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110674502494840367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110674502494840367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/01/i-controlli-sulle-sementi-nel-2004.html' title='I controlli sulle sementi nel 2004'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110606728326718311</id><published>2005-01-18T17:49:00.000+01:00</published><updated>2005-01-18T17:54:43.266+01:00</updated><title type='text'>Mais transgenico</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;Gli &lt;strong&gt;ogm &lt;/strong&gt;sono prodotti in laboratorio: si parte da prodotti naturali che vengono poi "manipolati" geneticamente per avere &lt;strong&gt;piante più rigogliose&lt;/strong&gt;, per aumentare la quantità dei raccolti e per renderli più resistenti alle avversità atmosferiche, ai parassiti e alle patologie delle piante. Ma secondo molti studiosi questi ogm avrebbero conseguenze negative sulla salute dell'uomo. Per questo motivo in &lt;strong&gt;Europa &lt;/strong&gt;vi è molta cautela sull'uso degli &lt;strong&gt;organismi geneticamente modificati&lt;/strong&gt;. Le attuali normative comunitarie vietano in maniera categorica la coltivazione di &lt;strong&gt;ogm&lt;/strong&gt;, anche se il comitato scientifico della Ue ha spiegato che la presenza di ogm nelle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;è "tecnicamente inevitabile". In Italia vi è il divieto per le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. La legge italiana non ammette neppure la presenza accidentale di &lt;strong&gt;ogm&lt;/strong&gt; nelle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. Invece per quanto riguarda gli alimenti è consentita una tolleranza fino all'uno per cento a patto che nell'etichetta sia indicata la presena di &lt;strong&gt;ogm&lt;/strong&gt;. Il ministero delle Politiche agricole ha previsto, attraverso una circolare del 13 dicembre scorso, regole ferree con le quali ha fissato, per la &lt;strong&gt;campagna di semina&lt;/strong&gt; 2005, le modalità di &lt;strong&gt;controllo &lt;/strong&gt;delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;mais &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;soia &lt;/strong&gt;per la presenza di &lt;strong&gt;ogm&lt;/strong&gt;. Per effetto di questo provvedimento, firmato dal ministro Alemanno, furono sequestrati il 10 marzo scorso alcuni lotti di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;risultati &lt;strong&gt;contaminati&lt;/strong&gt;. Le società interessate, tra cui la Pioneer Hi-Bred, avevano presentato ricorso al Tar del Lazio contro il sequestro e contro la circolare ministeriale. Ma proprio il 2 aprile scorso il Tar ha rigettato il ricorso ribadendo che rimane in vigore legittimamente la disposizione che prevede la "tolleranza zero" nei confronti selle &lt;strong&gt;sementi ogm&lt;/strong&gt;. Una decisione, quella dei giudici amministrativi, accolta con favore sia dalle associazioni dei consumatori sia dalle &lt;strong&gt;organizzazioni agricole&lt;/strong&gt;. La Coldiretti è in linea con la totale chiusura nei confronti degli &lt;strong&gt;ogm&lt;/strong&gt;. Per questo motivo non teme l'inchiesta avviata in Lombardia ma ribadisce che le responsabilità di eventuali illegalità non possono ricadere sugli agricoltori, che sono in assoluta buona fede e che non hanno alcuna possibilità di verificare la qualità delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. Anche perché i "documenti" dei &lt;strong&gt;semi ogm &lt;/strong&gt;provenienti dall'America vengono "ripuliti" attraverso un passaggio intermedio: vengono prima importate in alcuni paesi europei, qui lasciano la "cittadinanza" americana e si trasformano in semi "europei". Siccome in Europa gli &lt;strong&gt;ogm &lt;/strong&gt;sono vietati, si presuppone che quelle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;siano "pulite". Invece nascondono una diversa identità. L'unica possibilità di salvezza per i produttori è quella di acquistare &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;prodotti da aziende italiane. &lt;/p&gt;&lt;p align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110606728326718311?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110606728326718311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110606728326718311' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110606728326718311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110606728326718311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/01/mais-transgenico.html' title='Mais transgenico'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110569529096544517</id><published>2005-01-14T10:31:00.000+01:00</published><updated>2005-01-14T10:34:50.966+01:00</updated><title type='text'>E' slittata la legalizzazione della contaminazione delle sementi convenzionali con semi Ogm, senza alcuna etichettatura</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;A spiegarlo, dopo la riunione del collegio, un portavoce della Commissione Prodi, che ha precisato: ''per la soglia di tolleranza ci sono vari pareri, alcuni accetterebbero lo 0,3%. Ma le informazioni fornite oggi al presidente Prodi lo hanno indotto a concludere che non siamo pronti per prendere una decisione''. Il portavoce ha poi spiegato che ''la valutazione d'&lt;strong&gt;impatto economico&lt;/strong&gt;, cioe' sui produttori e sull'industria, non era sufficiente per decidere e abbiamo concluso che non e' questo il momento adatto''. Comunque l'esecutivo ha approvato l'iscrizione formale di 17 &lt;strong&gt;varietà&lt;/strong&gt; derivate dal &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt; 810 Monsanto, nel catalogo Comune Ue delle Varietà delle &lt;strong&gt;specie agricole&lt;/strong&gt;. E il Commissario per la salute e la protezione del consumatore, David Byrne, ha chiarito che ''l'iscrizione e' un passo consequenziale'' e che ''il &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt; è stato valutato per essere innocuo e sicuro per la salute umana e l'&lt;strong&gt;ambiente&lt;/strong&gt;. E' cresciuto per anni in Spagna senza causare danni''. A proposito della decisione di rimandare la discussione sulle soglie di tolleranza, Legambiente, che si e' battuta per far in modo che la Commissione non prendesse una posizione, ha scritto in una nota diffusa a Bruxelles: "non possiamo far altro che ringraziare il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, e tirare un respiro di sollievo".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110569529096544517?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110569529096544517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110569529096544517' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110569529096544517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110569529096544517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/01/e-slittata-la-legalizzazione-della.html' title='E&apos; slittata la legalizzazione della contaminazione delle sementi convenzionali con semi Ogm, senza alcuna etichettatura'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110569472322220552</id><published>2005-01-14T10:16:00.000+01:00</published><updated>2005-01-14T10:25:23.223+01:00</updated><title type='text'>Il controllo del mercato delle sementi in Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il &lt;strong&gt;mercato in Italia&lt;/strong&gt; delle &lt;strong&gt;sementi di mais&lt;/strong&gt; è controllato per il 60% dalla multinazionale statunitense Pioneer Hi-Bred; il 20% è riconducibile a Novartis, Monsanto e &lt;strong&gt;sementieri francesi&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il grado di autoapprovvigionamento è pari al 18-20%, in costante calo a partire dall’inizio degli anni ‘90.&lt;br /&gt;E’ mancata una &lt;strong&gt;politica di settore&lt;/strong&gt; idonea e dopo la crisi della Federconsorzi e della Ferruzzi sono mancati soggetti collettivi o privati in grado di garantire i necessari investimenti nella &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per quanto riguarda la &lt;strong&gt;standardizzazione delle sementi &lt;/strong&gt;è opportuno evidenziare che 10 varietà ibride coprono la metà del &lt;strong&gt;mercato del mais&lt;/strong&gt; da &lt;strong&gt;granella &lt;/strong&gt;(forte semplificazione della variabilità genetica della specie).&lt;br /&gt;La ricerca nazionale ha approntato negli ultimi anni una decina di &lt;strong&gt;ibridi validi&lt;/strong&gt;, ma mancando società medio-grandi in grado di competere nella &lt;strong&gt;distribuzione &lt;/strong&gt;non sono stati valorizzati.&lt;br /&gt;In Francia il &lt;strong&gt;tasso di autoapprovvigionamento&lt;/strong&gt; è pari al 60% del fabbisogno, la &lt;strong&gt;produzione di seme&lt;/strong&gt; è curata da consorzi espressione della &lt;strong&gt;filiera cerealicola&lt;/strong&gt; controllati direttamente dai produttori.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Attualmente la &lt;strong&gt;produzione di sementi nazionali&lt;/strong&gt; è concentrata. Sono coltivati 3.000 Ha di &lt;strong&gt;mais da seme&lt;/strong&gt;, per oltre il 50% concentrati nella sola provincia di Cremona (c’è un distretto nazionale per la &lt;strong&gt;produzione del seme&lt;/strong&gt; nelle province di Cremona, Vicenza e Bologna).&lt;br /&gt;Nell’attuale situazione il &lt;strong&gt;seme prodotto in Italia&lt;/strong&gt; è al riparo da contaminazioni OGM.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per avere un ordine di grandezza delle &lt;strong&gt;risorse finanziarie &lt;/strong&gt;necessarie a rilanciare una significativa &lt;strong&gt;produzione nazionale&lt;/strong&gt;, basti pensare che Pioneer destina circa 150 Mld l’anno per ricerca e sviluppo; occorrerebbero almeno &lt;strong&gt;10 miliardi di investimento iniziale &lt;/strong&gt;per creare un polo nazionale da affiancare al centro del germoplasma dell’&lt;strong&gt;Istituto Sperimentale di Cerealicoltura&lt;/strong&gt; di Bergamo ma soprattutto sarebbero necessari accordi di &lt;strong&gt;filiera &lt;/strong&gt;simili a quelli francesi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110569472322220552?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110569472322220552/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110569472322220552' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110569472322220552'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110569472322220552'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2005/01/il-controllo-del-mercato-delle-sementi.html' title='Il controllo del mercato delle sementi in Italia'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110424235132255964</id><published>2004-12-28T14:55:00.000+01:00</published><updated>2004-12-28T14:59:11.323+01:00</updated><title type='text'>Efficaci misure di sicurezza in Europa contro la contaminazione delle sementi </title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;La DG Ambiente ed la Commissaria Wallström presenteranno prossimamente una Direttiva sulla “presenza casuale” (cioè contaminazione) di OGM in &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;non-GM. Sotto la soglia proposta (0,3% per la &lt;strong&gt;colza&lt;/strong&gt;, 0,5% per &lt;strong&gt;mais&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;patata&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;barbabietola&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;pomodoro &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;cicoria &lt;/strong&gt;e 0,7% per la &lt;strong&gt;soia&lt;/strong&gt;) NON c’è obbligo di etichettatura come &lt;strong&gt;semi &lt;/strong&gt;contenenti &lt;strong&gt;OGM&lt;/strong&gt;. Queste soglie legalizzerebbero una contaminazione massiccia delle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;convenzionali, con la conseguenza di eliminare la distinzione tra agricoltura &lt;strong&gt;OGM &lt;/strong&gt;e non-OGM e con gravi conseguenze, tra l’altro, per la sicurezza dell’occupazione nel &lt;strong&gt;settore agroalimentare&lt;/strong&gt;, visto che i &lt;strong&gt;consumatori &lt;/strong&gt;europei hanno rifiutato gli OGM. La minaccia è molto grave. Le soglie proposte intaccano anche le soglie nella normativa attuale dell’UE per l’etichettatura di &lt;strong&gt;alimenti &lt;/strong&gt;e mangimi trasformati. L’UITA e la sua organizzazione regionale europea EFFAT approvano l’attuale legislazione dell’UE sulle soglie e le etichettature per gli &lt;strong&gt;OGM&lt;/strong&gt;, nell’interesse del diritto dei &lt;strong&gt;consumatori &lt;/strong&gt;di sapere cosa mangiano ma anche perché queste norme sull’etichettatura sono una garanzia importante per la sicurezza dell’occupazione nel &lt;strong&gt;settore agroalimentare&lt;/strong&gt;, già gravemente colpito dall’allarmismo e dalle crisi negli ultimi anni. I sindacati dell’alimentazione in Italia hanno negoziato coi datori di lavoro contratti collettivi dove si afferma la tutela dei prodotti esenti da OGM, secondo le esigenze dei &lt;strong&gt;consumatori&lt;/strong&gt;. Se la direttiva proposta permettesse l’introduzione di quantità rilevanti di contaminazione da OGM nelle &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;questi accordi non sarebbero più sostenibili. La difesa dell’&lt;strong&gt;approvvigionamento&lt;/strong&gt; in &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;non contaminate è anche essenziale per spingere l’&lt;strong&gt;agricoltura&lt;/strong&gt; a privilegiare la riduzione dell’uso di insetticidi, a migliorare la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori e dell’ambiente oltre che a promuovere il lavoro rurale. I Segretari generali dell’&lt;strong&gt;UITA &lt;/strong&gt;e dell’&lt;strong&gt;EFFAT&lt;/strong&gt; hanno inviato una lettera congiunta ai Commissari dell’UE interessati, informandoli della nostra forte opposizione alle soglie proposte e del nostro appoggio ad una Direttiva più severa, come adeguata salvaguardia dell’approvvigionamento di &lt;strong&gt;sementi &lt;/strong&gt;non-OGM. Il testo della lettera in inglese, francese, spagnolo o tedesco si trova in questo sito web, cliccando sulla pagina della lingua voluta. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110424235132255964?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110424235132255964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110424235132255964' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110424235132255964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110424235132255964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/efficaci-misure-di-sicurezza-in-europa.html' title='Efficaci misure di sicurezza in Europa contro la contaminazione delle sementi '/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110380235030647931</id><published>2004-12-23T13:41:00.000+01:00</published><updated>2004-12-23T12:45:50.306+01:00</updated><title type='text'>Divario delle vendite tra le sette multinazionali del settore agricolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il divario delle &lt;strong&gt;vendite&lt;/strong&gt; tra le sette maggiori multinazionali del settore &lt;strong&gt;agricolo&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;biotecnologico&lt;/strong&gt; si è ristretto in quest'anno. La Syngenta ha continuato a mantenere i guadagni più alti: 5.4 miliardi di dollari grazie alle &lt;strong&gt;vendite&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;pesticidi&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. Comunque l'&lt;strong&gt;acquisto&lt;/strong&gt; annunciato della Aventis da parte di Bayer potrebbe aumentare i ricavi della Bayer fino a 6 miliardi di dollari per l'anno 2002, togliendo così il primato alla Syngenta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La BASF, una multinazionale tedesca, ha registrato il più alto &lt;strong&gt;incremento &lt;/strong&gt;delle &lt;strong&gt;vendite &lt;/strong&gt;in percentuale: 39.4%, grazie anche all'acquisto della Cyanamid, una multinazionale americana. Nel 2001 le vendite della BASF in America settentrionale sono cresciute del 65%, in Europa del 45%, in America Latina del 6.5%. La vendita di erbicidi BASF è aumentata del 47.3%, del 27.5% quella dei funghicidi, mentre insetticidi e altri tipi di pesticidi del 53.5%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Dow AgroSciences ha registrato un &lt;strong&gt;incremento &lt;/strong&gt;dell'11%, il 9% del quale è attribuito all'&lt;strong&gt;acquisto &lt;/strong&gt;della multinazionale americana Rohm and Haas. La Bayer e la Aventis hanno registrato un aumento stabile delle &lt;strong&gt;vendite &lt;/strong&gt;di &lt;strong&gt;erbicidi &lt;/strong&gt;e &lt;strong&gt;funghicidi &lt;/strong&gt;in Europa, Nord America e America Latina. I maggiori &lt;strong&gt;erbicidi &lt;/strong&gt;della Bayer (Confidor, Gaucho, Admire e Provado) hanno aumentato le vendite del 5% (pari a 540 milioni di dollari). Le vendite del &lt;strong&gt;funghicida &lt;/strong&gt;Bayer Folicur sono aumentate anch'esse del 5% (pari a 240 milioni di dollari).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli erbicidi della Aventis hanno aumentato le vendite dell'8%, gli insetticidi del 7.5%, mentre i funghicidi sono rimasti ai livelli del 2000. I quattro maggiori pesticidi della Aventis coprono il 47% delle vendite nel 2001.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante abbia mantenuto le vendite più alte in assoluto, la Syngenta (nata dalla fusione di Novartis e AstraZeneca) ha subito il maggior decremento percentuale delle 7 multinazionali. In totale, le &lt;strong&gt;vendite di sementi &lt;/strong&gt;da parte della Syngenta sono diminuite dell'2.1% (le vendite sono state pari a 938 milioni di dollari). Tuttavia la &lt;strong&gt;vendita delle sementi geneticamente modificate &lt;/strong&gt;ha continuato ad aumentare, arrivando a coprire il 17% di tutte le &lt;strong&gt;vendite di sementi &lt;/strong&gt;della multinazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Monsanto ha subito le perdite maggiori: i guadagni sono diminuiti del 3.3%, mentre la vendita del suo famoso erbicida RoundUp Ready (glifosato) è scesa dell'8% (le vendite hanno totalizzato 2.4 miliardi di dollari). Le vendite del RoundUp sono diminuite soprattutto in America Latina e Asia. Il RoundUp e' usato nelle piantagioni geneticamente modificate resistenti a questo erbicida.&lt;br /&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110380235030647931?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110380235030647931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110380235030647931' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110380235030647931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110380235030647931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/divario-delle-vendite-tra-le-sette.html' title='Divario delle vendite tra le sette multinazionali del settore agricolo'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110380182159783083</id><published>2004-12-23T13:32:00.000+01:00</published><updated>2004-12-23T12:46:45.926+01:00</updated><title type='text'>La vendita delle sementi nel 2003</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'Istat (&lt;a href="http://www.istat.it"&gt;www.istat.it&lt;/a&gt;) presenta i principali risultati sulla &lt;strong&gt;vendita&lt;/strong&gt; delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; nel 2003. La rilevazione è censuaria e riguarda tutte le imprese che operano con il proprio marchio o con marchi esteri nell'immissione al consumo dei prodotti sementieri.&lt;br /&gt;L'indagine rileva la &lt;strong&gt;distribuzione&lt;/strong&gt; delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di tutte le specie, compresi i &lt;strong&gt;semi&lt;/strong&gt; di "&lt;strong&gt;fiori e piante ornamentali&lt;/strong&gt;" e quelli di "altre &lt;strong&gt;piante&lt;/strong&gt;"; in tal modo risulta possibile fornire i dati complessivi sulla &lt;strong&gt;commercializzazione sementiera&lt;/strong&gt; per comparto ed in totale.&lt;br /&gt;Con il termine &lt;strong&gt;semente&lt;/strong&gt; o &lt;strong&gt;seme&lt;/strong&gt; vengono indicate varie tipologie di prodotti. In particolare, le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;cereali&lt;/strong&gt; sono utilizzate indistintamente per la &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;granella&lt;/strong&gt; e di &lt;strong&gt;foraggio&lt;/strong&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le &lt;strong&gt;sementi ortive&lt;/strong&gt; possono essere impiegate sulle medesime superfici due o più volte nel corso della stessa annata &lt;strong&gt;agraria&lt;/strong&gt;. Fra gli &lt;strong&gt;ortaggi&lt;/strong&gt; sono compresi anche i &lt;strong&gt;legumi&lt;/strong&gt;, sia quelli destinati al consumo fresco che quelli utilizzati come &lt;strong&gt;granella secca&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;La capacità &lt;strong&gt;germinativa&lt;/strong&gt; delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; varia da specie a specie e può durare anche per più anni. Pertanto, l'anno di distribuzione può non coincidere con quello di &lt;strong&gt;produzione&lt;/strong&gt; o di &lt;strong&gt;importazione&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Le quantità di &lt;strong&gt;sementi distribuite&lt;/strong&gt; fanno riferimento all'anno solare (diversamente dai dati di superficie seminata che si riferiscono all'&lt;strong&gt;annata agraria &lt;/strong&gt;- 1 novembre/30 ottobre dell'anno successivo).&lt;br /&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110380182159783083?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110380182159783083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110380182159783083' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110380182159783083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110380182159783083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/la-vendita-delle-sementi-nel-2003.html' title='La vendita delle sementi nel 2003'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110329708953722439</id><published>2004-12-17T16:19:00.000+01:00</published><updated>2004-12-17T16:24:49.536+01:00</updated><title type='text'>Riso: in dieci anni aumentate del 70% le importazioni in Europa</title><content type='html'>&lt;p align="justify"&gt;In dieci anni sono &lt;strong&gt;aumentate&lt;/strong&gt; del 70% le &lt;strong&gt;importazioni di riso in Europa&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Il &lt;strong&gt;settore del riso&lt;/strong&gt; è quello che più ha risentito, negli ultimi dieci anni, dell'effetto del processo di globalizzazione dei mercati agroalimentari". Lo ha detto il direttore generale della Confagricoltura, Vito Bianco, intervenendo oggi a Pavia alla Tavola Rotonda "La promozione del riso italiano nel processo di globalizzazione dei mercati". I dati parlano chiaro: dal 1995, anno di prima applicazione dell'accordo sottoscritto con il negoziato dell'Uruguay Round, al 2003 le &lt;strong&gt;importazioni europee&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;di riso&lt;/strong&gt; del tipo indica hanno subito un &lt;strong&gt;aumento del 70%&lt;/strong&gt;, passando da 525.00 a 888.000 tonnellate. Nello stesso periodo il &lt;strong&gt;consumo interno di riso&lt;/strong&gt; è rimasto stabile a 1,7 milioni di tonnellate. "Questo processo di apertura del mercato mondiale - ha detto Bianco - non ha avvantaggiato le &lt;strong&gt;esportazioni europee di riso&lt;/strong&gt;: nel 1995 abbiamo &lt;strong&gt;esportato&lt;/strong&gt; 325.000 tonnellate e nel 2003 siamo ancora fermi a 320.000 tonnellate". Altri Paesi hanno beneficiato del processo di globalizzazione. Gli Stati Uniti negli ultimi quattro anni hanno visto &lt;strong&gt;aumentare le loro esportazioni di riso&lt;/strong&gt; di oltre il 20% e hanno superato la Cina come &lt;strong&gt;volumi esportati&lt;/strong&gt;. Di contro l'Unione europea si colloca ai primi posti come&lt;strong&gt; paese importatore&lt;/strong&gt;. Nel 2003 è stata il sesto principale acquirente sul mercato internazionale del riso. Il processo di apertura del &lt;strong&gt;mercato internazionale&lt;/strong&gt; del riso è evidente. Tra il 2000 e il 2003 gli &lt;strong&gt;scambi mondiali&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; sono aumentati del 12,3%, passando da 22,8 a 25,6 milioni di tonnellate. E, nel solo 2003, l'incremento dei &lt;strong&gt;flussi commerciali di sementi&lt;/strong&gt; ha sfiorato il 3%. "Siamo in presenza ormai di un fenomeno che difficilmente potrà essere arginato " ha detto Bianco - anche perché la recente riforma della politica agricola comune e il negoziato in corso nell'ambito del "Doha Round" rafforzano questo processo di &lt;strong&gt;internazionalizzazione degli scambi&lt;/strong&gt;". Bianco ha inoltre ricordato che in questo momento il mercato internazionale del riso è caratterizzato dalla &lt;strong&gt;prevalenza della domanda rispetto all'offerta&lt;/strong&gt;. Le statistiche della Fao dicono che il consumo mondiale si colloca intorno ai 415 milioni di tonnellate all'anno, mentre la produzione dal 2001 non riesce ad oltrepassare la soglia dei 400 milioni di tonnellate. Sono quattro anni che le scorte mondiali di riso subiscono un ridimensionamento e questo avviene, soprattutto, nei principali Paesi produttori e consumatori a livello mondiale, a cominciare dalla Cina. Nel contempo, altri grandi Paesi produttori come India, Usa, Tailandia, hanno registrato sostanziali avanzamenti sullo scenario mondiale. "E' evidente " ha detto Bianco - che in queste condizioni il mercato internazionale di sementi registri quotazioni elevate rispetto alla media e ciò si riflette anche sull'equilibrio del mercato europeo". Per questo Confagricoltura ritiene assolutamente necessari interventi di stabilizzazione e di governo dell'offerta, in modo da garantire un &lt;strong&gt;equilibrato rapporto con la domanda&lt;/strong&gt;. "In particolare " ha concluso il direttore generale della Confagricoltura - il negoziato in corso tra la Commissione europea, gli Stati Uniti e la Tailandia, per la fissazione del regime di &lt;strong&gt;accesso del riso dal mercato internazionale&lt;/strong&gt;, deve essere portato avanti senza cedimenti e senza concedere ai nostri concorrenti agevolazioni tariffarie, che potrebbero ulteriormente compromettere l'equilibrio del mercato europeo".&lt;br /&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110329708953722439?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110329708953722439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110329708953722439' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110329708953722439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110329708953722439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/riso-in-dieci-anni-aumentate-del-70-le.html' title='Riso: in dieci anni aumentate del 70% le importazioni in Europa'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110302535247139503</id><published>2004-12-14T13:53:00.000+01:00</published><updated>2004-12-14T13:01:41.530+01:00</updated><title type='text'>Riunione tecnica FIAO (SEMENTI, IMPORT, EXPORT)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il 27 febbraio si è riunito il &lt;strong&gt;Comitato Tecnico della Federazione&lt;/strong&gt; per esaminare alcune questioni di particolare rilievo, in particolare riguardo l'applicazione della &lt;strong&gt;normativa europea&lt;/strong&gt;, gli adempimenti regionali e l'&lt;strong&gt;importazione - esportazione&lt;/strong&gt;. Riguardo al primo punto sono stati esaminati gli aspetti interpretativi connessi alla cessazione della deroga per l'introduzione di suinetti convenzionali in allevamenti biologici e le problematiche create dalle nuove disposizioni in merito all'utilizzo di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; che, anche se convenzionali, possono essere trattate solo con prodotti ammessi. Oltre a definire posizioni e interpretazioni comuni, il Comitato Tecnico della Federazione intende sollecitare il MiPAF a convocare urgentemente un tavolo sulla questione delle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;. Per ciò che riguarda gli adempimenti regionali la Federazione rileva con preoccupazione il permanere di una forte disomogeneità di comportamenti e di &lt;strong&gt;modulistica &lt;/strong&gt;(&lt;strong&gt;importazione &lt;/strong&gt;ed &lt;strong&gt;esportazione&lt;/strong&gt;), oltre a una deleteria confusione in materia di responsabilità. Nel ribadire le posizioni da tempo assunte su temi quali l'attestazione unica, la gestione degli obblighi relativi all'&lt;strong&gt;esportazione &lt;/strong&gt;delle&lt;strong&gt; sementi&lt;/strong&gt; e in materia di PSR, &lt;a title="Federazione italiana Agricoltura Organica" href="http://www.greenplanet.net/ps_jump.php?id=967&amp;amp;url=http://www.greenplanet.net/Web_Links-index-req-visit-lid-132.html" target="_blank"&gt;FIAO&lt;/a&gt; auspica che l'attuazione della legge delega possa essere l'occasione per semplificare e uniformare l'intero sistema di adempimenti che interessano il &lt;strong&gt;settore&lt;/strong&gt;. Infine, per quanto riguarda in particolare le problematiche riguardanti le &lt;strong&gt;importazioni&lt;/strong&gt; verso la Svizzera, si chiederà all'Autorità competente nazionale di intervenire per chiarire alcune procedure al momento applicate non in maniera chiara.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110302535247139503?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110302535247139503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110302535247139503' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110302535247139503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110302535247139503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/riunione-tecnica-fiao-sementi-import.html' title='Riunione tecnica FIAO (SEMENTI, IMPORT, EXPORT)'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110206555724731059</id><published>2004-12-03T19:15:00.000+01:00</published><updated>2004-12-07T17:22:32.720+01:00</updated><title type='text'>Agrumi: saldo commerciale sempre più in rosso</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Confagricoltura informa che nel 2003 l'&lt;strong&gt;import&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;agrumi&lt;/strong&gt; ha praticamente doppiato l'&lt;strong&gt;export&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Allarme lanciato dalla Confagricoltura (&lt;a href="http://www.confagricoltura.it"&gt;www.confagricoltura.it&lt;/a&gt;), che ne individua le cause. Dal 2000 al 2003 " spiega &lt;strong&gt;l'Organizzazione agricola&lt;/strong&gt; - c'è stato un peggioramento continuo del saldo &lt;strong&gt;import export&lt;/strong&gt; dovuto sia a fattori legati alla produzione, sia a fattori contingenti, quali la scarsa organizzazione logistica e la bassa promozione sui &lt;strong&gt;mercati internazionali&lt;/strong&gt;. Senza sottovalutare i problemi legati alla concorrenza della Spagna che sfrutta la posizione dei porti meridionali, come quello di Murcia, dai quali &lt;strong&gt;importiamo&lt;/strong&gt; ogni giorno quantità enormi di &lt;strong&gt;agrumi &lt;/strong&gt;dai Paesi terzi (soprattutto Sud-America e Marocco), che vengono rivenduti sul mercato europeo come prodotto comunitario. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110206555724731059?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110206555724731059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110206555724731059' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110206555724731059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110206555724731059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/agrumi-saldo-commerciale-sempre-pi-in.html' title='Agrumi: saldo commerciale sempre più in rosso'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110190788958756242</id><published>2004-12-01T14:27:00.000+01:00</published><updated>2004-12-07T17:24:35.650+01:00</updated><title type='text'>2003: per gli scambi di sementi le importazioni corrono di più delle esportazioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Dopo un 2002 che aveva visto in contrazione sia le &lt;strong&gt;importazioni&lt;/strong&gt;, che le &lt;strong&gt;esportazioni&lt;/strong&gt; di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; da parte dell’Italia, il 2003 ha registrato una sensibile ripresa degli scambi: le &lt;strong&gt;importazioni&lt;/strong&gt; sono salite del &lt;strong&gt;5%&lt;/strong&gt; circa, superando in valore i 260 Meuro, mentre le &lt;strong&gt;esportazioni&lt;/strong&gt; sono passate a 125 Meuro, con un aumento di circa il &lt;strong&gt;2,3&lt;/strong&gt;%.&lt;br /&gt;Lo rende noto l’AIS, Associazione italiana sementi, commentando i dati annuali ISTAT sugli &lt;strong&gt;scambi commerciali&lt;/strong&gt; del 2003. A giudizio dell’AIS il sensibile aumento in valore delle &lt;strong&gt;importazioni&lt;/strong&gt; è dipeso soprattutto dalle &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di mais e di bietola da zucchero. Le &lt;strong&gt;esportazioni&lt;/strong&gt; hanno invece risentito delle scarse produzioni quantitative ottenute la scorsa campagna a causa della grave siccità; solo le foraggere e la bietola da zucchero, quest’ultima grazie al forte aumento delle superfici portaseme, hanno consentito di recuperare i risultati negativi degli altri settori.&lt;br /&gt;In materia di fabbisogno di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt;, l’Italia presenta da anni un deficit strutturale importante per mais, soia, patate da seme, graminacee foraggere e legumi. I settori del riso e del frumento duro invece sono gli unici per i quali il bilancio degli scambi è nettamente a favore delle esportazioni. Con le &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; di foraggere solo per l’erba medica gli scambi tendono sostanzialmente a bilanciarsi. Per la bietola da zucchero e le ortive, l’Italia riesce a moltiplicare e ad &lt;strong&gt;esportare&lt;/strong&gt; volumi considerevoli di &lt;strong&gt;sementi&lt;/strong&gt; sia in quantità che come valore, un risultato tuttavia annullato dalle &lt;strong&gt;importazioni&lt;/strong&gt; che per le orticole sono destinate in particolare al mercato professionale. Tutti i dati sugli scambi italiani di sementi sono disponibili sul sito dell’AIS, all’indirizzo: &lt;a href="http://www.sementi.it"&gt;www.sementi.it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;p&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110190788958756242?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110190788958756242/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110190788958756242' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110190788958756242'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110190788958756242'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/2003-per-gli-scambi-di-sementi-le.html' title='2003: per gli scambi di sementi le importazioni corrono di più delle esportazioni'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110190747204482664</id><published>2004-12-01T14:23:00.000+01:00</published><updated>2004-12-07T17:26:22.263+01:00</updated><title type='text'>I prodotti stranieri invadono i mercati</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Formaggi e vino dal Giappone, pomodori dalla Cina, uva dal Cile e dall’Africa, arance e mandarini dalla Cina, dall’Argentina, dal Venezuela e dal Marocco, mele dalla Repubblica Ceca e dalla Cina, patate dalla Polonia, olive e olio dalla Tunisia, dall’Algeria, dal Libano e dal Marocco, nocciole dalla Turchia, latte dalla Polonia, dalla Slovenia e dalla Svezia. Ormai è una vera e propria invasione. Il &lt;strong&gt;mercato agro-alimentare&lt;/strong&gt; italiano è diventato terra di conquista, mentre i nostri produttori fanno i conti con prezzi stracciati e redditi dimezzati. Nel Paese si mangia sempre meno “made in Italy” e gli scaffali dei negozi e dei supermercati sono stracolmi di prodotti alimentari esteri. Una presenza che in questi ultimi anni è cresciuta in particolare nel settore dell’ortofrutta. Sta di fatto che l’&lt;strong&gt;export-import&lt;/strong&gt; di questo importante comparto ha segnato per la prima volta un preoccupante disavanzo. A lanciare l’allarme è la Cia-Confederazione italiana &lt;strong&gt;agricoltori&lt;/strong&gt; che oggi è mobilitata in tutte le regioni con manifestazioni in più di cento città per richiamare l’attenzione del Governo, delle Istituzioni nazionali e locali, dell’opinione pubblica sui gravissimi problemi che il &lt;strong&gt;mondo agricolo&lt;/strong&gt; è costretto ad affrontare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110190747204482664?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110190747204482664/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110190747204482664' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110190747204482664'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110190747204482664'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/i-prodotti-stranieri-invadono-i.html' title='I prodotti stranieri invadono i mercati'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-9238588.post-110190720187893720</id><published>2004-12-01T14:19:00.000+01:00</published><updated>2004-12-07T17:27:14.883+01:00</updated><title type='text'>Cereali, semine autunnali</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“La contrazione negli &lt;strong&gt;investimenti&lt;/strong&gt; a &lt;strong&gt;frumento&lt;/strong&gt; duro potrebbe andare ben oltre quanto finora temuto. Mentre gli agricoltori manifestano un certo interesse per frumento tenero ed orzo, le intenzioni di &lt;strong&gt;semina&lt;/strong&gt; per il frumento duro sono in caduta verticale”. A lanciare l’allarme è l’AIS - &lt;strong&gt;Associazione italiana sementi&lt;/strong&gt;, in relazione alle &lt;strong&gt;semine cerealicole&lt;/strong&gt; autunnali oramai pienamente avviate.&lt;br /&gt;“A seguito del disaccoppiamento degli aiuti, le stime indicavano per il frumento duro un calo tra il 20 e 30% delle superfici coltivate" – sottolinea Bruna Saviotti, Presidente AIS. “Purtroppo, le percezioni che abbiamo in base alle &lt;strong&gt;vendite di seme certificato&lt;/strong&gt; fanno temere una contrazione ben maggiore”.&lt;br /&gt;“Corriamo il rischio concreto che le filiere tipiche del grano duro e della pasta italiana vengano snaturate, – prosegue Saviotti – dobbiamo quindi sollecitare gli &lt;strong&gt;agricoltori&lt;/strong&gt; a non abbandonare questa coltura, c’è ancora &lt;strong&gt;tempo per le semine&lt;/strong&gt;. Dobbiamo spiegare bene loro che con l’impiego di &lt;strong&gt;semente certificata&lt;/strong&gt; possono incassare anche il premio qualità comunitario di 40 €/ettaro, nonché il premio supplementare assicurato dall’Italia con l’applicazione dell'art. 69. C’è inoltre la convinzione che i &lt;strong&gt;prezzi di mercato&lt;/strong&gt; il prossimo anno possano essere migliori”. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Articolo di &lt;a href="http://sementi.blogspot.com/"&gt;http://sementi.blogspot.com&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/9238588-110190720187893720?l=sementi.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sementi.blogspot.com/feeds/110190720187893720/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=9238588&amp;postID=110190720187893720' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110190720187893720'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/9238588/posts/default/110190720187893720'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sementi.blogspot.com/2004/12/cereali-semine-autunnali.html' title='Cereali, semine autunnali'/><author><name>Garpez</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14969716663887204793</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
